Visualizzazione post con etichetta Jay Kristoff. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jay Kristoff. Mostra tutti i post

lunedì 15 marzo 2021

Review "Aurora Burning" di Amie Kaufman e Jay Kristoff

 Bookspediani da domani arriva in libreria "Aurora Burning" di Amie Kaufman e Jay Kristoff e io ve ne parlo subito


Titolo: Aurora Burning
Autore: Amie Kaufman e Jay Kristoff
Editore: Mondadori
Genere: Sci-Fi/Fantasy
Data di uscita: 16 Marzo
 2021



I nostri eroi sono tornati. (Più o meno). Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Quella cattiva è che una forza oscura e antica sta per essere liberata nella galassia minacciando la sopravvivenza di ogni razza senziente che vive al suo interno. Qual è la buona? Ty e gli altri membri della Squadra 312 sono pronti a intervenire nuovamente per salvare la situazione. Tutto bene, se non fosse che incappano in una serie di tante piccole distrazioni che minacciano di distoglierli dalla missione, tipo il branco di gremp che li sta inseguendo per catturarli e accaparrarsi così la taglia messa sulla loro testa. O il gruppo di agenti AIG con inquietanti fiori argento per pupille pronti a tutto pur di mettere le mani su Auri. O, ancora, la sorella di Kal, ricomparsa dopo una lunga assenza, che non pare esattamente felice di rivedere il fratellino e che per di più ha un esercito syldrathi dalla sua. Con metà della galassia sulle sue tracce, la Squadra 312 non si è mai sentita così tanto desiderata. Quando Ty e i suoi scoprono che l' Hadfield è stata recuperata, per loro è tempo di uscire allo scoperto. Duecento anni prima, la nave-colonia era svanita, lasciando Auri come unica sopravvissuta. E ora nella scatola nera del vascello potrebbero essere contenute informazioni fondamentali per la salvezza di tutti. Ma il tempo è tiranno e, se Auri non sarà in grado di imparare a gestire in fretta il suo potere, la squadra e tutti i suoi sostenitori rischieranno seriamente di ritrovarsi più morti del Grande Ultrasauro di Abraaxis IV. Preparatevi a leggere di rivelazioni scioccanti, colpi in banca impossibili, doni misteriosi, e un'epica battaglia finale che segnerà il destino degli eroi più improbabili (e indimenticabili) di tutta la Legione Aurora, e forse dell'intera galassia.

IL MIO VOTO


Siamo tornati a seguire le avventure dei nostri eroi preferiti e devo dire che il piccolo riassunto iniziale mi ha fatto davvero comodo perchè mi ha subito messo in condizione di ricordare cosa era accaduto e di entrare quindi nella nostra. Ritroviamo quindi Tyler, Scarlett, Zila, Auri, Kal e Fin pronti ad una nuova avventura, o meglio a salvare la galassia e allo stesso tempo restare in vita perchè ora per tutti sono loro i nemici, perchè Auri è un personaggio incredibilmente importante e solo perchè la proteggono, devono affrontare non poche prove per poter salvare la situazione ancora una volta. Inutile dire che Tyler resta a comando di tutto, ha perso una persona estremamente importante per lui eppure continua ad andare avanti, appoggiato ovviamente dalla sua squadra e dalla sorella gemella Scarlett, e da prova di essere una persona davvero incredibile perchè non solo tenta di salvare a più riprese la sua squadra e di proteggerli sempre e comunque, ma continua a dare prova di essere un vero leader, qualcuno a cui fare riferimento e che in qualche modo ha sempre un piano, anche se questo significa farsi da parte per permettere agli altri di salvarsi, insomma è un personaggio che dimostra di meritarsi il suo ruolo, che ovviamente non è sempre serio perchè, per quanto la situazione richieda massima concentrazione, prova anche a sdrammatizzare il tutto e ovviamente con Scarlett sempre pronta a punzecchiarlo, non può che esserci da ridere. I due gemelli ancora una volta danno prova del loro legame ma anche delle loro diversità, insomma inutile specificare che gli ho amati in tutto e per tutto. Ho apprezzato anche la crescita di Zila, la quale nel primo libro restava un poco in disparte, mentre invece in questo nuovo romanzo si integra un poco di più con il gruppo e ci sono momenti tuttavia che il suo essere silenziosa e passare spesso inosservata torneranno parecchio utili, visto quanti nemici hanno i ragazzi.


Auri viene ovviamente messa spesso in primo piano per via dei suoi poteri e per quanto è importante, è infatti lei quella che il nemico cerca e sembra determinato più che mai ad averla per poter distruggere la galassia così come la si conosce. In questo libro quindi Auri diventa molto più consapevole delle sue abilità, dovrà certamente impegnarsi per comprendere come usarle e capire cosa è disposta a fare per ottenere il suo totale controllo, qualcosa che mi è davvero piaciuto devo dire perchè oltre che uno sci-fi questo è anche un romanzo fantasy e quindi ero curiosa di scoprire di più suoi suoi poteri. Oltre a questo la vediamo molto più legata a Kal, il quale ormai non ha più dubbi sul voler stare con lei ma vuole ovviamente lasciare spazio alla ragazza per decidere cosa fare. 
Kal in questo secondo libro si farà conoscere in una maniera che mai avrei creduto perchè pensavo di conoscerlo bene e soprattutto l'inserimento di sua sorella praticamente come nemico non fa che incuriosire il lettore e mettere a paragone il rapporto che ha Kal con lei, rispetto a Tyler e Scarlett per dire. Forse un po' più nell'ombra in questo caso resta Fin, che non perde mai il suo umorismo e personalmente lo adoro assolutamente, non è tra i miei personaggi preferiti ma sono curiosa di sapere di più di lui.


