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venerdì 25 giugno 2021

Recensione "In buona compagnia" di Cynthia D'Aprix Sweeney

   Bookspediani oggi vi parlo di"In buona compagnia" di Cynthia D'Aprix Sweeney 





Titolo: In buona compagnia
Autore: Cynthia D'Aprix Sweeney 
Editore: Frassinelli
Genere: Fiction
Data di uscita: 8 Giugno 2021



Flora e Julian, Margot e David: due coppie, quattro amici. Si conoscono da oltre vent'anni, da quando avevano tanta vita davanti a sé, il mondo sembrava carico di promesse e i sogni si potevano toccare con un dito. Da allora ne hanno fatta di strada, tra gli alti e bassi delle rispettive carriere e i sacrifici di Flora e Julian per crescere al meglio la loro unica figlia, Ruby, e tenere in piedi la compagnia teatrale Good Company. Ora, quella piccola costellazione sta per ricomporsi in occasione della cerimonia di diploma di Ruby. Un evento da celebrare, anche rievocando i più bei ricordi del passato, come una foto che li ritrae tutti insieme l'estate in cui Ruby aveva cinque anni. Nel tentativo di ritrovarla, Flora si mette a rovistare tra vecchi schedari. E lì, insieme alla foto, si imbatte nella fede nuziale che suo marito aveva smarrito proprio in quell'estate lontana. O almeno, così lui aveva giurato. A volte basta un piccolo oggetto fuori posto per mettere in discussione un matrimonio, un'impalcatura di certezze, una vita intera. Mentre sente crollare tutto intorno a sé, Flora si chiede se la sua esistenza non sia stata solo una finzione, come uno dei tanti spettacoli a cui ha assistito o preso parte. E quale possa esserne, adesso, il finale.


IL MIO VOTO


Flora e Julian insieme a Margot e David sono i protagonisti di questa storia, quattro amici e due coppie che si conoscono da oltre vent'anni e che sono grandi amici, anche se tutto il tempo trascorso così come i vari cambiamenti hanno portato delle differenze tra loro, come spesso accade. Julian e Flora hanno avuto una figlia, Ruby, e le è diventata la loro ragione di vita ma anche la ragione di tanti sacrifici. Julian ha continuato infatti la sua carriera nella compagnia teatrale, facendo di fatto quello che ha sempre voluto mentre invece è stata Flora ad incassare di più il colpo, spesso allontanandosi da quello che voleva fare davvero nella vita per permettere a Ruby e anche al marito di vivere i loro sogni. Ben diversa è invece la situazione di Margot e David, la prima è una grande star e da tante cose per scontate, spesso le sue lamentele riguardano interviste un po' troppo impertinenti oppure quanto possa pesarle non esser al centro dell'attenzione, insomma dettagli diversi rispetto alla vita di Flora, che a volte deve scegliere quanto lavoro accettare in più per potersi permettere anche qualcosa di semplice. Ma Flora e Margot, per quanto diverse, continuano ad essere amiche e a fare di tutto per Ruby, anche se la vita di Flora sta per cambiare perchè proprio in occaasione del diploma di Ruby vuole trovare una vecchia foto di loro cinque tutti insieme e insieme a questa trova anche la fede di Julian, il quale è abituato a perdere fedi ma quella appena vista è quella originale, quella che sosteneva di aver perso in un fiume e quindi la mente di Flora non può che vagare e ritorna al passato, a pensare a quanto ha dovuto sopportare per la sua famiglia e ora che Ruby è grande non può che voler pensare attentamente alla prossima avventura della sua vita.
Sebbene quindi i personaggi principali siano cinque, il lettore riesce a conoscere un poco di più Flora e Margot, due personaggi opposti che tuttavia sono amiche. Flora è sicuramente il personaggio che sentiamo più vicino, imperfetto e che mette sempre la sua famiglia prima, una donna in grado di perdonare e di andare avanti ma che anche lei sa raggiungere i suoi limiti. Margot con i suoi problemi da diva ci sembra più inarrivabile, ma questo non toglie che è un personaggio molto interessante.


