martedì 23 luglio 2019

#Review Party:"Appuntamento dove il cielo è più blu" di Emma Sternberg

Buon salve bookspediani.
Torna oggi in libreria Emma Sternberg e io vi parlo subito di questo suo nuovo romanzo!


Titolo: Appuntamento dove il cielo è più blu
AutoreEmma Sternberg
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Fiction
Data di uscita: 23 Luglio 2019


«Un’estate a Capri. Cercasi assistente-dattilografa personale.» 

Quando Isabell legge per caso questo annuncio, non ha niente da perdere: l'uomo che amava l'ha lasciata e il suo nuovo impiego le fa rimpiangere ogni giorno la libreria in cui ha lavorato per quasi quindici anni e che ormai ha chiuso i battenti. Così, per la prima volta nella sua vita, si lascia guidare dall'istinto, fa le valigie e parte. 
Arrivata nella magica cornice di Capri, scopre di essere stata assunta nientemeno che da Mitzi Hauptmann: una famosa scrittrice, ora settantacinquenne, in cerca di aiuto per la stesura della propria autobiografia.
Mentre il racconto di quell’esistenza favolosa si rivela tra dettagli appassionanti e i panorami mozzafiato dell’isola, Isabell sente che il suo cuore riprende pian piano a battere. E, una pagina dopo l’altra, capisce che, nonostante la differenza di età e di vissuto, lei e Mitzi hanno molto in comune: entrambe hanno conosciuto la solitudine, entrambe hanno ancora qualche sogno nel cassetto – che ora è giunto il momento di aprire. Perché non è mai troppo tardi per scrivere la propria storia, e viverla.


IL MIO VOTO




In questi giorni la voglia di andare in vacanza è alle stelle e, se non è possibile farlo fisicamente, per fortuna ci sono i libri a farci vivere un viaggio da sogno e questa volta l'ambientazione non ci porta troppo lontano da casa, ci troviamo infatti a Capri, un'isola che ho sempre voluto visitare e che in occasione di questa storia è come se lo avessi fatto insieme alla protagonista Isa. Una ragazza tedesca di poco più di trent'anni che si trova di fronte ad un bivio: la sua vita non sta cercatamente andando nella direzione che sperava. Pensava infatti di aver già dei figli con l'amore della sua vita, Alex, e di continuare a lavorare in libreria. Purtroppo però nessuna delle due cose è più un'opzione, Alex l'ha lasciata e ora si è rifatto una vita, la stessa vita che lei agogna disperatamente, e il suo nuovo lavoro non la convince appieno, per cui quando trova tra le offerte di lavoro la possibilità di andare a Capri a fare da assistente dattilografa ad una figura misteriosa, non esita a candidarsi, scoprendo per fare la cosa giusta, perchè questa si rivela essere la famosa scrittrice Mitzi Hauptmann, la quale desidera scrivere le sue memorie e sarà proprio Isa a farlo. Ma questo lavoro non le impedisce certo di visitare Capri e di scoprire le meraviglie che ha da offrire questo luogo incantevole, soprattutto mette nella sua strada persone gentili e cordiali che fanno di tutto per rendere la sua permanenza indimenticabile, in aggiunta alla storia della vita di Mitzi, che si fa sempre più intrigante e che coinvolge a tal punto Isa da mettersi in mezzo, per dare una mano ad un destino che si è dimenticato per troppo tempo della felicità di alcune persone, forse Isa stessa inclusa.


Emma Sternberg è un'autrice che ho già avuto il piacere di conoscere qualche anno fa, quando il suo romanzo d'esordio era arrivato in Italia, una storia che mi era piaciuta ma che non era riuscita a convincermi appieno. In questo libro invece a mio avviso si sono visti grandi passi avanti dell'autrice, sia per quanto riguarda la storia sia per quanto riguarda lo stile, che risulta molto fluido e scorrevole e soprattutto descrittivo al punto giusto, in modo da permettere al lettore di viaggiare con la mente e ritrovarsi a Capri con Isa, a scoprire quindi insieme a lei le meraviglie che ha da offrire questa isola e ovviamente non possiamo che ritrovare tanti piatti tipici napoli, che mettono una certa acquolina in bocca. La storia narrata da Isa è molto credibile perchè in un determinato momento della nostra vita tutte ci sentiamo alla deriva, come se nulla andasse per il verso giusto, e in questi momenti non si può fare altro che allontanarsi dalla vita di tutti i giorni e rischiare, andando in un luogo che non si conosce per vivere una vera e propria avventura, in grado non solo di farci comprendere la possibile direzione della nostra storia, ma anche in grado di farci affrontare tutto quello che abbiamo passato e quindi andare avanti. La nostra storia è qualcosa che ci definisce, non è giusto rinnegarla, anche se fa soffrire, ma allo stesso tempo è giusto prenderne le distanze per affrontare al meglio il futuro e tutto ciò a cui siamo destinati.