Come vi dicevo, questo romanzo racchiude più generi al suo interno: siamo davanti ad uno sci-fi perchè la storia si svolge prettamente nello spazio, i nostri eroi sono in costante fuga e pronti alla battaglia e devono lottare per trovare il mezzo giusto che gli permette di salvarsi e allo stesso tempo preparare un piano di azione per salvare la galassia intera. Ma per quanto riguarda Auri i due autori sviluppano meglio il suo potere e quello che è in grado di fare, quindi ci troviamo davanti anche ad un romanzo fantasy tutto da scoprire visto che nel primo libro i poteri di Auri erano prettamente nascosti, almeno fino alla fine e personalmente ho apprezzato l'inserimento di magia perchè rende ancora più unica la lettura. Ma ci sono anche tante tematiche che vengono trattate: siamo per esempio davanti ad una galassia molto vasta, dove non esistono solo i terrestri ma tante altre specie che bene o mal convivono con gli altri, ma in realtà ci sono tantissime discordie e i particolare spesso i terrestri vengono visti come il nemico, come una razza non degna e questo ovviamente sembra un paradosso ma ho trovato giusto e necessario sottolineare il tema del diverso e quindi di disprezzare quello che non si conosce come tentativo di farci riflettere e capire che di fatto siamo tutti uguali, ossia persone.
Ma emergono ovviamente tanti altri temi come lo spirito di squadra, l'unione e la fiducia che si va a creare tra i nostri personaggi, così come la definizione stessa di famiglia che ovviamente è diversa a seconda di chi ne parla e ovviamente non può mancare un pizzico di romance, insomma ne abbiamo davvero per tutti i gusti in questo romanzo ed è infatti impossibile incasellarlo in un unico genere.


Devo ammettere che da una parte non vedevo l'ora di tornare in questo mondo, dall'altra invece temevo questo secondo libro perchè come spesso accade non riescono ad essere all'altezza. E invece mi sono stupita di entrare subito in questo mondo che già conoscevo e di immergermi talmente tanto nella lettura, da concluderla in un attimo perchè le quasi quattrocento pagine della storia sono volate via come se nulla fosse. Bisogna dire che il finale è assolutamente illegale, anzi mi è sembrato quasi troncato di netto come a dire che avevano scritto troppo e quindi bastava così, qualcosa di studiato per farci soffrire perchè ora come si resiste al terzo libro? E' impossibile infatti. In Auroa Burning le cose si mettono seriamente male, tantissimi sono i segreti che emergono e tante le rivelazioni che mai mi sarei aspettata e i due autori si divertono tantissimo a giocare con il lettore, portandolo ad immergersi sempre più in questa storia e a volere sempre di più, per poi concluderla quasi troppo presto. Penso che il più sia prendere il libro in mano, perchè una volta preso è impossibile staccarsi e non si può che amare sempre più questi personaggi così complessi e originali, tanto da sentire fin da subito la loro mancanza. Amie Kaufman e Jay Kristoff danno prova, con il solito stile ironico e scorrevole, di essere una squadra sadica e perfetta, capace di produrre sempre nuove ed accattivanti storie e ovviamente di farti impazzire, facendoti desiderare subito il terzo libro, dove ne vedremo assolutamente delle belle ma ci sarà anche da avere paura, insomma io non sono affatto pronta.


Non perdetevi le altre recensioni:



martedì 10 marzo 2020

Review "Aurora Rising" di Jay Kristoff e Amie Kauffman

Buon salve bookspediani.
Oggi arriva ufficialmente in libreria "Aurora Rising" di Jay Kristoff e Amie Kauffman grazie alla Mondadori e io non potevo non parlarvene subito!



Titolo: Aurora Rising
Autore: Jay Kristoff e Amie Kauffman
Editore: Mondadori
Genere: Sci-Fi
Data di uscita: 10 Marzo 2020




Siamo nel 2380 e i cadetti appena diplomati della Aurora Academy stanno per essere assegnati alle loro prime missioni.
L'allievo migliore Tyler Jones è pronto a reclutare la squadra dei suoi sogni, ma il suo stupido eroismo lo vede bloccato con la feccia dell'Accademia, persone che nessun altro vorrebbe...

Un diplomatico arrogante cintura nera in sarcasmo
Una scienziata sociopatica con la passione di fotografare i suoi compagni
Un mago della tecnologia con il più grande chip della galassia sulle spalle
Un guerriero alieno con problemi a gestire la rabbia
Un pilota maschiaccio che non è per niente attratta da lui, in caso ve lo steste domandando

E la squadra di Ty non è nemmeno il problema più grande- questo sarebbe Aurora Jie-Lin O'Malley, la ragazza che ha appena salvato dallo spazio interdimensionale. Intrappolata in un sonno per due secoli, Auri è un ragazza al di fuori del tempo e di portata. Ma potrebbe essere il catalizzatore che potrebbe far iniziare una guerra e la squadra di perdenti di Ty potrebbe essere l'ultima possibilità dell'intera galassia.

Non sono gli eroi che ci meritiamo. Sono semplicemente quelli che siamo riusciti a trovare. Nessuno vada in panico.


IL MIO VOTO


Aurora Jie-Lin O’Malley – The girl out of timeAurora Rising si distingue da tanti romanzi non solo per la sua ambientazione, ma per il suo enorme cast di personaggi. Infatti in squadra ne conta ben sette e ognuno di loro ha occasione di farsi conoscere e dire la sua, per cui questo è certamente positivo, riuscire ad osservare da vicino oguno di essi e avere modo di capire quello che più ci tocca o entra sottopelle, oppure quello più simile a noi. Personalmente non ho potuto fare a meno di apprezzare Ty fin da subito, un ragazzo determinato e coraggioso come pochi, una persona che ha sempre seguito le regole e ha sempre studiato sodo per ottenere i suoi obiettivi, che per una volta che decide di fare di testa sua, e per conseguenza salva una ragazza facendo nuovamente la cosa giusta, mette a rischio tutto ciò per cui aveva duramente lottato e quindi scegliere una squadra perfetta dall'Aurora Academy.
Fortunatamente può contare sulla sorella gemella Scarlet e sulla migliore amica di sempre Cat, per avere almeno una possibilità di salvare il gruppo, ma presto capirà che la squadra che ha è proprio quella perfetta per lui, quella che lo spinge a dare sempre il meglio di sè e anche a disobbedire alle regole, quando la situazione lo richiede.
Chi invece appare come un grande punto interrogativo è Aurora, una ragazza terrestre salvata da Ty dopo essere rimasta congelata nel tempo per parecchio tempo, tanto da ritrovarsi in un mondo completamente diverso, lontano da una famiglia ormai perduta e lontano anche da se stessa. Aurora infatti non sa più chi è ormai, le sembra impossibile vivere in un mondo così lontano dal suo e soprattutto le sembra strano che nessuno abbia dati sulla sua ultima missione, quella che le è costata tutto. Ma sebbene Aurora possa apparire una ragazza fragile e debole, è anche testarda e determinata a scoprire la verità ed ecco perchè decide di infiltrarsi nella squadra di Ty, mettendo tutti i pericoli. Ho amato fin da subito il rapporto che si è creato tra lei e Ty, non semplicemente gratitudine per essere stata salvata, ma un rapporto di fiducia e che fa uscire Ty dai suoi soliti schemi precisi, pieni di regole da seguire, un rapporto davvero interessante e non scontato come può apparire.