Le tematiche che affronta l'autrice non possono che essere attuali, per quanti alcuni personaggi siano più difficili da comprendere in determinate situazioni. Sicuramente il personaggio più realistico è Flora, una donna che si è fatta in quattro per la sua famiglia e che spesso si è occupata anche di lavori che non le interessavano, pur di permettere a suo marito e a sua figlia di restare a galla, per Flora infatti la famiglia è tutto e lei soprattutto ha problemi veri da affrontare che possono essere aver meno lavoro e quindi meno soldi, oppure anche problemi che riguardano suo marito e le bugie che spesso le racconta. Margot invece fa più fatica a rapportarsi con la realtà, i suoi problemi infatti sono più frivoli come determinate domande in una intervista oppure come il fatto che vogliano uccidere il suo personaggio nella serie televisiva in cui recita, insomma sicuramente problemi ma che rispetto a quelli di Flora appaiono meno importanti, se così si può dire. Queste due donne sono diverse eppure sono amiche, ma il fatto stesso che abbiano una concezione dalla vita diversa a volte le manda in conflitto e infatti l'autrice non può che soffermarsi sui segreti e le mezze verità di questi personaggi, imperfetti certamente e anzi forse attori talmente bravi da non riuscire a smettere di recitare nemmeno nella vita vera, per comodità. Quello che l'autrice va a toccare non è solo il passato che si ripercuote nel presente, è il fatto stesso che tanti segreti non si possono tenere tali e una volta emersi, fare finta di nulla è impossibile, non ci riuscirebbero nemmeno gli attori più bravi e ad un certo punto è naturale chiedersi se un cambio di sceneggiatura diventi necessario, qualcosa di cui però la fine è davvero impossibile da prevedere.


Cynthia D'Aprix Sweeney è un'autrice che qualche tempo fa avevo conosciuto tramite il suo primo romanzo e devo dire che mi era piaciuta moltissimo la storia che aveva creato, per cui quando ho visto in uscita questo nuovo romanzo, attirata anche dalla bellissima cover, non ho esitato a richiederlo in lettura. L'autrice con uno stile molto semplice ci trasporta in una storia che appassiona fin da subito. In alcuni momenti il passato e il presente si confondono per cui a volte si rischia di perdere il filo del discorso, perchè per quanto la storia inizi nel presente, la scrittrice a volte ci riporta al passato per farci capire meglio determinate situazioni e quindi non sempre passato e presente sono così difficili da scindere. Personalmente sono stata presa da questa storia fin dal principio, il libro conta poco più di trecento pagine per cui è un attimo ritrovarsi alla fine della storia e forse proprio dalla conclusione mi aspettavo qualcosa di più, un finale decisamente in grado di far riflettere e aperto all'interpretazione, che può assolutamente essere in linea con la storia e l'analogia che riguarda il teatro e il mondo degli attori, ma io volevo qualcosina in più e a questo punto devo dire che un seguito non mi dispiacerebbe affatto.  Cynthia D'Aprix Sweeney dimostra ancora una volta la sua bravura, anzi ho amato molto di più questo romanzo rispetto al primo perchè molto più fluido e scorrevole ma anche molto più coinvolgente e se ancora non conoscete questa autrice, In buona compagnia potrebbe essere un ottimo modo per approcciarla per la prima volta.






mercoledì 20 maggio 2020

W...W...W...Wednesday#311


Buon salve bookspediani!
Siamo già a mercoledì e questo significa che è arrivato il momento del W...W...W...Wednesday!


1.What are you currently reading?


 Hunger Games - Ballata dell'usignolo e del serpente: Un romanzo della saga di Hunger Games di [Suzanne Collins]

Ho appena preso in mano L'intreccio dei mondi e vi dico che le aspettative su questo libro per ragazzi sono altissime, il pomeriggio sarà tutto dedicato a lui, se non mi trovate sapete perchè! Nel frattempo è arrivato pure il prequel di Hunger Games e volevo resistere...ma ovviamente ho cedito subito.


2.What did you recently finish reading?

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Gli ultimi due romanzi che ho terminato sono due romance: uno è il nuovo libro di Penelope Ward, Sei tutti miei sbagli, e trovate già la recensione sul blog; l'altro invece è Ogni cosa può cambiare, in uscita domani e proprio per l'occasione ve ne parlerò sul blog.

 

Ho terminato anche Storie della mia città, un libricino corto ma intenso edito da Frassinelli che trovate già recensito. Come sapete sono molto selettiva sulle graphic novel ma non ho saputo resistere a Le Black Holes e tra pochissimo ve ne parlerò sul blog.

3.What do you think you’ll read next?

   La città di ottone (Trilogia Daevabad Vol. 1) di [S. A. Chakraborty]

Martedì prossimo torna in libreria la mitica Alafair Burke e sarà assolutamente la mia lettura del weekend. A tenergli compagnia, visto che è un bel mattoncino, ci sarà La Città di ottone per cui ho aspettative altissime.