La protagonista Isa è quindi per me un bellissimo esempio da seguire: la sua vita in Germania è imperfetta, anzi la fa terribilmente soffrire vedere che tutti stanno andando avanti con le loro vite e lei resta sempre ferma, sempre sullo stesso punto, per cui osa, si allontana dalla Germania e approda a Capri, un'isola che le regala prima di tutto un'amica in Mitzi, un'autrice che ha sempre stimato e amato che le apre il suo cuore, raccontandole la sua vita e quindi tutto le difficoltà che ha dovuto affrontare, problemi che ancora oggi la affliggono anche se tenta di non darlo a vedere. E tra le due quindi non si crea solo un buon rapporto lavorativo, ma un rapporto di solidarietà perchè entrambe in fin dei conti sono sole, hanno perso l'amore della loro vita e non sanno come superare questa cosa. Mitzi in qualche modo esorcizza i demoni del passato, trascrivendo la storia della sua vita, mentre invece per Isa è più difficile andare avanti, anche se durante la vacanza si imbatte in un poliziotto in grado di farle battere di nuovo il cuore, anche se non sa le vere intenzioni dell'uomo e soprattutto come potrebbe andare a finire una ipotetica storia tra di loro. Intanto il suo rapporto di amicizia con Mitzi si evolve, fino a farle capire che deve fare qualcosa per lei per darle la possibilità non solo di raccontare la sua storia, ma di viverla ancora, così come deve fare Isa.


Quello che mi piace dei romanzi di Emma Sternberg è la capacità dell'autrice di far crescere i suoi personaggi, ponendoli in una condizione iniziale di infelicità in modo tale da spingerli fuori dalla loro bolla di monotonia e quindi facendogli poi vivere un'esperienza unica, che li arricchisce sia culturalmente che mentalmente. Il personaggio di Isa, la sola vera narratrice della storia, si rivela essere quindi molto forte per avere il coraggio di abbandonare una vita che certamente non la soddisfa, ma che comunque le offre sicurezza, per un'opportunità che sulla carta sembra migliore, ma che di fatto non può sapere a cosa la porterà.
La sua permanenza a Capri non solo le da occasione di conoscere una donna straordinaria, così come personaggi che finiranno per avere un forte impatto su di lei, ma le offre l'occasione di scoprire una cultura nuova, sicuramente ben diversa da quella tedesca sia per tradizione che per modo di comportarsi. Isa infatti si dimostra una donna insicura, che non sa che cosa fare della sua vita, che pensa di essere una delusione per se stessa e quindi in qualche modo mina anche il suo approccio alla vita. Per fortuna ci sarà Luca, un poliziotto napoletano sempre pronto ad aiutarla, a farle aprire gli occhi e guardare non solo il panorama che Capri ha da offrire, ma quello che lei stessa può offrire e quindi a farle capire il suo valore.


Appuntamento dove il cielo è più blu è una lettura che non solo mette voglia di chiuder tutto e andarsene in un luogo lontano, alla ricerca di se stessi, ma è anche un romanzo di crescita, di amicizia e di amore. Una storia che in fin dei conti non vuole essere una favola a lieto fino, ma un percorso che conduce a comprendere meglio se stessi e quindi imperfetto, come del resto lo è la sua protagonista.
Il rapporto tra Mitzi e Isa del resto esplora tantissime tematiche, tutte molto importanti e da non prendere alla leggera, che rendono il romanzo estremamente riflessivo, anche se il tono rimane sempre leggero e divertente, come del resto una storia del genere dovrebbe essere.
Emma Sternberg ha fatto certamente passi da gigante con questa nuova avventura, che non solo mi ha messo un'incredibile voglia di vacanza, ma che mi ha trasmesso la forza e il coraggio della protagonista nell'intraprendere un viaggio che in verità non si sa cosa può portare. Una decisione che sembra facile, ma che offre risvolti imprevedibili e proprio per questo vale la pena fare una pazzia ogni tanto nella vita. Se siete quindi alla ricerca di una storia perfetta per questa estate, il romanzo di Emma Sternberg è quello che fa per voi, ve lo assicuro.





Vi aspettano altre recensioni oggi:





lunedì 22 luglio 2019

Recensione "Balla per me" di Kylie Brant

Buona sera bookspediani.
Eccomi qui con voi, pronta per parlarvi di un nuovo thriller, e questa volta tocca a "Balla per me" di Kylie Brant edito da SEM.

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TitoloBalla per me
AutoreKylie Brant
Editore: SEM
Genere: Thriller
Data di uscita: 18 Giugno 2019



Anni fa un’anonima cittadina nel cuore dell’Ohio era finita al centro dell’attenzione quando la giovane Kelsey Willard era scomparsa nel nulla, lasciando alle sue spalle una famiglia distrutta, confinata nel proprio dolore: una sofferenza destinata a rimanere senza risposte. Da allora il padre, David, ha cercato senza riuscirci di tenere a bada i suoi sensi di colpa. La madre, Claire, è diventata dipendente da alcol e farmaci per passare attraverso l’esistenza quotidiana. La sorella, Janie, che già soffriva di mutismo selettivo a causa di un disturbo d’ansia, prova a vivere la sua vita il più normalmente possibile. Eppure da quel giorno le domande li perseguitano.
Sette anni dopo, in situazioni analoghe, nella stessa zona, si perdono le tracce di Whitney DeVries, un’altra adolescente. Per i Willard si riaprono le porte del passato. Il detective Mark Foster infatti è convinto che i parallelismi tra i due rapimenti siano la chiave che conduce a un pericoloso serial killer.
I segreti che l’investigatore porterà alla luce si riveleranno ben più terrificanti di quanto chiunque possa aspettarsi, ma il solo modo per salvare la vita della ragazza scomparsa adesso è risolvere i misteri del caso precedente. Che sia ancora viva o morta da tempo, Kelsey Willard è l’unica via da seguire per non perdere la speranza.
La storia, raccontata attraverso il punto di vista alternato di cinque personaggi, ha un ritmo vertiginoso e conduce il lettore verso la soluzione del cold case e di quello più recente, altrettanto inspiegabile.


