giovedì 29 ottobre 2020

Recensione "Il rifugio" di Nora Roberts

Buon salve bookspediani.
Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Nora Roberts, ossia Il Rifugio edito da Leggereditore.



Titolo: Il Rifugio
Autore: Nora Roberts
Editore: Leggereditore
Genere: Fiction
Data di uscita24 Settembre 2020


Quando gli spari risuonarono nel centro commerciale, Simone Knox sapeva che cosa fare. Mettersi al riparo. Questo è quello che ti insegnano nel caso di una sparatoria di massa. Quindi, in quella terribile e calda giornata dell’estate 2005, Simone fu fortunata. Era sfuggita alla morte. Ma non sarebbe mai più stata più la stessa.
Più di dieci anni dopo, Simone ancora lotta con il dolore, il trauma, e il malriposto senso di colpa che prova un sopravvissuto. Passa la maggior parte del suo tempo da sola a Tranquility Island – una piccola comunità di artisti al largo della costa del Maine. Sta modellando sé stessa con impegno, come realizza le sue sculture, straordinarie e molto apprezzate. Mentre si prende cura di sé decide di confidarsi con Reed Quartermaine, anche lui sopravvissuto alla sparatoria e ora diventato un detective.
Ma qualcuno sta osservando tutti i sopravvissuti del massacro del Down East Mall. Ha passato anni a perfezionare un piano per finire quello che avevano inizia¬to quel giorno. E ora che Reed e Simone si sono ritrovati, sono molto più in peri¬colo di quanto possano immaginare, minacciati da un killer che non vorrà e non potrà fermarsi.


IL MIO VOTO


Sono tanti i protagonisti di questo romanzo e tutti hanno in comune qualcosa: aver subito un trauma. Infatti era una giornata come tante altre quando all'improvviso delle persone mascherate sono entrate in un centro commerciale e si sono messe a sparare a caso, cercando di ferire e di uccidere quante più persone possibili, segnando per sempre i superstiti a questa tragedia che hanno visto la morte in faccia, hanno perso persone o amici cari e soprattutto devono fare i conti con tutte le azioni che hanno fatto e che li hanno portati a sopravvivere, lasciando però indietro tanti altri. Simone è tra queste, la prima ragazza a rendersi conto della situazione e quindi a chiamare i soccorsi, dando modo alla polizia di entrare subito in azione e di fermare quello che poteva essere un massacro che sarebbe finito mille volte peggio. Simone ha perso una delle sue migliori amiche in quel centro commerciale e questo essere sopravissuta non l'ha certo aiutata, l'ha spinta ad allontanarsi dalla propria famiglia e anche dieci anni dopo non riesce a lasciarsi il passato alle spalle: ha infatti un pessimo rapporto con la madre e la sorella che non vede quasi mai ma soprattutto ancora si sente responsabile per quello che è successo. Così come Simone c'è un altro grande protagonista si spicco di questa storia ossia Reed, anche lui sopravvissuto a quel giorno che ha di fatto definito la sua vita poichè lo ha spinto a diventare un detective per aiutare gli altri, come lui è stato aiutato. Tuttavia come i superstiti, qualcun altro non ha mai dimenticato quel giorno e ha giurato vendetta ad ognuno di loro, ecco perchè a poco a poco i sopravvissuti iniziano a morire e a questo punto, con Reed e Simone che si sono trovati e insieme iniziano a guardare al futuro, tutti i fantasmi del passato non possono che tornare prepotenti e prima di poter andare avanti ci sono ancora questioni in sospeso da risolvere, per tutti. Quindi sebbene i personaggi siano tanti perchè abbiamo a che fare con la famiglia di Simone, con i suoi amici e con Reed e la sua squadra in polizia e tanti altri sopravvissuti, seguiamo da molto vicino questi due protagonisti che cercano di fare del loro meglio per affrontare quello che è successo e andare avanti. Entrambi sono convinti di non poterlo fare, così come sono certi di non essere compresi dagli altri fino in fondo ed è proprio per questo che insieme sono perfetti, perchè si capiscono anche senza parole e di conseguenza possono guarire e soprattutto andare avanti insieme.