E voi cosa state leggendo?
Fatemelo sapere nei commenti, forza!




Review "Storie della mia città"di Sarah Ladipo Manyika

Buon salve bookspediani.
Oggi vi parlo di una nuova uscita Frassinelli, ossia Sarah Ladipo Manyika!


Titolo: Storie della mia città
AutoreSarah Ladipo Manyika 
Editore: Frassinelli
Genere: Fiction
Data di uscita: 19 Maggio 2020


È una bella mattina di sole, quando Morayo si alza e inizia la giornata affacciandosi alla finestra della sua casa di San Francisco che abbraccia tutta la baia. Che vista: l'azzurro intenso di mare e cielo le provoca brividi di gioia, e le fa quasi passare la nostalgia di Lagos, troppo caotica e degradata, anche se è quella la sua patria. La casa di San Francisco le piace proprio, tanto solida che ha resistito al terremoto del 1906, come ama ricordare la padrona di casa, e ben piantata in un quartiere colorato che a Morayo ricorda i paesi dove ha vissuto con l'ex marito ambasciatore. C'è il postino cinese, sempre gentile con i suoi inchini, il fioraio palestinese diffidente che però le regala spesso un fiore, la senzatetto punk dal look esuberante e Antonio, il poeta che risveglia i suoi desideri. Morayo passeggia, quella mattina, avvolta in un abito africano dai colori vivaci, felice della sua indipendenza di donna âgée dalla vita ricca, di ricordi ed esperienze, di amicizie e passioni. Passeggia e nota la sua Porsche parcheggiata un po' così, ma in fondo che importa. Passeggia e scivola, senza rendersene conto. Un piccolo incidente che rimette in discussione la sua autonomia. Eppure, senza paura, quella rete di amicizie coltivate con intelligente empatia l'accoglierà di nuovo. Morayo Da Silva è una donna fantastica: brillante, vivace, capace di sfidare le convenzioni di età, genere e razza, anche a costo di essere fastidiosa, capisce il mondo e per questo lo colora.



IL MIO VOTO




Morayo è la protagonista di questo romanzo, una signora anziana che vive a San Francisco ma che non ha mai dimenticato le sue origini e in particolare le sue radici africane. Infatti Morayo in ogni cosa che fa ci mette il suo passato, sfoggia fiera i colori brillanti dei suoi abiti e abbaglia il prossimo con la sua generosità e con il suo altruismo. Morayo infatti è una donna che vive sola anche se non le manca certo la compagnia, è circondata da tantissimi libri e non stupisce il suo amore per la letteratura, visto che era un'insegnante. Eppure in qualche modo il suo esserci sempre per gli altri, anche quando nessuno lo chiede, la ripaga: quando infatti Morayo cade e viene ricoverata in ospedale, dove deve subire un piccolo intervente, le persone che sono entrate in contatto con lei non esitano a farsi vive e ad aiutarla, così come le persone che incontra in ospedale come l'infermiera, che la prende subito in simpatia e si adopera per aiutarla come può. Morayo è quindi una donna africana che non ha dimenticato le sue origini, non a caso molto spesso ricorda il suo passato e il suo matrimonio che ovviamente non è andato a buon fine, una donna buona e generosa che sconfigge ogni possibile pregiudizio degli altri con la sua gentilezza e con il suo aiuto, anche da lontano e anche non richiesto, perchè questa è semplicemente lei, una protagonista che si sente più come un'amica, una nonna che tutti vorremmo avere.


Come vi dicevo, sebbene la storia sia incentrata su Morayo, non è solo lei a parlare ma anche tutte le persone con cui entra in contatto e che in modo diretto o indiretto cambia la loro vita. Infatti la prima persona ad attivarsi per aiutare Morayo è Sunshine, la quale assume un ragazzo delle pulizie per metterle in ordine casa e soprattutto la va sempre a trovare in ospedale, per non farla sentire sola. Nessuno si tira indietro ad aiutarla anche solo per le finanze, ora che non se ne può occupare da sola. Ma ancora prima che si facesse male, c'erano tante persone che passavano la giornata spendendo anche solo una parola con lei, come il postino cinese che con la scusa della sua cassetta piena di posta, le portava di persona le lettere e scambiava due parole con lei. Oppure i libri di Morayo, per sbaglio messi da buttare, che hanno potuto intrattenere qualche senzatetto che non lo sono diventati per scelta ovviamente, ma per obbligo, eppure hanno ancora una dignità, qualcosa che Morayo ha sempre riconosciuto loro. Ed infine non si può che parlare anche del passato di Morayo e quindi del suo ex marito, un ambasciatore in Africa ma anche un uomo che ancora pensa a quella donna che ha lasciato andare via dalla sua vita. Morayo quindi può sembrare una persona come tante, ma per quello che è, è riuscita ad entrare in contatto con tantissime persone e in qualche modo a cambiare la loro vita in positivo.