IL MIO VOTO

Balla per me è il primo romanzo di Kylie Brant che viene tradotto in Italia e che quindi ci dà occasione di conoscere questa autrice di grande talento. La vicenda ruota attorno ad un fatto di cronaca come tanti, la scomparsa di una ragazza di cui non si hanno più le tracce, così come non si hanno risultati concreti sull’indagine che viene svolta a riguardo, facendolo diventare un cold case visto che sette anni dopo ancora non si ha per le mani ne un corpo ne tantomeno un colpevole. Ma qualcosa accade, perché un’altra ragazza a pochi chilometri di distanza scompare nel nulla e l’incaricato del caso capisce che deve scavare nel passato per avere le risposte che cerca. La particolarità di questo thriller emerge fin dalle prime pagine per le voci narranti scelte per raccontarci questa storia. Esse infatti appartengono a Whitney, la ragazza scomparsa, a Mark Foster, il detective e non alla famiglia di Whitney, come si potrebbe pensare, ma alla famiglia di Kelsey, ossia suo padre David, sua sorella Janie e sua madre Claire.


La famiglia Willard è una completamente distrutta, cambiata per sempre da quando  Kelsey è scomparsa: Janie, la sorellina più piccola, colei che ha sempre avuto protezione da Kelsey per via del suo mutismo selettivo, si è completamente chiusa nel suo mondo, un mondo in cui è tornata da poco a scuola e in cui subisce costante bullismo da parte dei compagni. Claire è una donna vuota, che non riesce più a vivere sapendo che fine ha fatto sua figlia e non può che incolparsi per quello che è successo, sperando tuttavia che sia da qualche parte, salva. Per questo si rifugia nell’alcol e non riesce più a passare del tempo con suo marito, il quale sembra  lontano mille miglia. David, a differenza del resto della famiglia, sembra l’unico a condurre una vita apparentemente normale, continuando a lavorare ma allo stesso tempo sentendosi in colpa perché non ha saputo proteggere sua figlia.
Questa è la prova che un grande dolore può unire una famiglia oppure distruggerlo per sempre e non avendo mai avuto risposte, non avendo mai trovato un corpo, è normale sperare in un risvolto positivo, anche se non si può controllare il destino come si vorrebbe.


Le parti dedicate a Whitney sono certamente quelle più forti, perché ci descrive quello che sta passando e quindi sentiamo forte e chiaro il suo dolore, la sua paura e il suo timore di non farcela, di non essere trovata in tempo. Mi sono sentita tremendamente coinvolta nella sua vicenda, condividevo con lei la paura e il disagio della situazione.
Mark Foster invece è senza dubbio il personaggio più attivo della storia, colui che ha veramente voglia di risolvere il caso, colui che capisce che per risolvere un mistero del presente deve scavare nel passato, studiando attentamente il caso di Kelsey perché sebbene la sua morte venga attribuita ad un famoso killer, c’è comunque qualcosa che non torna.Questi cinque personaggi quindi si intrecciano, creando una storia che non solo parla di più casi da risolvere, ma anche di attualità come il bullismo, le conseguenze che ha per una famiglia perdere una figlia e ovviamente la lotta per trovare la verità, qualcuno essa sia, perché per quanto si voglia trovare i propri figli, si hanno sempre dei segreti che si vogliono custodire a tutti i costi, segreti che finiscono per pagarsi cari.


Kylie Brant ha uno stile molto diretto e fluido, una penna che non risparmia niente a nessuno e che sa affrontare tematiche con il giusto riguardo e con la giusta importanza, senza mai risultare pesante al lettore, ma allo stesso tempo non trattenendosi dal raccontare una storia che purtroppo è crudele, che può avere oppure no un lieto fine, perchè si parla di vita reale e non sempre la conclusione è quella che ci aspettiamo. Balla per me è quindi una storia che scava nelle profondità dell'animo umano, fa emergere la malvagità di una persona ma anche le sue debolezze, quelle stesse debolezze che in qualche modo hanno un effetto domino sulla propria vita. Sebbene quindi la parte psicologia mi sia piaciuta da morire, così come l'utilizzo di un cold case per raccontare una storia che avviene nel presente, ci sono stati alcuni elementi che avrei preferito venissero trattati in modo diverso: sarebbe stato interessante per esempio avere un punto di vista anche dei genitori di Whitney, la ragazza scomparsa ora, in modo da avere un contrasto con i Willard. Allo stesso tempo la risoluzione del caso mi ha totalmente spiazzata e per questo non mi ha convinto appieno. Oltre a questi dettagli, non posso certo negare che Balla per me non mi sia piaciuto, anzi, è una lettura perfetta per gli amanti del thriller e fa conoscere ai lettori un'autrice certamente da non farsi sfuggire, di cui non vedo l'ora di leggere altro.