Le tematiche che affronta l'autrice in questo romanzo sono davvero attuali quanto spaventose: al momento il telegiornale affronta ogni giorno la pandemia mondiale che ci ha messo in ginocchio, ma prima di tutto questo non mancavano certo notizie di persone pronte a commettere attentati e quindi a prendere in ostaggio un centro commerciale, un cinema o un bar e fare fuoco uccidendo quante più persone possibili, che fosse per noia, per divertimento o terrorismo poco importava perchè il risultato era comunque avere tra le mani persone morte senza una vera ragione se non quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e ovviamente i superstiti non possono che essere fortunati per averla scampata, ma di fatto sono più traumatizzati per aver visto la morte in faccia e soprattutto si sentono in colpa per essere sopravvissuti al posto di altri. Affrontare questo tipo di trauma quindi non è mai facile, ognuno reagisce a suo modo e per esempio Simone, la ragazza che per prima ha chiamato i soccorsi, non riesce più a restare con la sua famiglia ma soprattutto non riesce più a restare ferma, sente questa inquietudine che manifesta tramite l'arte, facendo uscire tutto il dolore che tiene dentro e di cui non è in grado di parlare; Reed invece, un altro ragazzo sopravvissuto, è diventato detective proprio per aiutare gli altri in questo tipo di situazioni. Non esiste un manuale così come non si comprende bene cosa fare, l'autrice tuttavia è bravissima ad esplorare queste due personalità così diverse eppure accomunate dalla stessa esperienza. Allo stesso tempo mette i brividi sapere che questo singolo trauma non è sufficiente per queste persone perchè c'è ancora qualcuno determinato a finire il lavoro di dieci anni prima e quindi ad eliminare tutte le persone rimaste in vita quel giorno, aggiungendo quindi una sfumatura da brivido ma facendoci anche capire quanto è strano e pericoloso questo mondo.

Quando leggo un romanzo di Nora Roberts so per certo che resterò conquistata dalla storia, qualunque essa sia. L'autrice infatti ha un modo di trattare tematiche attuali e quotidiane davvero unico, che ti spingono a restare incollato alle pagine fino alla fine, curioso di sapere come andrà a concludersi la vicenda. L'autrice tocca piano queste tematiche, molto spesso la prima parte funge da introduzione ma anche di punto di partenza per una storia che si sviluppa nel tempo e che quindi va a comporre qualcosa di molto più grande, una vicenda che sa come lasciare il suo segno nel lettore. Anche in questo caso assistiamo a due tempi narrativi: all'inizio assistiamo alla sparatoria e quindi alle conseguenze di queste, mentre invece la seconda parte si svolge dieci anni dopo, quando il tempo è passato il trauma nelle persone sopravvissute ovviamente no e quindi è davvero toccante vedere come queste persone hanno rivoluzionato la loro vita o semplicemente si sono allontanate da questa, proprio a causa di quello che hanno provato. Non è solo un romanzo di attualità questo, dove a spiccare sono tematiche davvero toste, ma è anche un romanzo dove l'amore in qualche modo può aiutare ad andare avanti e in questo caso lo vediamo con Reed e Simone e allo stesso tempo è un romanzo dalle tinte mystery e con della suspense perchè c'è ancora qualcuno che vuole finire il lavoro di dieci anni prima e non sembra determinato a fermarsi, prima di aver raggiunto il suo scopo.
Il Rifugio è una storia che ci fa capire che non si è mai al sicuro, ma non per questo bisogna mettere la propria vita in pausa, bisogna sempre andare avanti e cercare di godersi appieno il tempo che abbiamo su questo mondo perchè non ne conosciamo la durata e basta poco per rivoluzionarlo completamente.








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