lunedì 29 aprile 2019

Recensione "AFK" di Alice Keller

Bookspediani, vi do la buona notte parlandovi di "AFK" di Alice Keller pubblicato qualche settimana fa da Camelozampa.



Titolo: AFK
Autore: Alice Keller
Editore: Camelozampa
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 11 Aprile 2019







Gio non esce di casa da ormai due anni. Notte e giorno, resta chiuso nella sua stanza, incollato al monitor, una partita dopo l’altra. Per i suoi genitori, lui è il Problema. Emilia, la sorella più grande, è una diciottenne normale, nient’affatto un Problema.
Eppure è lei a nascondere un segreto, capace di trascinare Gio fuori dalla sua stanza, sbalzarlo lontano dal suo mondo fatto di computer e ossessive routine.


IL MIO VOTO



Alice Keller è un'autrice di cui avevo sentito solo opinioni positive e questo, unito alla trama del suo nuovo romanzo, è bastato per convinvermi a leggere AFK.
Il protagonista di questa storia è Gio, un ragazzo che si sente un pesce fuor d'acque nel mondo esterno poichè la sua unica sicurezza è davanti al pc, a giocare e chattare con quelli che considera amici, persone che non lo giudicano per il suo aspetto o per il suo modo di comportarsi, semplicemente lo accettano per quello che è. Gio vive la realtà online: inizialmente i suoi genitori hanno provato a farlo smettere, ma a poco a poco hanno rinunciato. Quando è online il tempo scorre diversamente: Gio non sente la necessità di mangiare o quella di dormire, desidera solo stare collegato al computer ed essere quello che è, senza alcun pregiudizio. Ormai per i suoi genitori è un Problema, qualcosa che non riescono a gestire e nemmeno ad aiutare, nessuno può, perchè Gio non permette a nessuno di farlo, tranne al suo gatto Snitch, che del resto come i suoi amici online è l'unico che non lo giudica. A differenza di Gio, sua sorella Emilia è perfetta, colei che non crea problemi ai genitori, anzi è la loro soddisfazione più grande, eppure anche lei ha dei problemi e sarà proprio grazie a lei che Gio si allontanerà per la prima volta dopo anni dal suo pc.


 Con una semplicità disarmante e uno stile quasi poetico Alice Keller parla di cosa succede quando la passione per il computer e per i giochi al suo interno diventa una malattia da cui non si riesce a guarire. Gio non è un ragazzo come gli altri, è un ragazzo autistico e questo gli fa percepire il mondo all'esterno in modo diverso, ma questo non significa che come gli altri non sia immune alle insidie del computer.
Il ragazzo infatti ha iniziato a poco a poco a rifugiarsi in un mondo elettronico, dove nessuno poteva vederlo o giudicarlo, e il tempo passato online volava, tanto che non dormiva e non si accorgeva nemmeno che era già mattina e quindi ora di andare a scuola. Con il passare del tempo la sua malattia è si è manifestata sempre di più, fino ad evitare di uscire di casa per ben due anni. La realtà di internet del resto è molto invitante, confortevole. Essere in un mondo in cui non si viene giudicati o derisi ci offre un tipo di sicurezza che il mondo esterno non è in grado di offrirci e questo spinge la persona in questione a non volersi più allontanare da quella protezione. E' difficile comprendere che ci si possa ammalare per questo e in questo caso sono le persone vicino a noi a dover intervenire per aiutarci, le uniche che possono abbattere le mure che si vengono a creare per riportarci dove apparteniamo: nella realtà.


Non è solo Gio il protagonista di questa storia, ma lo è anche Emilia, sua sorella, l'unica che non ha mai perso le speranze con lui e che ha sempre vegliato su di lui, cercando di raggiungerlo come poteva, senza mai riuscirci.
Gio, che è visto dai genitori come un Problema, scopre che anche Emilia potrebbe essere un Problema ed è questo e l'amore per la sorella a spingerlo ad allontanarsi dal suo porto sicuro per aiutarla. Questo ci fa capire che, per quanto ci si sente protetti nel proprio mondo e immuni a tutto quello che succede all'esterno, non si può dimenticare l'amore e l'affetto per la propria famiglia e quanto è importante aiutarli nel momento del bisogno. I genitori di Gio sono tutto fumo e niente arrosto: tante sono state le minacce per costringerlo ad uscire dalla sua stanza, ma nessuna di queste è stata messa in atto. Questo non significa tuttavia che non lo amino a sufficienza, significa solo che non hanno le energie per comprenderlo, perchè è più facile fare finta di non avere problemi piuttosto che affrontarli. Solo Emilia, una normale ragazza di diciotto anni, ha la forza di ammettere che il fratello ha un problema e prova ad aiutarlo come può. 
E' da sottolineare il fatto che solo la sorella e il gatto riescano a comprendere Gio, poichè ci fa capire che anche i genitori, persone che crediamo supereroi, non sempre hanno la risposta a tutti i problemi e in questo romanzo li vediamo in netto contraston col loro figlio minore.


Questa è una grande lezione per tutti quelli che non riescono ad allontanarsi dalla realtà virtuale, perchè non comprendono che il confine tra divertimento e ossessione è molto sottile.
AFK è un titolo più che azzeccato per questa storia, poichè letteralmente significa "lontano dalla tastiera" e questa è infatti la colonna portante del romanzo: vedere Gio che trova la forza di allontanarsi per seguire la sorella.
Alice Keller scrive un romanzo brevissimo, che conta poco più di cento pagine, ma di grande impatto, che non può non far riflettere il lettore e fargli capire quanto è facile rifugiarsi in un mondo immaginarsi e quanto è altrettanto difficile uscirne, perchè del resto il mondo esterno è un'enigma e prevedere quello che succederà è impossibile, mentre invece il mondo virtuale è fatto di abitudini e di routine, dove tutto si può prevedere.
Ma questo è il bello della vita, la sua imprevedibilità e questo ce lo insegnano proprio Gio ed Emilia, due personaggi imperfetti e meravigliosi nelle loro imperfezioni e nei loro errori, nei loro problemi, che gli permettono di crescere e di essere personaggi nei quali il lettore si può rispecchiare.



si ringrazia la casa editrice 
per la copia omaggio



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