Storie della mia città è un romanzo molto breve, parliamo di poco più di centocinquanta pagine, e si legge davvero in un attimo perchè è qualcosa di nuovo, porta con sè una freschezza incredibile. L'autrice infatti non si nasconde dietro le sue origini e non fa nascondere nemmeno Morayo, che sebbene ammetta di sentirsi a casa a San Francisco e di sapere di come sta andando il suo paese, non nasconde certo di essere africana, anzi mette sempre in mostra i colori del suo paese e fa capire alla gente che non bisogna avere pregiudizi per il loro della pelle o per come ci si veste o per qualsiasi altro motivo, bisogna semplicemente giudicare una persona una volta che la si conosce e il giudizio delle persone su Morayo non può che essere positivo. Attraverso il punto di vista della donna, che si snoda tra il suo passato e il presente a San Francisco, unito alle voci di tutte quelle persone che in qualche modo sono entrate in contatto con la donna e si sentono migliori grazie a lei, Sarah Ladipo Manyika ci offre una storia davvero unica e che ci offre una piccola visuale sull'Africa e sulla cultura di questa, dettaglio da non sottovalutare visto che ci sono pochissimi romanzi con questo setting, e che ci fa innamorare perdutamente della sua protagonista, così ben caratterizzata da sentirla come una persona in carne ed ossa, una vera e propria nonna pronta ad aiutarti quando cadi che non si aspetta di essere presa a sua volta, ma che può contare sull'affetto di tutte le persone che ha incontrato e in qualche modo cambiato loro la vita, come il lettore stesso quando poi conclude questo romanzo.




Mi raccomando, non perdetevi nessuna recensione!


si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio.






martedì 12 maggio 2020

Review "Lasciami andare" di Katie M. Flynn

Buon salve bookspediani.
Oggi vi parlo di un romanzo davvero particolare in uscita proprio oggi per Frassinelli, ossia "Lasciami andare" di Katie M. Flynn.


Titolo: Lasciami andare
AutoreKatie M. Flynn
Editore: Frassinelli
Genere: Sci-Fi
Data di uscita: 12 Maggio 2020





Lilac ha sedici anni, ma non è propriamente una ragazza, almeno non la ragazza che è stata. Quello che è rimasto di lei è la sua coscienza, diventata proprietà della Metis, una società high-tech che conserva le memorie dei morti per reinstallarle in nuovi «corpi»: alcune sono inserite in oggetti di uso comune: droidi molto poco sofisticati e ricoperti di plastica a cui vengono negati i diritti umani fondamentali. I più fortunati diventano umanoidi tanto raffinati da sembrare donne e uomini. Sono i “compagni”, androidi di nuova generazione, venduti a caro prezzo dalla Metis a chi è rimasto solo dopo un’epidemia che ha decimato la popolazione. Per sopravvivere, i più ricchi si sono rinchiusi in grandi torri dotate di tutti i comfort. Completamente isolati. Lilac è stata assegnata a una ragazzina della sua età, che intrattiene raccontandole com’era la vita di prima. Ma così facendo, ricorda che la sua morte è stato un omicidio. In seguito a questa consapevolezza ed essendo in pericolo di “disattivazione” anche nella nuova casa, decide di sfidare la propria programmazione e di attraversare il nuovo mondo per scoprire la verità sul suo assassino. Il suo destino si unirà a quello di altri personaggi le cui vite si intersecano e le cui prospettive aiutano il lettore a riflettere.