Cover Love#168


 è una rubrica inventata da Glinda

Buon pomeriggio bookspediani.
Eccoci di nuovo al nostro temuto lunedì, questa volta con temperature più calde che mai! Ma veniamo a noi, pronti per il Cover Love?




La cover vincitrice 
della settimana scorsa è:

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Le cover che vi aspettano oggi sono:



 The Deep



Resurrection Girls



Diamond City




quale vi piace di più?
aspetto le vostre risposte nei commenti!



domenica 21 luglio 2019

Recensione "Regine" di Paolo Sciortino

Bookspediani, come vedete sono tornata carica e vi lascio anche la recensione di un'ultima lettura, ossia "Regine" di Paolo Sciortino, un romanzo edito da Piemme.



TitoloRegine
AutorePaolo Sciortino
Editore: Piemme
Genere: Romanzo Storico
Data di uscita: 4 Giugno 2019


Alla corte di Vienna, dove sono nate entrambe, arciduchesse, figlie dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, l'infanzia di Carolina e Maria Antonietta scorre serena, tra i concerti di un Mozart ragazzino, le lezioni di celebri pensatori del tempo e i giochi in uno dei parchi più incredibili di tutta Europa. Ancora giovanissime, però, vedono la spensieratezza lasciare il posto alla vita adulta, che inizia con la separazione, dalla madre e dalla sorella che più amano. A Versailles è diretta Maria Antonietta, sposa del delfino di Francia; Carolina, invece, è destinata all'Italia, Napoli sarà la sua casa, alla corte dei Borbone. Non si vedranno mai più, perché questo è uno dei drammi silenziosi che deve scontare chi ha il privilegio di regnare, ma resteranno sempre legate da un filo sottile e tenace che le terrà unite anche nei momenti di maggior lontananza, e che stritolerà il cuore di Carolina alla morte di sua sorella.
Non sono solo due regine, Carolina e Maria Antonietta, ma due espressioni, per quanto contrapposte, di un mondo in cambiamento. Carolina, la studiosa, la statista, convinta che il ruolo di regnante sia un servizio della collettività, un privilegio da pagare con la fatica. La tragica morte di Maria Antonietta, però, cambierà ogni cosa e mostrerà la fragilità di una filosofia astratta che si scontra con i bisogni e la rabbia del popolo.
Due sorelle, due regine, il mondo ai loro piedi e i desideri fatti realtà, ma anche due donne, con i dolori, i pianti, le rinunce che a chi fa parte del Paradiso non è concesso mostrare, né tantomeno provare
.

IL MIO VOTO



Ormai penso sappiate le letture che sono solita fare, che la maggior parte delle volte divergono dai romanzi storici, tuttavia ci sono figure storiche che durante il mio percorso scolastico mi hanno in qualche modo affascinato e spinto ad approfondire la conoscenza di questi personaggi, tra queste ci sono state indubbiamente Maria Antonietta e Carolina, che per l'appunto sono le due protagoniste di questa storia, anche se la narrazione viene affidata puramente a Carolina, qualcosa che mi è dispiaciuto perchè avrei preferito avere un filo diretto con Maria Antonietta, una regina intrigante e originale che è andata incontro ad un infausto destino che in qualche modo l'ha portata a farsi conoscere ovunque nel mondo. Grazie a questo romanzo quindi conosciamo sia Maria Antonietta che Carolina fin da piccole, da quando non sono altro che semplici sorelle, con un destino da compiere, ma ben diverso da quello previsto per loro. Entrambe crescono in Austria, circondate da musica e da lezioni di comportamento, unite non solo per linea di sangue ma perchè davvero amiche, sorelle in tutto e per tutto, pronte a compiere la loro strada. Se Maria Antonietta è attesa in Francia, Carolina, nonostante sia la terza scelta, è destinata a recarsi al Regno di Napoli, dove incontra il suo sposo, Ferdinando. Ecco quindi che ben presto le strade delle sorelle si separano, sarà infatti l'ultima volta che potranno vedersi, ma continueranno a sostenersi a distanza, tramite lettere che Carolina condividerà con il lettore.


Paolo Sciortino infatti sceglie di affidare la narrazione completamente a Carolina, una giovane ragazza come tante, che per nascita è obbligata a sposare un uomo che non conosce, a dirigersi in un luogo che non ha mai visitato non per vacanza, ma per guidarlo accanto al suo Re.
La figura di Carolina quindi viene totalmente umanizzata fin dalla sua infanzia, la quale ci appare una bambina che non muore dalla voglia di separarsi dalla famiglia e dal suo paese, fino ad arrivare ad essere una donna benvoluta dai cittadini italiani, anche se non è italiana di nascita. Ci appare una sovrana giusta, con idee innovative e con intenzioni sempre buone, sempre preventivate per aiutare il popolo e non per il suo scopo personale. L'autore dà vita ad un personaggio che è impossibile non amare, soprattutto quando ci viene mostrato attraverso i tanti dialoghi che ha con il marito Ferdinando, il quale nel romanzo conserva la parlata napoletana, che rende quindi il personaggio credibile ma anche ironico, soprattutto per le espressioni che usa, che purtroppo in alcune occasioni non ho compreso fino in fondo, ma che ho apprezzato tantissimo perchè hanno aggiunto un tocco più leggero alla storia, ma allo stesso tempo gli ha dato una sfumatura di realismo.