Image result for aurora risingScarlett è la gemella di Ty, una persona totalmente diversa dal fratello: dove lui segue le regole, lei le infrange e non fatemi parlare dei loro continui litigi o delle volte in cui Scarlet si nomina la maggiore solo per qualche minuto di differenza, sono entrambi fantastici e li adoro quando sono insieme, smorzano tutti i momenti più tragici. Vista l'esuberanza della ragazza, non stupisce che sia lei ad occuparsi delle relazioni con gli altri, così come non stupisce il fatto che, per quanto ami rendere la vita impossibile al fratello, sia sempre dalla sua parte. Così come Cat, la loro amica da sempre e per sempre. E' difficile infatti per gli altri entrare subito nel gruppo di Ty perchè di fatto ha già una squadra che sa essere giusta per lui e di cui si fida, ma l'essere pronto ad occuparsi di tutti è quello che lo rende un leader.
Tra le nuove aggiunte quindi alla sua squadra c'è Zila, uno dei pochi personaggi che ancora non sono riuscita a inquadrare non solo perchè è quella meno presente, ma è anche quella più silenziosa, anche le sue parti all'interno della storia sono davvero brevi ed incisive, dettaglio che non può che incuriosirmi e farmi fare domande su di lei.
Finian è invece uno spasso, è un alieno, più precisamente un betraskano che si nasconde dietro l'ironia per nascondere il suo sentirsi sempre escluso, questo dovuto soprattutto anche al fatto che per la sua sicurezza deve indossare costantemente un esoscheletro, che allontano le persone come poche cose al mondo. Di lui mi piacerebbe sapere molto di più, è un personaggio che mi attrae ma che ancora non è tra i miei preferiti. Ed infine c'è il nostro carrarmato, ossia Kal, un personaggio che prima agisce e poi riflette, tuttavia il suo agire spesso consiste nel venire alle mani. Anche lui, come Finian, è un alieno e quindi non gode di grande popolarità. Anche lui è un personaggio ancora da conoscere, devo dire che in parecchi momenti mi ha sorpresa, ma c'è ancora qualcosa che non mi convince.
Lui e Finian ancora devono uscire dal loro guscio insomma, sono certa che hanno tanto da offirire e ci sono tutte le potenzialità per farli spiccare.


Aurora Rising crewQuando si mette insieme Amie Kaufman, Jay Kristoff e il genere sci-fi, ho già una vaga idea di cosa aspettarmi e infatti i due autori non si sono allontanati troppo dalla mia idea, almeno all'inizio, poi la piega che ha preso la storia non l'avrei vista arrivare mai nella vita. Ci troviamo nel 2380 e ancora una volta nello spazio, dove stiamo per assistere alla "Selezione", ossia un processo attraverso il quale nell'Aurora Academy vengono scelte le nuove squadre pronte per affrontare nuove missioni. Questo è un mondo ben diverso da quello che conosciamo, non solo perchè ci troviamo in un tempo così lontano dal nostro, ma perchè ormai gli umani hanno anche fatto conoscenza degli alieni e le due specie vivono pacificamente tra loro, alla fine persone anche loro, non troppo diverse dagli umani. Ma in Aurora Rising non è la specie di appartenenza a fare la differenza, ma le varie specialità dei membri della squadra.
Esistono infatti sei tipi di specializzazione e questi sono fondamentali per la riuscita di ogni missione: primi tra tutti ci sono gli Alfa, coloro che hanno un ruolo di comando e di leadership, da non prendere sottogamba; esistono i Volti, coloro incaricati di occuparsi di questioni diplomatiche; non possono mancare gli Assi ossia quelli incaricati di pilotare i mezzi a disposizione; i Carrarmati, coloro che si occupano delle varie strategie di attacco e combattimento; gli Smanettoni, gli addetti alla tecnologia e quindi ai vari miglioramenti o aggiornamenti del sistema operativo, alla manutenzione di tutto ciò che li riguarda e ai controlli per confermare che tutti sia in ordine ed infine non possono mancare i Cervelloni, il loro compito riguarda strettamente l'ambito medico e scientifico, per cui sembra che ogni membro sappia cavarsela nel suo campo quindi tutti possano contare sulla riuscita della missione, ma è ovvio che, conoscendo gli autori, sappiamo che ci troviamo davanti personaggi che non sono perfetti, anzi vengono messe in risalto le loro imperfezioni, e soprattutto sappiamo che non sempre tutto va secondo i piani: lo vede fin da subito Ty, quando manca la selezione e quando ha una squadra di scarti, ma soprattutto quando nella sua squadra si infiltra Auri, una ragazza terrestre che cambia completamente la missione dell'Alfa, facendola diventare molto più misteriosa e insidiosa, ma soprattutto pericolosa.