IL MIO VOTO




Lilac è la protagonista di questa storia, sebbene non l'unico personaggio che ci viene presentato, una ragazza come tante, con amici che tuttavia non si sono comportati come tali, solo perchè aveva visto qualcosa che non doveva vedere. Lilac tuttavia quando la conosciamo non è più una ragazza ma è un robot che viene utilizzato per compagnia, perchè il mondo versa in una situazione molto simile alla nostra, dove uscire comporta rischi e pericoli e piuttosto che restare completamente isolati e soli, esiste la possibilità di noleggiare questi robot che fanno appunto da compagnia e per questo Lilac finisce in casa di Dahlia, una bambina a cui si affeziona molto e che le chiede di raccontare sempre e sempre la stessa storia, che di fatto è il suo passato, i suoi ricordi di lei da umana, che non rammenta interamente. Lilac è un robot, per definizione quindi è difficile per lei provare emozioni o sensazioni, eppure il lettore non può che affezionarsi a lei: Lilac vuole conoscere il suo passato, vuole sapere come è diventata questa nuova versione di se stessa e quindi cerca disperatamente le risposte alle due domande, che la spingono a volte ad agire commettendo errori imperdonabili, ma che si possono giustificare perchè di fatto lei è come una persona spaesata, che vuole trovare la verità. Ecco perchè, insieme a lei, partiamo per un viaggio sia fisico che metaforico, alla ricerca del suo passato.
Il personaggio di Lilac dunque non può che essere il mio preferito, trovo che la sua caratterizzazione sia davvero ottima, il lavoro dietro questo personaggio è molto originale e in qualche modo sono riuscita ad affezionarmi a lei.



Questo romanzo tuttavia non parla solo di Lilac, ma di altri personaggi che incontra nella sua strada e che quindi impattano in qualche modo la sua vita. Per esempio dopo essere stata allontanata da Dahlia, Lilac si mette sulle tracce di una sua vecchia conoscenza e la trova in una casa di riposo, ormai invecchiata ma ancora rancorosa nei suoi confronti, e tutta la scena ci viene raccontata da Cam, una donna che si occupa dei pazienti al suo interno. E' insieme a lei che parte per trovare la verità che smania di sapere, quindi Cam, oltre a Lilac, diventa un personaggio fondamentale. Insieme entrano in contatto con tanti altri personaggi, anche se non riescono a restare incollati al lettore perchè spesso la loro comparsa è troppo breve.
Il mondo creato dall'autrice è davvero interessante: ci troviamo infatti in un'umanità che, a causa di un virus che ha decimato la popolazione, è costretta a vivere chiusa in casa, spesso senza nemmeno alcun tipo di compagnia. Ecco perchè esistono i "compagni", questi robot creati da parti di robot e da menti veramente umane, già vissute ma che sono venute a mancare e quindi sono materiale perfetto per questo tipo di tecnologia. Sarebbe stato interessante avere un po' più di contestualizzazione sul perchè questo virus ha colpito, ma comunque si comprende quanto è tragica la situazione, quanto sia difficile uscire di casa e rischiare e soprattutto quanto sia fondamentale avere un po' di compagnia in questi momenti. E' un mondo che fa paura perchè in questo momento estremamente realistico, ma che si può affrontare, così come riusciremo ad uscire dalla situazione in cui ci troviamo ora.



Il tema predominante riguarda sicuramente la tecnologia: nel mondo creato dall'autrice infatti c'è la possibilità di avere una vita dopo la morte semplicemente trasferendo la mente delle persone nei corpi dei robot che variano a seconda della scelta, possono essere completamente robotici oppure molto più simili agli umani, quello che non cambia è il fatto che una persona può appunto tornare in vita, anche se di fatto non si sa bene se quella persona sia la stessa di prima. Per Lilac infatti non è andata così, lei non ricorda esattamente tutto della sua vita passata e questo ovviamente non può che influire sul suo presente, un presente che non comprende appieno perchè non comprende se stessa. Questo non può che far nascere delle domande al lettore: la tecnologia giorno dopo giorno fa passi da gigante, per cui potremmo davvero ritrovarci in un futuro in cui sarà possibile ingannare in qualche modo la morte e tornare sotto forma di robot, anche se non completamente se stessi, quindi la domanda sorge spontanea: è giusto ritornare in qualche modo alla vita, sebbene diversi, oppure è meglio approfittare e godere del tempo che si ha, sfruttandolo al massimo e quindi restare mortali? Onestamente è una domanda decisamente intrigante, a cui non c'è una risposta giusta o sbagliata, ma che fa riflettere sulla mortalità della vita. A questo tema si aggiunge anche quello che purtroppo ora come ora possiamo benissimo comprendere e quindi il tema della paura di uscire di casa, di dover vivere la propria vita lontano dagli altri perchè è pericoloso, un po' come abbiamo fatto noi in questi ultimi mesi, ed è inutile dire che questo aspetto lo si stente molto vicino e mette i brividi per quanto l'autrice sia stata in qualche modo bravissima a rispecchiare determinati sentimenti. Ed infine non si può che parlare della costante ricerca di se stessi e delle proprie origini, perchè solo così si può avere la possibilità di vivere il proprio presente sfruttandolo appieno, senza dubbi o questioni in sospeso.