Regine tuttavia non si limita semplicemente a riportare dei fatti storici, qualcosa che possiamo trovare in tutti i libri di testo, ma vuole mettere in evidenza le differenze tra queste due regine e in particolare il loro rapporto di sorelle, che non va ad essere solo di grande stima e amicizia, ma è un legame profondo, che caratterizza tutta la loro vita, dall'inizio alla vita, anche se per una è molto più breve che per l'altra. Carolina e Maria Antonietta prima di essere due sovrane sono infatti due sorelle come tante, due amiche che non possono vedersi a causa delle loro posizioni sociali e che continuano ad essere coinvolte l'una nella vita dell'altra nell'unico modo in cui possono farlo, ossia tramite lo scambio di lettere: è proprio attraverso questo rapporto epistolare che conosciamo meglio Maria Antonietta e apprendiamo la sua voglia di essere amata, in particolare da suo marito, ma anche dal suo popolo, qualcosa che non riuscirà mai ad ottenere. La regina di Francia ci appare come una donna fragile, che vuole soltanto appoggio e può trovarlo solo in Carolina. La regina di Napoli infatti non esita ad offrirle tutto ciò che può, soprattutto conforto, e sarà un duro colpo per lei perdere la sorella. Ma oltre che sorelle, Carolina e Maria Antonietta sono due regine e l'autore ci fa ben capire la loro differenza, non solo in ambito caratteriale, ma anche per quanto riguarda le decisioni che hanno preso e ovviamente che effetto hanno avuto su di loro e sul loro regno.


Paolo Sciortino con questo romanzo riesce a convincere il lettore più scettico, discostandosi dai soliti romanzi storici in cui vengono snocciolate solo informazioni che già sappiamo perchè studiate a scuola, narrando le vicende di una delle Regine che più hanno caratterizzato la storia del nostro paese in modo semplice e chiaro, alleggerendo l'atmosfera grazie all'umanizzazione dei personaggi, che non si limitano ad essere figure storiche irraggiungibili, ma sia Carolina che Ferdinando sembrano essere personaggi con cui si può conversare tranquillamente, così come è tangibile il dolore e la sofferenza di Maria Antonietta, che viene dipinta come una donna fragile e terrorizzata che si avvicina sempre di più ad un destino orribile, che vorrebbe evitare oppure in qualche modo vorrebbe qualcuno accanto a lei che la ama e che le possa infondere coraggio, anche se impossibile. Regine è quindi un romanzo che è stato un piacere leggere, anche se in verità mi aspettavo qualcosa di più e soprattutto mi aspettavo che anche Maria Antonietta, uno dei personaggi che più mi affascinano nella storia, avesse la sua voce, o per meglio dire parlasse in maniera diretta al lettore, e non solamente tramite le lettere destinate alla sorella Carolina, nonostante questo resta una bella lettura adatta certamente agli amanti della storia, ma anche a chi si vuole approcciare al genere, perchè è un romanzo che non è mai pesante, anzi l'autore riesce a tenere molto spesso un'atmosfera leggera, anche se il tono della storia si fa più grave quando il momento lo richiede, bilanciando molto bene il tutto. E' sicuramente una lettura nettamente più godibile dei soliti libri di storia scolastici.






Recensione "Le ragazze non possono entrare" di Emily Lockhart

Bookspediani, è arrivata l'ora di parlarvi del nuovo romanzo di Emily Lockhart, ossia Le ragazze non possono entrare" edito da De Agostini.

Le ragazze non possono entrare di [Lockhart, E.]

Titolo: Le ragazze non possono entrare
Autore: Emily Lockhart
Editore: De Agostini
Genere: Youg Adult
Data di uscita: 30 Aprile 2019



Basta un'estate per cambiare la vita di Frankie Landau Bank. Un'estate in cui Frankie sboccia come un fiore, trasformandosi da bambina un po' nerd a ragazza molto attraente, l'oggetto del desiderio di tutti i suoi coetanei. Sarà però solo Matthew a conquistare il suo cuore. Matthew che è bello, ricco e affascinante. Ed è anche il leader della più antica società segreta del liceo super posh che Frankie frequenta. A Frankie piacerebbe moltissimo entrare a far parte della società segreta, ma non può perché non c'è posto per le donne nel prestigiosissimo Loyal Order of Basset Hounds. Ma la ragazza è troppo intelligente per restare a guardare: inizia quindi a manipolare Matthew e tutti gli altri membri per organizzare gli scherzi più spettacolari mai visti. E per ricordare a tutti che nessuno, ma proprio nessuno, può mettere una donna in un angolo.