aesthetic | Aurora Rising - Amie Kaufman & Jay KristoffCome per Illuminae, anche per Aurora Rising serve del tempo per entrare in sintonia con questa storia e questo non è certamente dovuto allo stile degli autori, ma quanto per la complessità della storia che hanno creato e che quindi necessita di grande attenzione, e soprattutto al continuo cambio di punto di vista dei personaggi principali. Ammetto infatti che mi è stato molto più facile distinguere Ty, il nostro Alfa, e Aurora, piuttosto che Scarlett o Cat, la prima la sorella gemella di Ty e la seconda un'amica di lunga data, per non parlare di Zila, che resta uno dei personaggi più enigmatici, mentre ho fatto molta fatica a diversificare Finian e Kal. Devo ammettere che le mie idee di base, sia per quanto riguarda la storia che la scelta delle varie conoscenze tra i sette protagonisti, sono state ben presto smentite e infatti gli autori, pur restando nella loro comfort zone e quindi nello stesso format della loro trilogia precedente, hanno decisamente fatto scelte diverse e originali, che hanno contribuito a rendere la storia davvero interessante e godibile, tanto da riuscire a leggerla in poche ore per scoprire cosa effettivamente sarebbe successo. Aurora Rising si prende il suo tempo a partire, si sviluppa in tre parti e più ci avviciniamo alla fine, più la trama prende ritmo fino ad un crescendo finale che lascia davvero senza parole, con tante domande che logorano il lettore. Lo stile dei due autori come sempre si amalgama alla perfezione, rendendo difficile capire chi ha scritto cosa, anche se spiccano spesso momenti ironici perfetti a smorzare un'atmosfera sempre più pesante per quello che si viene a scoprire man mano che l'azione prosegue, ed è quindi questo, insieme all'ambientazione come sempre ben studiata e originale, il vero asso nella manica della storia, mentre invece sono da approfondire e rivedere un poco i personaggi, che riescono a convincere il lettore, ma qualche riserva su di loro resta e, essendo questo il primo volume della serie, penso sia normale non volervi mettere subito a nudo, altrimenti che gusto ci sarebbe ad aspettare Aurora Burning? E infatti, visto il finale, quando arriva?
Aurora Rising dunque si dimostra un prodotto interessante che gli amanti di questo duo apprezzeranno sicuramente, ma può essere anche una bella occasione per conoscerli.


Non perdetevi le altre recensioni:




si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio.



domenica 13 ottobre 2019

#Intervista a Jay Kristoff

Buon salve bookspediani.
Sono un po' in ritardo, lo so, ma oggi vi voglio parlare un po' di come è andato l'incontro a Milano con Jay Kristoff e riportarvi un paio di domande fatte all'autore, che è una persona davvero super disponibile, paziente e gentile!



Come ben sapete, il tre settembre è uscita in Italia l'intera trilogia di Nevernight, una serie di cui ancora si parla e che si è certamente rivelata all'altezza delle aspettative. In occasione della sua pubblicazione e del tour promozionale relativo al terzo libro, Jay Kristoff è venuto anche in Italia e io ho avuto la fortuna di partecipare all'incontro organizzato da Mondadori a Milano. La tensione era davvero alle stelle, capita sempre quando ti trovi davanti un autore che stimi e a cui sei affezionato e che è alto più di due metri, ma fortunatamente lui si è rivelato una persona davvero fantastica, che ci ha dedicato davvero tantissimo tempo e ha risposto a tutte le nostre venticinque domande, facendo foto e autografi con tutti, regalandoci una giornata indimenticabile. Per quanto riguarda l'intervista ho deciso di non riportarvi tutte le domande, ma quelle che ho trovato più interessanti, per cui eccomi pronta a portarvi le sue risposte!



1. Partendo dall’inizio, come è nato l’idea del mondo di Nevernight e come si è sviluppata nei tre volumi?
Tutto è iniziato con il personaggio di Mia, sicuramente i lettori si innamorano dei personaggi e non delle parole e quindi ho iniziato a esplorare questo nuovo personaggio. L'ispirazione è venuta una sera, la vigilia di Capodanno, quando due mie amiche (non fidanzate, sono sposato) hanno iniziato a litigare su una parolaccia che in inglese inizia per "C", se fosse offensiva o meno. Rimasi volutamente fuori dalla discussione, ma ero interessato alle reazioni e ai punti di vista delle mie amiche. Ho iniziato poi subito dopo a scrivere la scena che c'è alla fine del capitolo 5 del primo libro dove appunto Mia e Tric discutono su questa parola. A quel punto ancora non sapevo chi fosse Mia, però sapevo che volevo saperne di più e scoprire chi fosse. Io sono molto appassionato di Storia Romana, mi sento addirittura un nerd su questa materia, in particolare della dinastia Giulia. Sapevo che potevo prendere in prestito molto da questa Storia e in particolare dalla storia e dalla figura di Giulio Cesare, un generale che si è ribellato contro il senato. 
La sua ribellione ha avuto successo ma mi sono sempre chiesto cosa sarebbe potuto accadere se questa ribellione non fosse andata a buon fine, cosa sarebbe accaduto alla sua famiglia ed è nata la storia di Mia.


2. Quando hai finito di scrivere la trilogia cosa hai provato, ma soprattutto avevi idea del grande successo che avrebbe avuto?
Mi sono sentito triste, quando l'ho finita. Questa è la terza trilogia che concludo, ma non ricordo di essermi sentito così triste con le altre, ero sempre emozionato per la prossima storia (e lo sono anche adesso), però immagino che ci fosse più "me" in questa serie e in questi personaggi rispetto alle altre. Quando ho detto addio a questa serie è come se avessi detto addio a una parte di me. Sapevo che anche Mia significa molto per i lettori e quindi mi dispiaceva anche per loro. L'ultimo capitolo della serie è stato molto difficile da scrivere: il narratore parla della fine di questo viaggio ed è come se parlassi io ai miei lettori, come se io stessi dicendo addio alla serie. È stato difficile da scrivere, è come quando i genitori salutano i figli che vanno al college, iniziano il loro percorso nel mondo reale. Comunque sono molto soddisfatto dei libri, del finale e mi sono sentito triste, cosa insolita per me perché di solito ho il cuore di ghiaccio.
E no, non sapevo che sarebbe stato un così grande successo, anche perché quando la trilogia è uscita in inglese non c'è stato un lancio così grande come c'è stato qui in Italia, è stato più circoscritto e poi in due/tre anni il libro ha avuto un successo esponenziale ed è tutto grande a voi ragazzi che siete i miei lettori e che grazie a Instagram, Youtube e i blog avete fatto un grande passaparola, molto più grande rispetto alle altre mie serie. Anche solo consigliando la serie a un amico, avete permesso che avesse così tanto successo, quindi devo tutto a voi, grazie mille!