Lasciami andare è un romanzo estremamente particolare che a mio avviso non è destinato a tutti i lettori, non perchè sia difficile da comprendere o chissà che altro, semplicemente perchè molto particolare e soprattutto diverso dalle solite letture, per cui non rientra nel gusto di tutti, tuttavia a chi gli vorrà dare una possibilità, sono certa che saprà trovare una storia decisamente bizzarra quanto estremamente attuale e particolare. Quello che sicuramente destabilizza è la scelta di affidare la narrazione a più persone, comparse che inizialmente sembrano estremamente slegate alla storia, ma che alla fine formano una parte importante di un disegno molto più grande, costruito con grande maestria dall'autrice. I continui cambi di punti di vista ammetto che a volte mi hanno mandato in crisi e onestamente avrei forse preferito un altro approccio, per esempio una narrazione in terza persona in modo da avere un romanzo corale, eppure alla fine funziona, ci si ritrova in questo mondo e insieme a questi personaggi che, con Lilac, ci conducono in un viaggio unico che non solo intrattiene, ma fa riflettere. Lo stile dell'autrice a volte mi è sembrato leggermente ostico, mentre altre volte la narrazione risultava molto fluida, probabilmente è stata una scelta studiata dall'autrice, proprio per far risaltare la differenza tra i personaggi. Il viaggio di Lilac e il suo continuo conoscere nuove persone è la metafora stessa del cambiamento, della crescita e della consapevolezza del proprio passato, un romanzo che ci fa sentire più che mai presenti nel nostro mondo, visto che siamo appena usciti da una situazione di quarantena, e che ci fa capire come la tecnologia sia in grado di cambiarlo, di andare oltre la morte e se effettivamente vale la pena perdere un pezzo di sè, per restare in questo mondo.




Non perdetevi le altre recensioni!
L'immagine può contenere: testo


si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio.





mercoledì 29 aprile 2020

W...W...W...Wednesday#308


Buon salve bookspediani!
Come state? Come proseguono le vostre letture?
Ecco come stanno andando le mie!


1.What are you currently reading?


Non sprecare il tempo, non sprecare l'amore di [Ann Napolitano] undefined

Ho iniziato a leggere con calma Non sprecare il tempo, non sprecare l'amore perchè so che mi distruggerà, ho già i fazzoletti accanto a me, ma so anche che è una lettura bellissima,
E giusto per non farci mancare nulla ho iniziato anche il nuovo romanzo della Cherry, Come pioggia su di me, che prevedo intenso come sempre!


2.What did you recently finish reading?

Caffè Voltaire di [Laura Campiglio] Ladykiller di [Martina Cole, Marzia Vradini Scusa]

La programmazione delle uscite è tornata attiva e questo significa portarsi avanti con gli impegni presi, ma anche continuare i recuperi per cui ho terminato finalmente Caffè Voltaire e ve ne parlo la settimana prossima, mentre invece per Ladykiller vi do appuntamento in settimana.

3.What do you think you’ll read next?

  

Mi porterò avanti leggendo Lasciami andare, un romanzo che si preannuncia super interessante, e Le ragazze non devono parlare della bravissima Mary Higgins Clark.



E voi cosa state leggendo?
Fatemelo sapere nei commenti, forza!




mercoledì 31 luglio 2019

Anteprima "Leopardo Nero, Lupo Rosso" di Marlon James

Arriva ad ottobre il romanzo di Marlon James, "Leopardo Nero, Lupo Rosso". Chi lo aspetta?

cover Italiana


TitoloLeopardo Nero, Lupo Rosso
Autore: Marlon James
Editore: Frassinelli
Genere: Fantasy
Data di uscita: 29 Ottobre 2019