IL MIO VOTO





Frankie Landau Bank è sempre stata una ragazza diversa dalle altre. Suo padre fin da prima che nascesse sperava fosse un maschio e seguisse le sue orme, entrando nelle sue stesse scuole e nei suoi stessi club privati che frequentava da giovane, e quando il destino ha deciso di dare all'uomo un'altra femmina, lui non si è fermato e ha deciso di chiamarla Frankie. Da quel momento la ragazza è sempre stata protetta e coccolata dai genitori, per lei non valevano le stesse regole dei suoi cugini maschi o di sua sorella maggiore, perchè lei speciale e come tale doveva essere trattata. Oltre a sua sorella maggiore nessuno ha mai fatto caso a lei, è sempre stata una ragazza ordinaria che passava inosservata, questo fino a quando improvvisamente si è sviluppata ed è diventata da invisibile ad essere una ragazza per cui si fa a gara per attirare l'attenzione e questo accade principalmente con Matthew, un ragazzo per cui ha sempre avuto una cotta che fino a poco tempo prima non aveva mai fatto caso a lei, ma che ora improvvisamente sembra non poterle stare lontano. E ora che finalmente sono insieme, Frankie si sente finalmente accettata, salvo per il fatto che Matthew le nasconde una parte della sua vita: egli è membro infatti della società segreta del liceo, una società in cui le ragazze non sono ammesse. Ma questo fermerà Frankie dall'avere quello che vuole, ossia un mondo pieno di sì?


Devo dire che Emily Lockhart mi ha completamente spiazzato con questo romanzo, creando una storia molto lontana da quelle a cui mi aveva abituato, anche se è caratterizzata dal classico stile ironico e pungente dell'autrice. Questa volta non ci troviamo davanti ad alcun tipo di mistero da risolvere, questa volta a prevalere è la voglia dell'autrice di far capire che una ragazza non si può mettere da parte solo in base al suo genere, ecco quindi che la storia diventa una sorta di critica alla nostra società, in cui emerge che solo i ragazzi possano essere idonei a determinati tipi di attività. Ancora una volta prevale la voglia di una persona di integrarsi, di sentirsi parte di qualcosa e questa le viene negata per qualcosa di cui non ha colpa, perchè non si può controllare come si nasce e non si può venire giudicati solo dai cromosomi. Frankie Landau Bank è infatti una ragazza che è stata protetta dalla famiglia e ignorata dalla maggior parte dei suoi compagni di classe per tutta la vita, ora che finalmente è ben visibile e che quindi ha la possibilità di integrarsi nell'ambiente scolastico, le viene negata questa possibilità proprio perchè donna, perchè le regole della scuola proibiscono che una ragazza possa far parte del Loyal Order of Basset Hounds, ma si sa che le regole sono fatte per essere infrante.


Lo stile ironico e pungente rende certamente facile leggere questa storia, la quale è nettamente diversa dalle altre, molto più particolare sia per trama che per struttura narrativa, ma che risulta essere uno sperimento interessante per l'autrice, specialmente per quanto riguarda la sua protagonista principale e il messaggio che con Frankie la Lockhart intende dare. Frankie infatti è una ragazzina che è al secondo anno di liceo che ancora deve comprendere come funziona la vita, ha sempre avuto comfort per essere la figlia dei suoi genitori, ma allo stesso tempo le sono state negate tantissime cose solo per il fatto di non essere nata di genere maschile e questo ovviamente è un fatto che ha definito per sempre la sua vita. Ora Frankie non è più disposta a sentirsi dire no e per questo è disposta a correre rischi su rischi, a minare la fiducia delle sue amiche e del suo ragazzo, solo per provare di essere all'altezza di entrare nel Loyal Order of Basset Hounds, la società segreta del liceo che frequenta, perchè non è il suo essere donna a definirla. Questo è quindi un bellissimo messaggio per i lettori, che bisogna interpretarlo non come un inno a mettersi nei guai, ma come un esempio per far capire a chi ha ancora una mentalità ristretta che uomini e donne hanno gli stessi diritti, sebbene spesso si finga l'opposto solo per una questione di comodità.


Azzeccatissima, a mio avviso, anche l'ambientazione scelta dall'autrice per questa storia: ossia un ambiente scolastico, un liceo super esclusivo in cui sono ammessi coloro che hanno conoscenze ma anche un buon conto in banca, un trampolino quindi di lancio per il futuro di questi ragazzi.
Non si parla quindi solo di differenze tra ragazzi e ragazze, ma si parla delle problematiche che affrontano gli studenti durante il liceo ossia il cambiamento del proprio corpo, in particolare le ragazze, ma anche la difficoltà nell'inserirsi, nel sentirsi parte di un gruppo e quindi non restare completamente solo ed isolato. Si parla anche di futuro, in particolare lo sa Matthew e tutto il suo gruppo, i quali si stanno preparando per essere ammessi nei College più prestigiosi e quindi non possono combinare guai, anche se non sarebbe un grande problema farlo, visto che grazie al conto in banca dei genitori se la caverebbero con una semplice sgridata in cambio di una donazione. Ecco quindi che viene messo in evidenza anche chi è privilegiato e chi no, ad avvalorare ancora di più il tema della diversità sociale non solo in base al genere. L'autrice inoltre sottolinea quanto è difficile trovare il proprio posto nel mondo, soprattutto in un'età così delicata.


"Le ragazze non possono entrare" è sicuramente un romanzo adatto ad un target adolescenziale, sia per come è costruita la storia sia per il linguaggio diretto e semplice utilizzato, e proprio per i ragazzi e per coloro che devono ancora trovare la propria identità, sono sicura potrà essere una splendida storia a cui ispirarsi, divertente e leggera in alcuni tratti, ma seria e importante in altri, in grado di far capire benissimo l'importante messaggio che lancia sulle differenze di genere e sulla voglia di lottare per far valere i propri diritti. Io onestamente amo Emily Lockhart come autrice e devo ammettere che da questa storia mi aspettavo qualcosa di più, certo sa essere geniale e pungente, ma l'ho trovata un poco sottotono rispetto alle storie a cui mi ha abituato l'autrice. E' un romanzo che senza ombra di dubbio consiglio per il messaggio potente che contiene e perchè bisogna conoscere la sua protagonista, Frankie Landau Bank, un personaggio in cui è molto facile riconoscersi sia per le difficoltà nell'essere accettata sia per il percorso che intraprendere per battersi per i suoi diritti. Dategli una possibilità, potrebbe davvero stupirvi.





Recensione "La neve cade sui vostri peccati" di Ippolita Avalli

Buon salve bookspediani.
Dopo una piccola giornata di pausa eccomi tornata nel blog per parlarvi di "La neve cade sui vostri peccati" di Ippolita Avalli, una recente uscita edita Piemme.



TitoloLa neve cade sui vostri peccati
AutoreIppolita Avalli
Editore: Piemme
Genere: Thriller
Data di uscita: 11 Giugno 2019


Nulla è più innocente e crudele della prima neve.

Un manto candido e inaspettato avvolge Roma. Nessuno si avventura per le strade di notte, e lo spettacolo che un netturbino si trova davanti in vico Jugario, a pochi passi dalla rupe Tarpea, è immacolato. Tutto, tranne una macchia scura che interrompe il bianco, un uccello caduto, forse. Quando l'uomo si avvicina per gettarlo, però, vede tutt'altro. Una mano infantile con il dito puntato e un nastro di velluto nero avvolto intorno. Una volta arrivato sul posto, il commissario Paolo Rosato capisce subito la gravità del fatto e, nonostante i problemi personali con una ex moglie ancora molto innamorata e un figlio di otto anni che lo rivorrebbe a casa, si getta a capofitto nel caso. Perché, se c'è una mano, da qualche parte deve esserci il corpo da cui è stata recisa. Quando anche la seconda mano viene ritrovata, la pressione su Rosato si fa fortissima. Ci penserà Sandra Kapsa, la sua compagna, psicoterapeuta esperta, a dare una svolta alle indagini e a scoprire che le pose e i luoghi dei ritrovamenti non sono casuali, che l'assassino sta seguendo una precisa mappa della città. E che anche loro potrebbero essere parte di quel macabro disegno.

IL MIO VOTO



Il meraviglioso paesaggio che può offrire una Roma innevata si mescola al macabro in questo romanzo di Ippolita Avalli: infatti è la neve a nascondere un vero e proprio orrore, una mano mozzata presumibilmente appartenuta ad un bambino di meno di dieci anni, di cui però non si hanno notizie perchè non risulta nessuna segnalazione della sua scomparsa. Ad indagare sul caso viene chiamato il commissario Paolo Rosato, un bravo poliziotto che tuttavia ha tantissime altre cose per la testa a causa della sua vita privata. Paolo infatti ormai non vuole più avere niente a che fare con Jessica, la sua ex moglie, anche se sarà per sempre legato a lei per via del piccolo Tommaso, Bibo come lo chiamano i genitori, con il quale si sta cercando di costruire una famiglia insieme alla nuova compagna Sandra.
Questo caso quindi non fa che strapparlo ai suoi problemi, ma anche a sentirsi tremendamente coinvolto per via del bambino innocente i cui pezzi vengono usati per lasciare certamente un messaggio, poichè non solo viene trovata una mano, ma anche l'altra, in luoghi che all'apparenza sembrano casuali ma che Paolo intuisce essere importanti grazie all'aiuto di Sandra, la quale è una psicoterapeuta ma anche una grande amante dell'arte ed è proprio qualcosa di così bello e puro ad essere usato come una mappa macabra, che non vede l'ora di comunicare alla città un messaggio davvero importante, un messaggio che lascia senza parole.


Non avevo ancora letto nulla di Ippolita Avalli e questa è stata una bella occasione per conoscerla, una storia che si capisce essere ben studiata soprattutto per le informazioni sull'arte che l'autrice inserisce nel testo, anche se a mio avviso ha dato troppa importanza ai personaggi, piuttosto che al caso in sè e per sè. Il protagonista principale quindi è Paolo Rosato, un uomo che sta cercando di rifarsi una vita con una compagna che ama e con un figlio avuto dall'ex moglie che completa la loro piccola famigliola. Tuttavia è difficile rifarsi una vita quando la propria ex moglie insiste per rovinarla, facendosi coinvolgere costantemente nella vita quotidiana di Paolo, spiando spesso Sandra e cercando di metterla in cattiva luce, spingendo quindi l'uomo a riflettere bene su quello che sta facendo, il quale principalmente dovrebbe pensare a Bibo e non a come avere una vita più facile. Il caso che gli viene affidato certamente lo costringe ad allontanarsi per qualche periodo dai suoi problemi e ovviamente lo coinvolge nel profondo, visto che la vittima è solo un bambino, tuttavia la sua vita privata sembra in qualche modo prevalere sempre, facendolo apparire imperfetto, ma anche facendo passare in secondo piano il caso di cui siamo curiosi di sapere di più.