3. Qual è stato il momento più difficile da scrivere nell’intera trilogia?
Le scene di sesso! È stato molto strano pensare che mia madre, mia moglie, i miei amici leggessero queste scene nei miei libri. Sicuramente mia moglie è una delle critiche letterarie che stimo di più ed è la prima delle cinque persone a cui faccio leggere i miei libri prima di mandarli all'editore. Quindi scrivere queste scene sapendo che le persone vicino a me le avrebbero lette è un'esperienza che non avevo mai fatto: mia moglie con un gruppo di amiche legge molti romanzi erotici e quindi era come chiederle di fare un "best of" delle scene di sesso e per qualche tempo in casa era come leggere della pornografia. Di solito sono da solo nel processo di scrittura, invece per quanto riguarda le scene di sesso sentivo la gente sulla spalla che mi giudicava. 

4. Ci hai mostrato in ogni volume una Mia diversa, ma secondo te quale tra i tre volti è quello che le si addice di più?
Ottima domanda, anche se è difficile rispondere! Non so se ci sia un vero volto di Mia, un suo vero volto. Sicuramente è diventata una persona migliore alla fine del terzo volume. Ha una migliore comprensione di chi è come persona e di cosa sia l'amore, perché in effetti nel primo libro c'è sì l'esperienza con Tric, ma non so se lei alla fine fosse davvero innamorata di lui. Nel primo libro Mia è concentrata sul suo obiettivo, non sa quale sarà l'impatto delle sue scelte, ma sa che ha una montagna da scalare, e non le importa cosa succederà dopo, sa solo che deve raggiungere il suo obiettivo. Nel libro tre invece ha una visione più ampia della vita e del suo stare nel mondo; è una persona più equilibrata e sana rispetto al primo libro, ma non so se quello sia effettivamente il volto giusto di Mia. In ogni libro Mia deve possedere quel determinato volto e diciamo che la cosa che apprezzo di lei è che non è mai scesa a compromessi, dal primo libro è sempre stata motivata dalla vendetta, dalla rabbia, dall'ingiustizia subita e continua ad esserlo fino alla fine.


5. Qual è il tuo personaggio preferito della serie, a parte Mia? E qual pensi che ti rappresenti di più?
Il mio personaggio preferito tra i secondari è senza alcun dubbio Mercurio, perché c'è tanto di me in lui. Alla fine i due personaggi in cui ho messo parte di me sono appunto Mia e Mercurio: Mia è il mio passato, è la versione di me teenager al femminile, mentre Mercurio è il me del futuro. 
Nel terzo libro le linee iniziano ad intrecciarsi e cambia qualcosa, in quel momento subentra l'autore, molto più di prima e il narratore diventa molto più consapevole di star raccontando una storia, e il lettore diventa più consapevole che la sta leggendo. Diciamo che, in generale, nel terzo volume c'è molto di me, rispetto ai precedenti. Ci ritrovo molto la relazione che ho con il mondo, per quanto riguarda la mia esperienza personale. Se volete sapere come sarò tra venti anni allora correte a scoprire Mercurio.


6. L'ambientazione in un romanzo fantasy/scifi è molto importante e quella di Nevernight non fa eccezione. Quanto tempo ci è voluto e quali difficoltà hai incontrato per creare questa struttura così particolare?
Sicuramente l'ambientazione è fondamentale. Io però sono un tipo di scrittore che costruisce la storia e l'ambientazione strada facendo, quindi non avevo inizialmente una visione completa del mondo che stavo andando a creare. Sapevo che c'erano luoghi di cui volevo parlare, ma non avevo visitato nella mia mente tutta l'estensione dell'ambientazione. È un processo che segue il flusso della scrittura, sia per la trama che per l'ambientazione. Per quanto riguarda la struttura politico-religiosa che regola il mondo, di questo aspetto avevo una visione ben precisa, perché mi ero ispirato alla storia romana e alla sua repubblica, alla dinastia Giulia, quindi lì avevo un'idea ben precisa. Sono invidioso di quegli scrittori che sin da subito hanno chiaro quello che andranno a scrivere, io non sono così diligente, anzi a volte mi è persino capitato di cambiare strada: avevo intrapreso dei percorsi e poi alla fine cambiavo idea e mi toccava tornare indietro, dopo essermi reso conto di aver sbagliato. 
Nel primo libro ho cancellato 80.000 parole, su 160.000, quindi in realtà avevo scritto un libro e mezzo, relativamente alla descrizione del mondo. Poi ho deciso di cancellarla perché non mi sembrava utile, ma non è stato un lavoro sprecato perché mi ha aiutato a informarmi sulla costruzione di questo mondo. 


7. Quali influenze hanno contribuito a rendere il tuo stile di scrittura così originale e innovativo?
Per quanto riguarda gli scrittori sicuramente William Gibson, uno scrittore che usa frasi molto frammentate e a cui mi sono ispirato per il mio stile. Inoltre usa il ritmo della scrittura in modo molto intelligente, perché abbina il ritmo di scrittura al tipo di scena: se c'è una scena con molta azione allora usa frasi più brevi, mentre nelle scene drammatiche si sofferma sulle descrizioni e sui dettagli. È stato un'influenza grandissima per il mio lavoro e il primo scrittore che ho studiato a fondo per formarmi in quanto autore.  Un'altra influenza per me è la musica: quando scrivo ascolto sempre la musica, non con le parole perché mi distraggono, ma uso musiche che evochino quello che scrivo. Adoro Ludovico Einaudi e abbino anche qui i ritmi che la sua musica ha a quello che sto scrivendo. 
Anche le colonne sonore dei film, quelle orchestrali: ad esempio quando ascolto la colonna sonora di Avengers so che starò scrivendo una scena movimentata, piena d'azione. Le band che ascolto sono un'altra influenza che mi serve, perché le parole di queste canzoni evocano idee che possono essermi utili per la scrittura. 