Nello straordinario primo romanzo della trilogia Dark Star di Marlon James, mito, fantasia e storia fanno da sfondo alle avventure dell'Inseguitore, un mercenario ingaggiato per trovare un bambino scomparso tre anni prima. L'Inseguitore è famoso per le sue doti di cacciatore solitario - «Ha un gran fiuto», dice la gente -, ma per questa missione deve lavorare con un eterogeneo gruppo di personaggi, ciascuno dei quali si porta dietro un segreto. Primo fra tutti il muta-forma Leopardo. In viaggio sulle tracce del bambino, l'Inseguitore si sposta da un'antica città all'altra, si addentra in fitte foreste, attraversa fiumi vorticosi e si scontra con mostruose creature decise a ucciderlo. In quella lotta quotidiana per la sopravvivenza, comincia allora a chiedersi chi sia veramente il bambino che sta cercando, chi vuole impedirgli a tutti i costi di trovarlo e soprattutto chi mente e chi dice la verità.








mercoledì 12 giugno 2019

Recensione "Una spia americana" di Lauren Wilkinson

Buon salve bookspediani.
Eccomi pronta a parlarvi di "Una spia americana" di Lauren Wilkinson.



Titolo: Una spia americana
Autore: Lauren Wilkinson
Editore: Frassinelli
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 21 Maggio 2019


È il 1986, il muro di Berlino non è ancora caduto e la Guerra Fredda non è finita. Blocco occidentale e blocco sovietico combattono sul terreno delle guerre locali, accrescono gli arsenali nucleari, ma soprattutto si spiano. Marie Mitchell, giovane e nera, è un’agente della CIA, brava, ma relegata al lavoro d’ufficio. Perciò, quando le offrono di unirsi a un gruppo in missione in Africa, non esita ad accettare. La missione ha l’obiettivo di far cadere il presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara, il Che Guevara africano, troppo rivoluzionario e comunista per piacere agli americani. Marie partecipa alla missione, anche se ammira Sankara e quello che fa per il suo paese. Accetta nonostante sappia che è stata reclutata soprattutto per le sue caratteristiche fisiche. Prima di tutto, vuole essere una brava americana. Nei mesi che seguono, avrà modo di osservare Sankara da vicino, fino a guadagnarsi la sua fiducia, forse il suo amore. E allora dovrà decidere verso chi essere leale. Dovrà scegliere se superare o no un’altra profondissima linea d’ombra.

IL MIO VOTO



Lauren Wilkinson parte dal presente per raccontarci la storia di Marie Mitchell, un presente in cui sappiamo che la donna è diventata madre, che si deve difendere da qualcuno che le sta dando la caccia e che sembra ben determinato a non fermarsi fino a quando non avrà raggiunto il suo obiettivo. Marie, oltre a rifugiarsi dalla madre e a proteggere i suoi figli, ha un'altra missione da compiere: raccontare loro tutto quello che è successo, come è diventata quello che è oggi e chi era il loro padre, una persona che non hanno mai conosciuto ma di cui fanno spesso domande. Il libro quindi diventa una sorta di diario per i gemellini di Marie e la stessa protagonista si rivolge spesso a loro nella storia, come se già prevedesse di fargli leggere il diario, perchè la sua missione non è ancora conclusa e non sa come andrà a finire, intanto almeno loro avranno le risposte che hanno sempre  cercato. Per raccontare la sua storia quindi occorre tornare alle origini, a quando condivideva la sua casa ad Harlem con i genitori e la sorella maggiore, fino a quando il padre ha allontanato la madre e poco tempo dopo anche la sorella, segnando per sempre il rapporto tra lei e Marie. Ma, per sentirla più vicina, Marie ha seguito le sue orme e ben presto è diventata un'agente della CIA, pronta a seguire ogni ordine.


Purtroppo però il suo ruolo di donna all'interno dell'agenzia non era propriamente riconosciuto come tale, infatti la sua prima missione sul capo è stata occuparsi di Thomas Sankara, l'attuale presidente del Burkina Faso, un uomo troppo rivoluzionario e comunista per piacere agli americani, determinati a toglierlo dall'equazione in fretta.
ll compito di Marie è quindi quello di seguire ogni sua mossa e di entrare nelle sue grazie, in primis grazie alle sue abilità da spia, ma la scelta è ricaduta su di lei per il colore della sua pelle e soprattutto perchè ha un vantaggio rispetto agli altri agenti della CIA: è una donna. Questa posizione mette Marie in seria difficoltà, poichè più tempo passa con Thomas, più si sente molto vicina a lui come idea politica, ammira infatti quello che sta cercando di fare per il suo paese e non potrebbe essere più d'accordo con lui. Tuttavia Marie ha anche una missione da compiere e, aiutata dallo stesso responsabile di sua sorella, che non fa che rabbonirla con continui complimenti e continui ricordi della donna, non riesce più a distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
E' difficile del resto andare contro al proprio paese e soprattutto a chi ci da ordini perchè si preferisce un uomo che si conosce da poco, che potrebbe essere un pericolo per il suo di paese, ma che ha idee giuste, in cui è possibile ritrovare un riscontro positivo. Cosa è più forte, il senso del dovere o quello della giustizia?


Una spia americana è una storia che contiene numerosi fattori che lo fanno essere un romanzo da prendere in considerazione: la protagonista è una donna con due figli in fuga, poichè alcune azioni del suo passato non sono rimaste impunite e ora deve affrontare quelle conseguenze, anche se sperava di non doverlo fare. Il romanzo di per sè è ua bellissima lettera d'amore ai propri figli, una storia che viene raccontata da Marie per il lettore ma principalmente per i suoi gemelli, i quali sono ancora piccoli, hanno bisogno di stabilità e soprattutto di protezione, un qualcosa che la donna al momento non può dargli e che non sa se potrà mai farlo, ma intanto per sicurezza decide di raccontargli la sua storia e la storia del loro padre, quella persona che non hanno mai conosciuto e di cui si fanno spesso tante domande. E' anche una storia sulla famiglia: in principio ci vengono mostrati i Mitchell in tutto il loro splendore, peer poi dividirli e questa divisione durerà per tanto tempo, solo la nascita dei due gemelli riuscirà a fargli compiere un passo avanti e a dargli di nuovo una parvenza di famiglia.
Ma è anche una storia che tiene sulle spine, il suo tocco mystery non fa che spingere il lettore ad andare avanti con la storia e, anche se alcuni dettagli sono intuibili, è interessante vedere come l'autrice arriva a costruirli.


Al suo primo romanzo Lauren Wilkinson dà prova di saper creare storie decisamente interessanti e forti, non è infatti un caso che la sua protagonista sia una donna di colore che non solo entra nella CIA per dimostrare il suo valore, ma che sa tenere testa a uomini a lei superiori perchè esegue i loro ordini, ma mette spesso anche in discussione se questi ordini sono giusti oppure no. Certo è che la CIA ha i suoi modi per operare e non si fanno scrupoli a ricattare i loro agenti o ad obbligarli in qualche modo ad agire servendosi dei loro punti deboli. Quello che è certo è che Marie si è dimostrata una protagonista forte, in grado di affrontare tante battaglie e di farsi coraggio spesso da sola, poichè lontana dai suoi affetti famigliare e soprattutto poichè insicura di chi potersi davvero fidare. Del resto una delle tematiche del romanzo riguarda proprio la fiducia, un elemento difficile da conquistare e che può essere tradito in qualsiasi momento, anche dalle persone più vicino a noi, se in qualche modo arriva loro un guadagno tale da rinnegare l'amicizia o quanto altro. Marie è l'esempio perfetto, colei che deve mentire per lavoro e deve guadagnarsi la fiducia degli altri, imbrogliando, riesce in qualche modo a capire cosa è giusto e cosa no e ad agire di conseguenza, spesso pagando lo scotto molto caro.


Ci sono certamente alcuni elementi da rivedere, infatti in alcuni punti lo stile della Wilkinson risulta troppo descrittivo, allo stesso tempo però questo fattore non disturba troppo il lettore, che con la mente in qualche modo si ritrova in Africa durante gli anni novanta e quindi si immagina i luoghi visitati da Marie e come può essere l'ambiente in quel periodo. Ovviamente nel romanzo si parla anche di politica, ma viene trattata in modo giusto e non troppo pesante, l'autrice del resto deve fare in modo di farci capire la situazione politica e perchè Thomas Sankara, l'uomo che Marie deve studiare e a cui si deve avvicinare, rappresenta poi un pericolo così grave per l'America.
Una spia americana si è rivelato un romanzo molto diverso da quello che mi aspettavo, una storia divisa in tre parti che scandisce la vita di Marie e che ce la presenta come una donna forte e coraggiosa, determinata a tutti i costi a proteggere la sua famiglia e anche i suoi ideali, spesso andando contro il suo lavoro e i suoi ordini, ma corre il rischio perchè sa che ne vale la pena, così come vale la pena dare una possibilità a questa storia, che sa come distinguersi nel panorama letterario e sono certa che sul grande schermo farebbe vere scintille.