Devo ammettere che mi sono appassionata alle vicende di Paolo Rosato e ovviamente di Sandra, la compagna dell'uomo, che sono i personaggi più in rilievo di questa storia. Grazie a Sandra l'autrice può mettere in campo le sue conoscenze in ramo artistico, parlando dei suoi quadri preferiti ma anche delle opere che caratterizzano Roma, le quali sono appunto usate non come esaltazione di bellezza ma come luogo di ritrovamento di qualche nuovo pezzo di un bambino innocente. Ma ovviamente ne compaiono tanti altri, come Jessica, l'ex moglie del commissario, i colleghi di Paolo, i quali sembrano tutti timorosi di sfidare il capo della polizia, facendo capire al lettore che non sempre ci si può fidare di chi porta una divisa, perchè è l'uomo a definirla e spesso l'uomo mira a proteggere i propri interessi. Compare inoltre un personaggio davvero interessante in Leonardo Lenna, un medico specializzato in chirurgia plastica che ama uscire con donne più giovani di lui perchè può permetterselo e soprattutto per spingerle a ricorrere alla chirurgia plastica per qualche ritocco, non a caso sta uscendo con la migliore amica di Sandra, anche se sembra avere messo gli occhi addosso proprio a lei, poichè le ricorda la moglie ormai morta molto tempo prima. Collegato al dottore c'è suo nipote, Ernesto Lenna, un uomo con un enorme bagaglio emotivo che risulta fin da subito come dubbio, lo stesso Leonardo non vuole passare troppo tempo in sua presenza per via della sua stranezza e soprattutto per la mancanza di talento in ambito medico. 
Ognuno di loro è essenziale per completare i tasselli che compongono questa storia, che si compone da ben sei movimenti, come a voler essere la storia stessa un'opera.


L'ambientazione è senza ombra di dubbio un punto di forza del romanzo, si capisce che l'autrice ama Roma come città e la conosce molto bene, soprattutto usare la sua bellezza in netto contrasto con il macabro è stata certamente un'idea brillante, che fa stupire il lettore per la sua meraviglia e allo stesso tempo lo fa rabbrividire per come queste opere vengano utilizzate come teatro dell'orrore. Lo stile della Avalli è senza dubbio molto particolare, non segue uno stile ben definito e quando si seguono le vicende di Paolo, e tutto ciò che viene collegato al caso o ad altri personaggi, la narrazione passa in terza persona, come a volersi distaccare dalla storia e quindi a cogliere un senso di insieme di quello che sta succedendo, mentre invece quando è Sandra a parlare si passa alla prima persona e questo inizialmente può destabilizzare il lettore, al quale occorrono un paio di pagine per inserirsi quindi nella storia.
Non si può negare che la narrazione scorra in modo molto scorrevole, tuttavia avrei preferito una maggiore attenzione al caso piuttosto che ai personaggi e alle loro vite private.


La neve cade sui vostri peccati è a mio avviso il primo di una serie dedicata a Paolo Rosato, un commissario che ha ancora tanto da imparare sia sul lavoro che nella vita privata, una storia che unisce bellezza e orrore e che porta i personaggi ad essere più che imperfetti, quasi in torto marcio, per farli risalire e quindi rinascere agli occhi del lettore a poco a poco. Fa anche capire che non sempre giusto e sbagliato si possono separare così facilmente e che il male si può nascondere anche nei posti più impensabili: come uno dei simboli di Roma diventa uno scenario di morte, così anche una persona che si presenta come buona può nascondere parecchi segreti, non tutti innocenti.
Ippolita Avalli ha dato vita ad una storia che ha del potenziale e che ha principalmente una funzione introduttiva per questo mondo, sono certa che saprà come conquistarci nei successivi capitoli.




venerdì 19 luglio 2019

Anteprima "Più in alto del giorno" di Valentina Orengo

Arriva il romanzo di Valentina Orengo



Titolo: Più in alto del giorno
Autore: Valentina Orengo
Editore: Garzanti
Genere: Fiction
Data di uscita: 29 Agosto 2019


Mimì ha tredici anni ed è convinta che la vacanza in quel piccolo paese di frontiera affacciato sul mare sia la più noiosa della sua vita. Trascorre le giornate leggendo, seduta sul tronco mozzato di un ulivo, e aspettando che qualcosa succeda. Un pomeriggio, all’improvviso, quasi dal nulla compare Alfred, un ciuffo di capelli a coprirgli gli occhi e i piedi nudi. Da quel momento tutto intorno a lei comincia a cambiare. È lui a farle scoprire che il paese profuma di bucato, di pomodori secchi e di gelsomino. È lui a farle conoscere Scatto, Nero e Scintilla. Insieme a loro trascorre giorni spensierati tra i viottoli che si arrampicano sulla collina, la piazza e la spiaggia. Per la prima volta assapora il gusto della libertà e, mentre il mondo degli adulti si fa sempre più lontano, tutto sembra essere quasi troppo perfetto per essere vero. Ma quel momento incantato è breve. Sulle colline, Mimì e Alfred scoprono un segreto troppo grande per due ragazzini. Un segreto che, nonostante tutto, decidono di non rivelare a nessuno. La realtà irrompe violenta nelle loro vite svelandone le sfumature più cupe. L’amicizia tra Alfred e Mimì diventa ancora più profonda, ma la paura, le cose non dette e il dolore nascosto nelle pieghe imprevedibili degli eventi, segnano la fine della loro infanzia.