8. Come ti è approcciato alla scrittura? Come ha capito di voler diventare uno scrittore?
Il processo della scrittura è un processo a cui mi sono approcciato quando avevo circa 12 anni, iniziando a giocare a Dangeons & Dragons. Ho poi iniziato a lavorare nelle pubblicità, scrivendo i copioni per gli spot televisivi: in un certo senso raccontavo delle storie, anche se di 30 secondi, quindi storie molto brevi, però la struttura è la stessa del romanzo, con un inizio, un corpo e una fine, come se fosse un romanzo in miniatura. È stato un grande esercizio per me come scrittore, perché ho imparato a raccontare una storia in 30 secondi. Se si riesce a fare questo si è sicuramente in grado di farlo anche in 160.000 parole. 
Quando tornavo a casa, però, ero stanco di scrivere per altri e a circa 35 anni ho iniziato a provare un'insoddisfazione nei confronti del mio lavoro perché stavo sprecando la mia energia creativa cercando di convincere i consumatori a comprare carta igienica o cereali per la colazione, quindi non ero molto soddisfatto, volevo qualcosa che fosse totalmente mio, un ruolo più importante di cui avere anche il controllo al cento per cento.






sabato 21 settembre 2019

Recensione: "Nevernight - Alba Oscura" di Jay Kristoff

Buon salve bookspediani!
Oggi non sono pronta a dire addio a questa serie, ma sono pronta a parlarvi di Nevernight - Alba Oscura, il capitolo finale della serie fantasy creata da Jay Kristoff.

Nevernight. Alba oscura

Titolo: Nevernight - Alba oscura
AutoreJay Kristoff
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 3 Settembre 2019





Mia Corvere, gladiatii, schiava fuggiasca e infame assassina, sta scappando.
Dopo i grandi giochi di Godsgrave, finiti con il più audace omicidio nella storia della Repubblica itreyana, Mia si ritrova braccata. Potrebbe non uscire viva dalla Città di Ponti e Ossa.
Il suo mentore Mercurio è ora nelle mani dei suoi nemici.
La sua stessa famiglia la vuole morta.
Ma sotto la città, un oscuro segreto è in attesa. La notte sta per scendere sulla Repubblica, forse per l’ultima volta.



IL MIO VOTO





Image result for darkdawn fanartSiamo giunti alla conclusione di questa straordinaria trilogia, una serie che mi sono gustata per scelta con calma, senza leggere tutti i libri in poco tempo, ma che ovviamente ho letto nel giro di tre settimane perchè ogni volta la curiosità era a mille, non penso infatti sarei riuscita ad aspettare un anno come è stato per i lettori americani. In tanti so che non hanno apprezzato la scelta di far uscire la trilogia lo stesso giorno, io invece non posso che esserne felice, perchè questa serie continue una storia più bella dell'altra, è un continuo crescendo che dà il meglio di sè, soprattutto in questo ultimo capitolo. Di base, quando devo andare a leggere il capitolo conclusivo di una serie, ho sempre paura, perchè raramente l'autore riesce a mantenere le aspettative che ha creato e raramente riesce a dare alla storia il suo giusto finale. Questa volta ho le lacrime agli occhi, sia di gioia che di dispiacere, nel constatare che esiste qualcuno in grado di creare un finale degno, ma allo stesso tempo fine significa dire addio ai personaggi che ci hanno tenuto compagnia in questo meraviglioso quanto sanguinolento viaggio, e quindi non può che dispiacere doverlo fare. In Alba oscura Jay Kristoff ci dà tutte le risposte che aspettiamo, non lascia nulla in sospeso, ma ancora una volta sa come stupire il lettore, perchè se pensate di sapere già come questa storia si conclude, non potreste essere più lontani dalla realtà.


Image result for mia corvere fanartAlba Oscura è la fine del viaggio di Mia, una protagonista che finalmente brilla per originalità poichè si discosta dalle classiche eroine. In lei a prima vista tutto sembra urlare cattiva, un'antieroina per eccellenza perchè quando la sua famiglia è andata perduta, non ha scelto di porre l'altra guancia, ma ha scelto la strada della vendetta e questa non può che cambiare per sempre una persona, perchè infatti il suo mondo è diventanto pieno di sangue, tradimenti, morte e soprattutto paura, qualcosa che Mia in prima persona non ha mai provato grazie a Messer Cortese, un famiglio fatto di ombre che ha preso le sembianze di un gatto e che si nutre della sua paura, non permettendo a Mia di prestare troppa attenzione al valore della sua vita. A Mia di fatto non interessa troppo, poichè la sua sola missione è sempre stata vendicare i Corvere, e nella sua strada ha conosciuto l'amore per Tric e Ashlinn, ha dato l'occasione a Mercurio di essere come un padre per lei, ma non si è mai fermata a riflettere che tutto questo potesse avere una fine felice per lei, sa a cosa sta andando incontro ed è più determinata che mai a mettere fine alla sua storia, una storia che le sembrava già conclusa nel capitolo precedente, ma che invece è appena iniziata e lo scontro finale è vicino, così come potrebbe esserlo la fine della sua vita. Il percorso di Mia è stato fantastico, non sempre ha preso le scelte giuste e non sempre ha fatto quello che il lettore si aspettava da lei, ma non si può non amare proprio perchè imperfetta e inaspettata, un personaggio che si è creato la sua strada e che ha sempre agito con la sua testa, nel bene e nel male.


Image result for darkdawn fanart
L'intera trilogia di Nevernight è stata definita un fantasy, un dettagli che certamente salta all'occhio in Mia, visto che è una tenebris e può controllare le ombre e parlarci, come accade con Messer Cortese prima, e successivamente con Eclissi dopo, tuttavia, oltre le note a piè di pagina che contribuivano a spiegarci alcuni elementi, come la presenza molto molto sottile della magika, non è mai stato palesato troppo questo lato, almeno fino al terzo volume. Infatti nel momento in cui Jay Kristoff arriva a spiegarci il suo grande piano, è semplicemente qualcosa di magnifico, perchè significa che nulla è stato lasciato al caso, l'autore aveva pianificato tutto fin dall'inizio e tutto il percorso di Mia e la sua storia doveva portate proprio a questo, e credetemi quando vi dico che non siete pronti a quello che Mister Kristoff ha preparato per voi. Ma non è solo Mia e l'accuratezza di come l'autore ha creato questo mondo magico a colpire nel profondo, è anche vedere come l'autore ci spiega come funziona questa Repubblica, qualcosa che ricorda molto la Roma antica, sia per le descrizioni dei luogi sia per le cariche dei rappresentanti della Repubblica, e ovviamente per l'uso di alcune parole latine, che non fanno che andare a completare ancora di più questo mondo, che in un certo senso è come se prendesse vita, come se ci portasse in un luogo che esiste per davvero di cui però abbiamo dimenticato l'esistenza.


 Questo è il romanzo più corposo della storia, quello che tocca le cinquecento pagine e quello che ci fa capire tutto ciò che volevamo sapere, in primis l'identità di questo narratore molto impiccione e sarcastico, che ha sempre amato fare commenti durante la narrazione e che si prende gioco di se stesso, un po' come Kristoff stesso.
L'autore infatti riesce ad essere crudele, diretto e sanguinolento, ma allo stesso tempo ironico e divertente e in alcune scene amorevole, per cui capite bene che Kristoff riesce a dare vita a qualcosa di davvero speciale quanto unico. Ovviamente non posso addendrarmi nella storia, sebbene si sia parlato in lungo e in largo di questi romanzi, possono esserci persone che ancora non l'hanno letto e non voglio assolutamente rovinare il gran finale di questa serie, tuttavia posso dirvi che i misteri che ci hanno tenuto incollati fino ad ora hanno una risoluzione ben lontana dall'essere scontata e alcune scelte narrative, per quanto ormai possa dire di conoscere un po' come opera Jay Kristoff, sono riuscite a lasciare anche me senza parole e forse è proprio qui la sua bravura, riuscire a superare se stesso e riuscire a dare al lettore qualcosa che non ha mai visto, un'eroina che non pensa di esserlo, anche se per il lettore finisce per diventarlo, e una storia cruda e piena di sofferenze e morte, che finisce per essere qualcosa che si può solo amare, perchè perfetta, in questo finale soprattutto ho amato tutto, anche le parti che più hanno fatto male, perchè in qualche modo necessarie.


i will never tire of drawing mia and mr kQuando una serie ha attorno a sè un hype così grande, si ha sempre paura di iniziarla, perchè la curiosità è senza dubbio alta, ma lo è anche l'ansia di non apprezzarla come tutti hanno fatto. Io al principio devo ammettere di aver fatto fatica ad entrare in questo mondo, specie nei primi capitoli di Mai Dimenticare, quando la storia ancora doveva partire e delinearsi, ma una volta che ha preso il via, fermarsi era impossibile. Ho scelto volontariamente di leggere in più settimane la trilogia, non perchè non fossi curiosa, ma perchè in qualche modo volevo prolungare questa avventura, che è certamente durata troppo poco. Mia è diventato un personaggio certamente da non prendere ad esempio, ma che ho sentito molto vicino e di cui mi sono affezionata, perchè è impossibile non farlo. Oltre a lei, da gattara quale sono, non ho potuto non amare con tutto il cuore Messer Cortese e amare ovviamente il loro legame e i loro battibecchi. Ho cambiato idea su tanti personaggi durante questa storia, alcuni in senso positivo, altri in senso negativo, ma tutti in qualche modo mi hanno toccato e dato qualcosa, hanno lasciato un segno indelebile, così come ha fatto questa serie, che non solo si è rivelata all'altezza delle aspettative, ma le ha ampiamente superate.
Nevernight è entrata a far parte di diritto nella mia lista di serie fantasy preferite, così come Mia è diventata un personaggio che difficilmente dimenticherò, e se ancora non l'avete letta, anche se mi sembra impossibile, non posso che consigliarvi di rimediare, perchè una volta iniziata, non potrete più farne a meno e soprattutto non la dimenticherete mai più.




Siamo giunti alla fine, ma voi mi raccomando, recuperate tutte le altre recensioni!



si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio






sabato 14 settembre 2019

Recensione "Nevernight - I grandi giochi" di Jay Kristoff

Buon salve bookspediani!
Oggi sono pronta a parlarvi di Nevernight - I grandi giochi, un secondo capitolo che non solo tiene testa al primo libro, ma che mette in discussione tutto ciò che credevamo di sapere e che conferma la bravura di Jay Kristoff.

47263240. sx318

Titolo: Nevernight - I grandi giochi
AutoreJay Kristoff
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 3 Settembre 2019




Mia si è conquistata un posto tra gli assassini della Chiesa Rossa, ma sono in molti a ritenere che non ne sia degna. Prima di portare a termine il suo piano di vendetta, sarà costretta a vedersela con nuovi nemici e a fronteggiare pericolose congiura.


IL MIO VOTO




Lada from And I Darken
Nevernight - Mai dimenticare è finito in un modo spiazzante e sconvolgente e fortunatamente il secondo libro della serie era già a portata di mano, altrimenti penso che nell'attesa sarei diventata pazza, eppure Jay Kristoff ancora una volta ha pensato a tutto, poichè è ormai cosa nota che bisogna spesso attendere tra un libro e l'altro, e quindi non manca di farci un piccolo riassunto di tutto quello che è accaduto nel primo libro, e confesso che se ha fatto male leggere alcune vicende durante la narrazione, vederle riportate di nuovo nero su bianco mi ha fatto ancora più soffrire, ma l'atmosfera viene presto smorzata dal nostro narratore, che sa decisamente cosa è l'ironia e soprattutto come intrattenere il lettore. Memore già del primo libro ed essendo un pochettino più conoscitrice di Jay Kristoff come autore, questa volta non ho fatto troppa fatica ad entrare subito nella storia, perchè già mi aspettavo il suo solito modus operandi di raccontarci il presente, ma di ricorrere molto spesso a flashback che ci fanno capire come la situazione sia arrivata a questo punto. E del resto la situazione ora come ora si è evoluta parecchio: Mia già nel primo libro ci aveva fatto vedere di che pasta era fatta, ma ora la troviamo ancora più cresciuta e diversa dalla ragazza di qualche tempo prima perchè, per quanto non provi paura, è pur sempre un'umana che prova altri sentimenti, tra cui non può che spiccare quello della vendetta.


Mia corvere (nevernight) aestheticMia infatti sappiamo essere ben determinata a vendicare la morte di suo padre e la conseguente distruzione di tutta la sua famiglia, per questo è entrata nella Chiesa Rossa ed è diventata a tutti gli effetti una Lama, un'assassina in grado di togliere la vita agli altri. Tuttavia questo era solo il primo step del suo piano, perchè la scalata per arrivare alla sua vendetta è ancora lunga e tremendamente tortuosa. Intanto il suo piano subisce un piccolo intoppo quando la Chiesa Rossa decide di affidarle un incarico proprio a Godsgrave, quella che è stata casa sua per molto tempo, e quindi Mia è costretta a rivedere il suo stratagemma per mettere in moto tutti gli ingranaggi giusti per il gran finale. Quello che la ragazza non ha messo in conto è che durante il percorso ci saranno grandissime rivelazioni sul suo passato e sul suo presente, che la costringeranno a pensare attentamente cosa fare e come fare finta di nulla, per non destare alcuno sospetto. La Mia di questo secondo capitolo quindi è una ragazza molto più tosta del primo libro, una ragazza che è determinata ad avere giustizia per sè e per i Corvere e che non si fermerà fino a che non l'avrà raggiunta. Ma è anche una ragazza davvero coraggiosa, che certamente viene aiutata dalle sue ombre per non provare paura, ma che non esita mai a lanciarsi nelle situazioni più pericolose anche se è lei stessa a rischiare in prima linea. In questo libro poi la ragazza viene messa a dura prova, sia per quanto riguarda segreti del passato che vengono alla luce, sia per quanto riguarda la definizione stessa di chi è lei davvero, sia come persona e quindi si esplorano i suoi affetti, i suoi nemici e amici, ma anche come tenebris, poichè di fatto Mia sa solo controllare le ombre, ma non sa davvero di cosa è capace.


Mia Covere | Nevernight (the Nevernight Chronicle #1) by Jay KristoffAncora una volta Mia non può che essere accompagnata dal suo umbragatto, Messer Cortese, il suo famiglio se così vogliamo chiamarlo, un'ombra che ha assunto la forma di gatto e che non solo si nutre della sua paura, rendendola quasi invicibile, ma non la lascia mai sola e ovviamente si fa amare per la sua ironia pungente. Messer Cortese tuttavia non è più il solo famiglio di Mia, ora si è legata a lei un'altra ombra, Eclissi, una lupa che anch'essa protegge la ragazza, quando non è troppo occupata a scontrarsi con Messer Cortese. Se non si fosse capito io amo Messer Cortese, l'ho amato fin dalla sua comparsa e vederlo litigare con Eclissi mi ha divertito tantissimo, anche se in questo secondo capitolo purtroppo sono comparsi un poco meno rispetto al primo, tuttavia le loro parti sono assolutamente tra le mie preferite. Ovviamente, visto che Mia fa ritorno a Godsgrave, ritroviamo Mercurio, l'uomo che ha preso Mia sotto la sua ala e l'ha addestrata per diventare un'assassina, ma che ha anche protetto e amato quasi come una figlia. Invece un personaggio che ho rivalutato moltissimo in questo secondo capitolo è stato quello di Ashlinn, colei che ha tradito Mia nel primo libro e che è riuscita benissimo a farsi odiare, in questo libro ci viene svelata a poco a poco e quindi non ho potuto fare a meno di apprezzarla, anche se ho ancora qualche riserva su di lei, ovviamente non come personaggio, perchè Jay Kristoff l'ha caratterizzata benissimo, ma non mi fido ancora del tutto sulla sua capacità di giudizio.


 E' davvero difficile trovare un secondo libro, soprattutto se parliamo di una trilogia, non solo all'altezza del primo, ma un libro in cui di fatto succeda qualcosa e che non serva solo da preparazione per il capitolo finale della serie. Ovviamente in questo caso, conoscendo Jay Kristoff, non era nemmeno da mettere in conto questa possibilità: l'autore infatti ha preparato un secondo romanzo ancora più avvincente del primo, un'avventura dove nulla è da dare per scontato e dove bisogna sempre aspettarsi l'imprevedibile. Se nel primo libro avevamo avuto qualche risposta alle mille domande che si erano formate nella nostra mente, in Nevernight - I grandi giochi, abbiamo qualche risposta in più ma altre mille domande prendono forma e ora bisogna solo vedere come l'autore deciderà di risolvere, ma io già so che starò malissimo durante la lettura del terzo libro, me lo sento. Ovviamente non posso svelare troppo, per paura di fare spoiler, anche se ormai diciamocelo, sono poche le persone a non avere ancora iniziato questa serie, tuttavia devo ammettere che spesso molte scelte narrative mi hanno colta impreparata, mentre invece almeno una me l'aspettavo, perchè ho imparato a conoscere Jay Kristoff e a capire che è che un sadico ma anche un vero genio, e non fa che riconfermarlo pagina dopo pagina, soprattutto con la costruzione del personaggio di Mia.


Godsgrave, by Jason ChanE' ovviamente molto più facile leggere questo secondo libro, perchè ormai abbiamo imparato a conoscere il mondo di Mia, anche se ovviamente l'autore va ad aggiungere altre informazioni e a spiegare meglio altri dettagli, è semplice tuttavia assimilare queste nuove nozioni, così come è semplice accettare anche i nuovi personaggi che vengono introdotti, alcuni in grado di lasciare un segno più profondo di altri, ma che in qualche modo contribuiscono tutti alla formazione del carattere di Mia e del tipo di persona che vuole essere. Di fatto questo secondo capitolo funge da grande prova per Mia, non solo perchè deve affrontare sfide che non ha mai affrontato prima e che la sottopongono ad un grande sforzo, ma anche perchè deve ben capire di chi può fidarsi e di chi invece no. Mia quindi non può che restare il personaggio che più si ama, non solo perchè è la protagonista di questi accadimenti, ma perchè è una protagonista tosta e fragile allo stesso tempo, che sembra la definizione perfetta di antieroe, quando in verità in lei si nasconde davvero qualcuno che può essere seguito come esempio, perchè le sue azioni valgono più di mille parole e per quanto viva in un mondo fatto di sangue e violenza, sa bene fino a che punto spingersi.
Nevernight - I grandi giochi è un romanzo che dimostra ancora una volta la bravura di Jay Kristoff e soprattutto riesce a tenere testa al primo libro, anzi personalmente mi è piaciuto molto di più, e per come si è concluso non posso che aspettarmi scintille per il capitolo finale.






Mi raccomando, seguite le altre recensioni!



si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio