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giovedì 1 aprile 2021

Recensione "Alice resta a casa" di Manlio Castagna e Marco Ponti

 Bookspediani oggi vi parlo di "Alice resta a casa" di Manlio Castagna e Marco Ponti


Titolo:
 Alice resta a casa
Autore: Manlio Castagna e Marco Ponti
Editore: Mondadori
Genere: Libri per ragazzi

Data di uscita: 9 Marzo 2021


Alice Lai ha 15 anni quando le scuole vengono chiuse a causa di un nuovo, sconosciuto virus. Vietato uscire se non per estrema necessità. In quella reclusione forzata Alice non sta poi tanto male, c'è sempre Internet per svagarsi in pace, e naturalmente il telefono, per sentire la sua inseparabile amica Andrea. Proprio lei un giorno le fa il nome di un nuovo youtuber: Skià. Alice lo va a cercare, così, per curiosità. Ma Skià non è un personaggio come tanti, dice cose che nessun altro ha il coraggio di dire. E, soprattutto, attraverso il video lui la può vedere. Vedere la vera Alice, quella che non si mostra (quasi) a nessuno. Vederne i sogni, che emergono prepotenti e si mescolano alla sua realtà contaminata di fantasia, dei dialoghi infiniti con il mitico nonno Bob, di amori e di trasformazioni. Forse di allucinazioni. Sarà seguendo la voce di Skià, il suo sguardo magnetico, le sue parole rivelatrici che Alice potrà varcare i limiti che la tengono rinchiusa. Affrontare le proprie paure, percorrere il confine tra sogno e veglia. Costruirsi un paio d'ali, tutte sue, per levarsi in volo. Voglio mia mamma. Voglio mio padre. Voglio i miei amici (anche se non li ho mai voluti). Voglio la scuola. Pure la puzza di chiuso e di sudore nella classe. Voglio le passeggiate per le strade dietro casa. Voglio sedermi al parco a leggere i miei libri che ora non riesco più a toccare. Voglio la vita che avevo, che pure se faceva schifo è un milione di volte meglio di questa. Voglio sradicare un palazzo dal marciapiede e scaraventarlo in aria fino al centro del cielo, solo per vendetta. Voglio sollevare i mari e gli oceani, perché sono inc... nera. 




Alice è la protagonista di questa storia, una ragazza con cui è difficile andare d'accordo perchè fin dalle prime pagine risulta incredibilmente antipatica. Alice è quel tipo di ragazza che sembra odiare tutto e tutti: non va d'accordo con la sorella maggiore e non esita a dirlo, risponde ai professori in malo modo e non vuole più stare con il suo ragazzo, Franco, che anche lui viene lasciato senza troppi ripensamenti o lacrime, uno strappo netto. 
L'unica persona con cui va d'accordo è Andrea, la sua migliore amica, uan ragazza completamente diversa da lei ma che comunque la comprende e le da sempre ottimi consigli, come quello di Skià, un nuovo youtuber che sta davvero spopolando. E ovviamente Alice segue il suo consiglio, capendo che questo è un ragazzo davvero particolare che sembra comprenderla come nessuno ha mai fatto. Anche a casa nessuno la ascolta mai, solo Bob, il suo adorato nonno, si prende la briga di ascoltarla davvero mentre invece i genitori spesso bollano i suoi comportamenti ancora come infantili e loro, che lavorano in ospedale proprio in un momento delicato come quello di un virus che ancora non conoscono bene cosa può fare, non hanno davvero il tempo di starle dietro. E' così che inizia la storia di Alice, la storia di una ragazza sicuramente imperfetta e che non è facile capire, una storia che confonde realtà e fantasia e che fa dubitare di tutto, persino della sua protagonista, regalandoci quindi una lettura non semplice o scontata, una storia pressante che a volte può anche inquietare, ma che sicuramente brilla per la sua originalità. 


Sono tantissimi i temi che vengono approfonditi in questa storia e il primo tra tutti è il virus e le conseguenze che questo ha nella vita delle persone. Ci troviamo ad un anno fa, ancora non sapevamo davvero la portata del Covid e quanto questo avrebbe cambiato le nostre vite, per cui è chiaro che quando è stato detto che le scuole sarebbero state chiuse la prima cosa che si è provata è stata una sensazione di felicità, per Alice certamente ma in generale perchè questa spesso viene vista come un peso. Eppure, dopo tanto tempo senza questa, è facile rimpiangere quei giorni a volte pieni di interrogazioni e di verifiche, ma anche vissute insieme ai propri compagni di classe, che ora come ora non si possono vedere e non è possibile nemmeno uscire di casa. E questo Alice lo sa bene, non solo perchè tramite i telegiornali viene detto più volte, ma perchè sua madre è un medico e suo padre è un infermiere, per cui entrambi sono in prima linea su questa battaglia, rischiando loro stessi la vita e ovviamente non possono andare a casa sia per i turni massacranti, sia per non mettere in pericolo la figlia. E' per questo che Alice si ritrova a passare più tempo con Bob, suo nonno, l'unica persona che non la giudica e che ha sempre un pensiero per lei, un consiglio o qualsiasi cosa possa far star bene la ragazza. E' quindi il loro bellissimo rapporto un altro punto centrale della storia, ancora una volta vediamo l'importanza dei nonni nelle nostre vite, quelle persone che spesso diamo per scontate ma che finiscono per insegnarci forse anche più dei nostri stessi genitori. 
Ma se questa storia sembra così attuale e realistica, entra in gioco un'altra componente se vogliamo più fantasiosa, una parte che confonde il lettore e che gioca con lui e con la sua stessa protagonista, che non ci permette di capire se determinati avvenimenti si verificano per davvero oppure se è frutto della fantasia stessa di Alice. Insomma emerge una forte componente fantasy che è libera di essere interpretata a scelta dal lettore, e infatti le ali che vediamo in copertina e nella trama possono essere viste come delle vere ali che la ragazza si ritrova, oppure delle ali metaforiche, per farci capire che la protagonista è una ragazza che ancora è insicura, ancora deve capire la sua strada e solo trovando le sue ali e con esse il coraggio di volare, potrà capire la sua strada.


Devo ammettere che, una volta letta la trama, mi ero fatta un'idea del romanzo che invece si è sviluppato in una maniera totalmente inaspettata e questo mi è ovviamente piaciuto perchè adoro quando i romanzi riescono a sorprendermi, anche se il termine giusto sarebbe che mi ha spiazzato, perchè infatti così è stato. Manlio Castagna e Marco Ponti hanno creato una storia davvero originale, con una protagonista con cui non è facile entrare in sintonia perchè pronta a dire la sua, a non avere peli sulla lingua e a non pensare troppo all'opinione degli altri se non a stare bene con se stessa, una tipica ragazza arrabbiata con il mondo che cerca di ritagliarsi un piccolo spazietto per trovare il suo posto. Lo stile dei due autori a mio avviso ha trovato un equilibrio perfetto, è difficile distinguere chi ha scritto cosa per cui la storia risulta essere perfettamente fluida e a tratti ironica, a tratti inquietante, quasi enigmatica. A mio avviso infatti i due autori hanno voluto giocare con il lettore, dandogli determinate informazioni e poi lasciando a lui la scelta su come interpretarlo, costruendo quindi una lettura che non è banale, anzi riesce ad essere incredibilmente originale e a tratti inquietante, riesce ad essere un romanzo per ragazzi con tematiche attualissime e allo stesso tempo un romanzo che sfocia anche nel fantasy e non è un caso infatti se la protagonista si chiama Alice, dove in essa è contenuta la parola Ali, quelle che la ragazza deve usare per trovare quello che per lei è importante davvero, ma mi è sembrato anche un bel richiamo all'Alice per eccellenza, quella del paese delle meraviglie, per cui devo ammettere che sono rimasta davvero affascinata dalla storia in tutte le sue sfumature, una lettura davvero incredibile e unica.









mercoledì 28 ottobre 2020

Recensione "La notte delle Malombre" di Manlio Castagna

 Bookspediani oggi vi parlo di La notte delle Malombre di Manlio Castagna.



Titolo: La notte delle Malombre
Autore: Manlio Castagna
Editore: Mondadori
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 27 Ottobre 2020


Nella gelida notte del 3 marzo 1944, il treno che da Napoli sarebbe dovuto arrivare a Potenza viene trovato fermo in una galleria all'altezza di Balvano. Dentro e intorno, centinaia di cadaveri. Certo, una strage non è inconsueta in tempo di guerra, ma questi morti sono senza ferite. Per dipanare il mistero del treno merci 8017 bisogna tornare indietro nel tempo, salire sgomitando su quel lungo convoglio e guardare in faccia i suoi passeggeri clandestini. Come Rocco il mariuolo, che nella bolgia cerca bottino. O Brando, costretto a farsi carico della famiglia troppo presto. Quando il suo sguardo, puro e determinato, incrocia quello di Nora, la figlia del dottore, le loro anime si legano indissolubilmente. C'è qualcosa però che tormenta la ragazza: ha visto il pericolo incombente sotto forma di malombre, presenze oscure che secondo le credenze popolari annunciano la morte. Ma chi le crederà?


IL MIO VOTO


I personaggi di questa storia sono tre, tutti ragazzi che non hanno nulla in comune ma che in qualche modo il destino decide di unire, cambiando per sempre le loro vite. La prima a saltare all'occhio è Nora, una ragazza con una famiglia molto più agiata di altri ma che non è immune alla sofferenza: il fratello infatti è partito per la guerra e i genitori non hanno da tempo notizie del ragazzo e sono talmente preoccupati che decidono loro stessi di andarlo a prendere per portarlo al sicuro. E' questa decisione che li spinge a prendere un treno qualsiasi, anche in condizioni estreme, un treno non destinato ai passeggeri che cambierà per sempre le loro vite. La particolarità di Nora tuttavia non è l'affetto che la lega alla sua famiglia ma il riuscire a percepire qualcosa che non appare a tutti, qualcosa che tenta di metterla in guardia ma che non riesce pienamente ad interpretare perchè spaventata. Poi c'è Brando, un ragazzo che si vede costretto a crescere in fretta per poter prendersi cura della sua famiglia, un uomo a tutti gli effetti nonostante la tenera età che, come Nora, è disposto a correre qualsiasi rischio pur di tenere al sicuro le persone che ama di più. Nora e Brando non verranno uniti solo dalla tragedia, ma da qualcosa in più perchè basta uno sguardo per cambiare per sempre la loro vita. 
E a chiudere il cerchio c'è Rocco,  un ragazzo ben diverso dagli altri due il cui scopo è cercare qualche bottino e nulla di più, un ragazzo che forse resta più in disparte (almeno per me) rispetto agli altri due, ma che solo conoscendolo meglio prova il suo valore e anche lui, come per Nora e Brando, sarà costretto a cambiare in seguito ad un destino che purtroppo ha già deciso tutto e non permette possibilità di appello per nessuno.


Manlio Castagna affronta una tragedia realmente accaduta in modo impeccabile, un disastro ritenuto tra i più gravi per via di tutte le vittime ma che spesso cade nel dimenticatoio e io stessa devo dire che non ne ero affatto a conoscenza per cui addentrarmi in questa storia è stato un vero e proprio pugno allo stomaco, tanto forti sono state le sensazioni percepite. Ci troviamo comunque nel 1944 e quindi il paese sta vivendo una guerra che già di per sè porta perdite di persone care, così come il ridimensionamento della propria vita, per cui ad aggiungersi ad un background già molto importante si va a parlare di un disastro ferroviario che in qualche modo si poteva evitare ma che il destino, mettendoci le mani, ha deciso di far accadere comunque. Non passa inosservato il fatto che si è già abituati a vedere cadaveri, per cui non sconvolge più di tanto la scena, quello che sconvolge è il fatto che non ci siano ferite, tante di queste persone se ne sono andate senza nemmeno accorgersene eppure tante morti potevano essere evitate. E' quindi il destino una parte davvero importante ed essenziale di questa storia che si mescola con il fantasy e in particolare mi riferisco alle malombre, delle presenze oscure che sembrano trovare proprio Nora come persona da tormentare e la ragazza non riesce a capire il loro potere o meglio, il loro avvertimento. Storia e leggende quindi creano una narrazione che forse è difficile da seguire al principio ma che poi permette al lettore di entrare totalmente nel romanzo, tanto da sentire in prima persona tutte le sensazioni dei personaggi e da temere con tutto se stesso la fine della storia perchè purtroppo va a coincidere con una tragedia che già era stata annunciata, ma che è inevitabile e non può che far male leggerla.


Manlio Castagna è un autore che ho conosciuto fin dai suoi esordi e che non ho potuto fare a meno di seguire sia nella sua prima trilogia sia che nei suoi nuovi romanzi e quando questo è stato descritto come il suo libro della vita, la curiosità non poteva che essere alle stelle. Lo stile di Manlio è diventato molto più sicuro e consapevole e la scelta di dividere la storia su tre personaggi, seguendo quindi ognuno di loro visto che sono loro i veri protagonisti, si rivela quella giusta poichè abbiamo modo di conoscere bene sia Nora che Rocco che Brando, tre personaggio completamente diversi con una vita lontana che mai si sarebbero incontrati se non tramite lo stesso treno merci che da quel momento in poi caratterizzerà per sempre la loro vita. Devo ammettere che non ero a conoscenza di questa storia e i romanzi che si rifanno alla storia e a fatti realmente accaduti mi piacciono sempre di più proprio perchè non si finisce mai di scoprire il passato e questo può essere un monito sempre importante, ci insegna a non commettere gli stessi errori ma soprattutto a non dimenticare mai quello che è successo. La notte delle malombre è un romanzo per ragazzi che si intreccia all'historical fiction con un'aggiunta di fantasy che rende di fatto unica questa storia, riesce a toccare il cuore e a farci provare sensazioni davvero fortissime, tanto è che a volte si è costretti a fermarsi per assimilare quello che si è appena letto. Manlio Castagna dà prova di essere un bravissimo autore in grado di spaziare su più generi e di dare vita a storia che difficilmente si dimentica.






giovedì 23 luglio 2020

Recensione "Le belve" di Manlio Castagna e Guido Sgardoli

Bookspediani finalmente sono pronta a parlarvi di Le Belve di Manlio Castagna e Guido Sgardoli!



Titolo: Le belve
Autore: Manlio Castagna e Guido Sgardoli 
Editore: Piemme
Genere: Libri per ragazzi/Horror
Data di uscita: Maggio 2020



Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto...

In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro.


Questa è la storia...

... di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male.
... di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato.
... dell'ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure.
... di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male.
... di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all'apparenza pacifica.
.... di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

IL MIO VOTO




E' una tranquilla giornata come tante altre quando Giulia, le sue amiche, il suo ragazzo e tutta la sua classe sono in visita ad un ex ospedale abbandonato, una gita che si trasforma in un vero incubo quando entrano in scena tre criminali completamente disperati e pronti a tutto per ottenere tutti i soldi che pensano di meritare. Ovviamente nulla va per il verso giusto, ma questo è solo l'inizio di una giornata iniziata come tante, ma che non sembrerà avere mai fine per i ragazzi coinvolti. Ci sono quindi tantissimi personaggi che conosciamo durante la lettura ma tra i tanti spicca in primis Giulia, uno dei personaggi più importanti e colei che in qualche modo avverte fin da subito qualcosa che non va, non a livello dei rapitori, ma a livello della struttura stessa dell'ospedale. E' lei che seguiamo attentamente e che vediamo percepire meglio di tanti altri il male, qualcosa che non riesce davvero a capire ma che prova nel profondo, facendola stare male e lasciandola piena di domande. Allo stesso tempo però ho amato vedere anche il punto di vista dei rapitori, coloro che simboleggiano il male e che non si trattengono dal farne ai ragazzi, ma allo stesso tempo li vediamo alle prese con un male molto più grande che non possono prevedere e soprattutto alle prese con qualcosa che forse non pensavano di avere ancora, almeno alcuni di loro, ossia l'umanità.


Se il cast di personaggi scelti dai due autori è pazzesco, un altro elemento semplicemente spettacolare è l'ambientazione: partiamo da un paesino di Ferrara per arrivare in un ex ospedale abbandonato, dove dei liceali sono in visita con i loro insegnati e, sebbene non possano che apprezzare la gita fuori dall'aula di scuola, ben presto quello che doveva essere un giorno normale, diventa un vero e proprio incubo caratterizzato in primis da tre criminali stanchi delle solite rapine e dei pochi soldi che rubano, pronti quindi a tutto pur di avere qualcosa in più, anche ad uccidere, fino ad arrivare ad uno step aggiuntivo, la presenza del male assoluto che si è ormai insidiato da tempo tra le mura dell'ex sanatorio Boeri, ma che, nonostante gli anni, non ha mai avuto modo di trovare una parvenza di pace, un male che sembra attirare come una calamita i ragazzi, e in particolare Giulia, che sembra percepirlo più di altri, e che li divora da dentro, cambiando per sempre il loro mondo. Queste ambientazioni che possono apparire banali, ma che di fatto riescono ad essere originali per le loro atmosfere cupe e soprattutto per quanto riescono a coinvolgere il lettore, tanto da farlo restare sul filo del rasoio, proprio come i suoi protagonisti, sono le parti che rendono questa storia ancora più inquietante e coinvolgente. La stessa scelta di inserire elementi paranormali si è rivelata a mio avviso geniale, in grado di destabilizzare il lettore e allo stesso tempo rendere la trama ancora più unica, perchè in questa lettura nessuno è al sicuro e niente è dato per scontato.


Avevo già letto i precedenti lavori di entrambi gli autori e, quando li ho visti unirsi per questo nuovo libro, non ho saputo resistere a tuffarmi in questa nuova storia. Sebbene appunto sia un testo scritto a quattro mani non si nota minimamente il cambio di stile, la storia è tremendamente fluida e scorre in maniera incredibile, sia perchè ci sono continui colpi di scena sia perchè il lettore si ritrova talmente coinvolto nella storia da non volerne più uscire, anche se a volte lo spaventa o se gli mette paura. Il target di questo romanzo è per lettori più giovani, ma onestamente ho trovato tutti gli elementi che adoro e che lo rendono un vero e proprio thriller a tinte horror perfetto per gli amanti del genere e soprattutto di tutte le età. Ma il motivo per cui secondo me è rivolto a lettori più giovani è per il messaggio che vuole comunicare, qualcosa che forse per il lettore adulto è scontato, mentre invece per i ragazzi non sempre è così ed è quindi giusto dirlo: il male è qualcosa che esiste e questo viene nutrito sempre più dalla paura, è un conto in sospeso sempre aperto che non sempre si può vincere ma che ci fa capire che a volte questo ci trasforma in belve, non più esseri umani, ma animali che non trovando la pace, si nutrono dell'oscurità che dimora in tutti noi. Questo però non ci deve far paura, ci deve solo mettere in guardia e ci deve dare la forza di combattere questa oscurità, in qualunque posto questa si trovi.







domenica 27 ottobre 2019

TGIF- Book Whispers#76: I libri consigliati di questa settimana



Buona domenica bookspediani.
Io e Sandy de La stamberga d'inchiostro siamo pronte a condividere con voi le letture che più ci sono piaciute questa settimana!





Titolo: Petrademone 3 - Il destino dei due mondi
Autore: Manlio Castagna
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy


Data di uscita: 22 Ottobre 2019

TRAMA:

La missione di Frida, Miriam e dei gemelli Oberdan è arrivata alla prova estrema. L’armata del Male capeggiata dalla Signora degli Urde sta devastando i regni ultraterreni di Amalantrah e sconfina nel nostro. Tempeste, cataclismi e creature mostruose portano morte e distruzione in entrambi i mondi. Per fortuna Miriam e Frida scoprono di possedere doni straordinari, anche se devono imparare a padroneggiarli. Al fianco dei quattro amici ci sono anche gli affetti mai veramente persi, nonché entità molteplici e millenarie.
Intanto le urla si levano dalle città annientate, e gli animali sacrificati per ridare vita all’Ombra che Divora non bastano più: l’infernale Hundo mira a Valdrada, alle anime dei bambini che dovranno dare consistenza a Shulu. La Luce e l’Oscurità si fanno carne e sangue, gli specchi ingannatori si infrangono, l’amore si spinge oltre la morte: in una corsa contro il tempo nella terra senza tempo, quale sarà il destino ultimo dei due mondi?



Petrademone - Il destino dei due mondi è il culmine di un viaggio iniziato l'anno scorso che mi ha tenuto compagnia in questi due anni e non solo mi ha regalato una storia che porterò sempre nel cuore, ma mi ha fatto tifare e amare dei personaggi che ormai considero degli amici e di cui sentirò terribilmente la mancanza, visto che è passata qualche ora e già mi mancano terribimente. Ma è stata anche un'avventura che non solo mi ha fatto sorridere e divertire, mi ha fatto soffrire insieme ai suoi protagonisti e mi ha fatto crescere insieme a loro perchè quello che hanno dovuto affrontare è stato talmente vivido e talmente evocativo che mi è sembrato di viverlo in prima persona.
Come ogni finale, avevo paura di leggere la vera e propria conclusione, invece ancora una volta Manlio Castagna ha saputo trovare l'epilogo perfetto, che rispecchia appieno il suo romanzo, certamente un fantasy, ma anche una storia realistica che mostra anche le imperfezioni dei suoi personaggi, così come le loro fragilità e i loro punti di forza.
Manlio Castagna ha dimostrato che non serve cercare troppo lontano una storia indimenticabile, anche in Italia abbiamo autori che sanno il fatto loro e lui con questa storia l'ha ampiamente dimostrato, e infatti Petrademone è diventato a tutti gli effetti uno dei miei romanzi preferiti di questi ultimi tempi e se ancora non lo avete letto, dovete assolutamente rimediare, perchè questa storia è un'avventura unica, un viaggio che ci permette di crescere insieme ai protagonisti e di portarli sempre nel cuore.

Tempo di lettura: un weekend di pioggia
Bevanda perfetta per la lettura: latte caldo
Snack da gustare durante la storia: barretta di orociock







C’era una volta un fiume

Titolo: C'era una volta un fiume
Autore: Diane Setterfield
Editore: Mondadori
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 15 Ottobre 2019

TRAMA:

In una notte buia nel pieno dell’inverno, in un’antica locanda sul Tamigi succede qualcosa di straordinario. Mentre i clienti abituali si raccontano storie per passare insieme le ore più buie, la porta si apre ed entra uno sconosciuto gravemente ferito. Tra le sue braccia c’è il corpo esanime di una bambina. Qualche ora dopo, la piccola si muove, fa un respiro e torna in vita. Si tratta di un miracolo? È successo qualcosa di magico? O la scienza può fornire una spiegazione? Le persone che abitano sulle rive del fiume applicano tutta la loro ingegnosità per risolvere l’enigma, ma col passare dei giorni il mistero non fa che approfondirsi. La piccola è muta e incapace di rispondere alle domande essenziali: chi è? Da dove viene? Il problema è che ben tre famiglie la reclamano come loro. Una giovane madre benestante è certa che si tratti della figlia scomparsa due anni prima. Una famiglia di contadini che ha appena scoperto la relazione segreta di uno dei figli è pronta ad accogliere la nipotina. La domestica del pastore locale, umile e solitaria, vede nella bimba la sorella minore. Ma per quanto siano strazianti le perdite passate, questa bambina non può essere di tutti. Ogni famiglia ha i propri misteri e molti segreti dovranno essere svelati prima che la sua identità possa essere conosciuta

Diane Setterfield torna in Italia con un romanzo che a mio avviso è uscito un po' in sordina, passando in secondo piano per via delle troppe uscite dell'ultimo periodo e proprio perchè secondo me è sfuggito a molti, cerco di trovare le parole giuste per farvi capire che merita un'occasione. Certamente non è una lettura facile da affrontare, viene quasi raccontata come una favola e come tale ha una morale e contiene preziosi insegnamenti, tuttavia bisogna avere pazienza per trovarli e scoprirli uno ad uno, per cui non è sicuramente adatto a chi ha fretta di sapere tutto subito. Proprio per questo per me è stata una bellissima sfida leggere questo romanzo, perchè io sono abituata a leggere i libri in poche ore e questo mi ha costretto a prendermi il mio tempo per gustarmelo, mettendoci un paio di giorni per terminarlo. L'autrice ha un modo di scriver molto particolare, in linea con questa storia e quindi molto calmo e pacato, non lo definirei lento perchè è proprio in questo modo che lo stile e la narrazione sono stati pensati, per cu i grandi scombussolamenti avvengono solo nella mente dei nostri personaggi e ovviamente in quella del lettore, che si trova invischiata in questa storia e non vede l'ora di saperne di più. La Setterfield culla il lettore con i suoi personaggi e con le mille sfumature che questo romanzo contiene, rendendolo molto difficile da descrivere e classificare, ma allo stesso tempo un vero gioiellino della letteratura. A dicembre, che ci sono poche uscite e che si spera faccia più freddo, vi consiglio di prendere in mano una bella cioccolata calda e ovviamente questo romanzo, sono certa che, se avete una mente aperta e soprattutto  pazienza, saprà ricompensarvi come ha fatto con me.

Tempo di lettura: serve il suo tempo, non bisogna affrettare certamente questa lettura
Bevanda perfetta per la lettura: caffè, caffè e caffè.
Snack da gustare durante la storia: patatine alla paprika





Invisibile
Titolo: Invisibile
Autore: Eloy Moreno
Editore: Mondadori
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 8 Ottobre 2019

TRAMA: 

Questa storia comincia con un ragazzo che prende il suo zaino, scende le scale e si incammina verso scuola. Sarebbe potuto essere un venerdì come tanti, se non ci fosse stato il compito di matematica all'ultima ora. E se, in quell'occasione, il ragazzo avesse dato un'altra risposta forse le cose sarebbero andate diversamente. Ma quella risposta gli cambia la vita.
Da un giorno all'altro, il suo mondo si popola di mostri: mostri che se ne vanno per poi tornare, mostri che feriscono, umiliano, sbeffeggiano. Mostri che guardano, che girano la testa dall'altra parte. Il ragazzo sente crescere dentro di sé la rabbia e l'odio, ma non sa come buttare fuori il fuoco che gli brucia dentro. Vorrebbe trasformarsi in un supereroe: come loro, vorrebbe avere un potere, un potere molto grande, capace di impedire che gli si faccia di nuovo del male.
E alla fine quel potere lo trova.
L'invisibilità.

Invisibile di Eloy Moreno non è semplicemente un libro sul bullismo, è il libro su questa tematica così delicata, una storia toccante che viene raccontata in maniera così semplice, eppure così efficace da penetrare fin dentro l'anima. Dopo essermi ripresa da questa lettura, e quindi dopo aver pianto tutte le mie lacrime per quanto bella ma dolorosa questa storia, non ho potuto fare a meno di consigliarla a quante più persone possibili, perché sono dell'opinioni che libri del genere debbano essere letti davvero da tutti, per far comprendere ancora meglio cosa è il bullismo e cosa significa venire bullizzati, non è semplicemente qualcosa di passeggero, come tanti lo bollano, che potrebbe passare col tempo. E' un fenomeno sempre più diffuso che spesso rende anche impossibile continuare a vivere, tanto si è arrivati allo stremo di quella determinata situazione, e non è mai da sottovalutare.
Eloy Moreno ha una dote incredibile di entrare sotto pelle con la sua storia, una volta superate le prime pagine che possono risultare confusionarie, ma poi sanno diventare anche fin troppo chiare, e io mi sono innamorata perdutamente sia della sua prosa che del suo libro, uno dei migliori che io abbia letto quest'anno, e quindi non posso che spingervi a leggerlo, credetemi ne vale davvero la pena e può aiutare non solo chi viene bullizzato, ma anche chi non lo subisce in prima persona perché può spingerlo a smettere di fare finta di nulla e ad agire, aiutando così chi non riesce ad aiutarsi da solo. Non ho altro da dire, se non che mi porterò per sempre questa lettura nel cuore.



Tempo di lettura: poche ore, non si può abbandonare questa lettura.
Bevanda perfetta per la lettura: thè caldo alla vaniglia
Snack da gustare durante la storia: una macedonia


Cosa ne pensate di questi consigli?




martedì 22 ottobre 2019

Recensione "Petrademone 3 - Il destino dei due mondi" di Manlio Castagna

Buon salve bookspediani.
E' arrivato il momento di parlarvi anche del capitolo finale di Petrademone.


Titolo: Petrademone 3 - Il destino dei due mondi
Autore: Manlio Castagna
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 22 Ottobre 2019


La missione di Frida, Miriam e dei gemelli Oberdan è arrivata alla prova estrema. L’armata del Male capeggiata dalla Signora degli Urde sta devastando i regni ultraterreni di Amalantrah e sconfina nel nostro. Tempeste, cataclismi e creature mostruose portano morte e distruzione in entrambi i mondi. Per fortuna Miriam e Frida scoprono di possedere doni straordinari, anche se devono imparare a padroneggiarli. Al fianco dei quattro amici ci sono anche gli affetti mai veramente persi, nonché entità molteplici e millenarie.
Intanto le urla si levano dalle città annientate, e gli animali sacrificati per ridare vita all’Ombra che Divora non bastano più: l’infernale Hundo mira a Valdrada, alle anime dei bambini che dovranno dare consistenza a Shulu. La Luce e l’Oscurità si fanno carne e sangue, gli specchi ingannatori si infrangono, l’amore si spinge oltre la morte: in una corsa contro il tempo nella terra senza tempo, quale sarà il destino ultimo dei due mondi?



IL MIO VOTO




Oggi si conclude ufficialmente una delle serie fantasy per ragazzi più belle degli ultimi anni ossia Petrademone, una storia che fin dal primo libro mi aveva fatto innamorare del suo mondo e dei suoi personaggi e ora devo ammettere che dirgli addio è molto, forse troppo, difficile. Manlio Castagna ha dato vita a qualcosa di unico, ha fatto sentire forte la sua voce nel panorama letterario e sicuramente restare impassibili a Frida, Miriam, Tommy e Gerico è impossibile: è imperativo conoscere la loro storia. Del resto questa ultima avventura inizia proprio dove la precedente era terminata e, ancora una volta, il destino dei nostri personaggi è unito per via della loro amicizia ma allo stesso tempo separato poichè ognuno di loro ha il proprio percorso da seguire, la propria strada da trovare e la propria crescita da fare, per cui appare quasi scontato che le loro strade si dividano perchè per crescere bisogna guardare dentro se stessi, accettarsi e conoscere di cosa si è capaci, prima di poter condividere il proprio percorso con altri. Proprio perchè si parla di crescita, a mio avviso questo libro è quello che risulta essere molto più maturo degli altri, si è evoluto insieme ai personaggi, che ovviamente non sono più quelli che abbiamo conosciuto nel primo libro poichè affrontare tutte le sfide e le difficoltà li ha inevitabilmente cambiati.
Per l'ultima volta quindi, Manlio Castagna, con la sua prosa fluida ed evocativa, ci conduce a Petrademone e ci regala una perfetta quanto realistica conclusione di questa serie.


Attraverso una narrazione in terza persona seguiamo da vicino tutti i personaggi a cui ci siamo affezionati e che ci stanno incredibilmente a cuore: Tommy e Gerico sono tornati nel nostro mondo ma ovviamente tutto quello che hanno passato non può certamente essere dimenticato, così come non possono accettare che si Frida che Miriam siano ancora lontano da loro, eppure i loro genitori non capiscono cosa gli sia accaduto, in particolare visto che hanno detto subito loro dove sono stati e cosa hanno visto, e quindi sono costretti a frequentare uno psicologo che li aiuti ad affrontare quello che hanno passato. I gemelli ovviamente vorrebbero solo tornare ad aiutare le loro amiche, o quanto meno vorrebbero vedere lo zio di Frida, Barnaba, appena uscito di prigione e costretto ad occuparsi della moglie, ma i genitori sono ben determinato ad impedirglielo. Barnaba, per quanto non sia un ragazzo, riesce a ritagliarsi il suo spazio in questa storia e riesce a farsi amare dal lettore che non solo lo prende come un punto di riferimento, ma come un uomo buono e coraggioso che non si perde mai d'animo e che è pronto a tutto pur di salvare la sua famiglia. Impossibile dimenticare Miriam: il suo percorso mi ha lasciato davvero senza parole per quanto l'ho trovato originale e per quanto bene è stato costruito, infatti finalmente la vediamo scoprire il suo potenziale, il suo dono e soprattutto il suo destino.


Frida è la vera punta di diamante di questa storia: è una protagonista che ha appena quattordici anni ma, dopo tutto quello che ha affrontato non può che sentirsene addosso tanti tanti di più. Del resto il percorso che ha intrapreso da quella volta che è arrivata a Petrademone ad oggi è stato immenso: Frida ha perso i suoi genitori, si è dovuta abituare ad una nuova realtà con Cat e Barnaba e non sapeva se potesse essere il suo posto quello accanto a loro, ma ha finito per amarlo, facendo amicizia con Tommy, Gerico e con la cugina Miriam, ignara però di quello che lei era veramente e del potenziale che si celava dentro di lei.
Già nel secondo capitolo abbiamo avuto modo di vedere che Frida, nonostante si trovi spesso in situazioni terribili e pericolose, non si tira mai indietro davanti a nulla, specie se il suo farsi avanti può tenere al sicuro le persone a cui tiene e ovviamente il mondo in cui vive. In questo libro abbiamo un altro step della sua crescita ossia finalmente Frida sa chi è e da chi discende e sa quello che deve fare per evitare che i suoi due mondi vengano distrutti. Il suo percorso è sempre stato ben ponderato e costruito dall'autore, che ci ha fatto vedere praticamente tre versioni di Frida e ora abbiamo davanti la versione più coraggiosa e allo stesso tempo la più fragile, che ci fa innamorare ancora di più del suo personaggio e soprattutto è possibile rispecchiarsi in lei perchè non ha paura di mostrarsi impaurita o spaventata, semplicemente però sceglie di non permettere al buio di inghiottire la sua luce.


Lo avevo già riscontrato nel secondo libro una maggiore presenza dell'elemento fantasy della storia, questo libro invece è ricco di magia, trasuda da ogni pagina: non è solo l'ambientazione in cui si svolge la narrazione ad esserlo, ma è come ci viene raccontata, con una struttura bene in mente che si vede essere stato creato ad arte, non messo a caso giusto per inserire qualcosa. E insieme ad esso nascono tantissimi elementi originali ed interessanti che raramente ho trovato così ben costruiti. Si vede che Manlio Castagna sapeva bene cosa voleva trasmettere al lettore e la sua prosa evocativa, così come le descrizioni giuste e azzeccate, non fanno che sentire il lettore stesso accanto a Frida e donandogli quindi un'avventura che difficilmente dimenticherà. Non è solo la struttura di questo mondo magico ad essere ben sviluppata, lo sono anche tutti i personaggi che troviamo al suo interno, così come lo sono tutti i luoghi che Frida e i suoi amici vanno ad esplorare che non solo li mettono faccia a faccia con vecchie conoscenze, ma li mettono anche in grave pericolo a causa di un nemico che si fa sempre più potente e che non vuole solo distruggere il suo mondo, ma anche quello di Frida e di fatto è come se anche noi ci sentissimo parte in causa, come se anche noi assistessimo in compagnia dei protagonisti a questa lotta tra bene e male che l'autore ci aveva promesso nel libro precedente e che qui ci regala, non deludendo certamente le aspettative che aveva creato.


Petrademone - Il destino dei due mondi è il culmine di un viaggio iniziato l'anno scorso che mi ha tenuto compagnia in questi due anni e non solo mi ha regalato una storia che porterò sempre nel cuore, ma mi ha fatto tifare e amare dei personaggi che ormai considero degli amici e di cui sentirò terribilmente la mancanza, visto che è passata qualche ora e già mi mancano terribimente. Ma è stata anche un'avventura che non solo mi ha fatto sorridere e divertire, mi ha fatto soffrire insieme ai suoi protagonisti e mi ha fatto crescere insieme a loro perchè quello che hanno dovuto affrontare è stato talmente vivido e talmente evocativo che mi è sembrato di viverlo in prima persona.
Come ogni finale, avevo paura di leggere la vera e propria conclusione, invece ancora una volta Manlio Castagna ha saputo trovare l'epilogo perfetto, che rispecchia appieno il suo romanzo, certamente un fantasy, ma anche una storia realistica che mostra anche le imperfezioni dei suoi personaggi, così come le loro fragilità e i loro punti di forza.
Manlio Castagna ha dimostrato che non serve cercare troppo lontano una storia indimenticabile, anche in Italia abbiamo autori che sanno il fatto loro e lui con questa storia l'ha ampiamente dimostrato, e infatti Petrademone è diventato a tutti gli effetti uno dei miei romanzi preferiti di questi ultimi tempi e se ancora non lo avete letto, dovete assolutamente rimediare, perchè questa storia è un'avventura unica, un viaggio che ci permette di crescere insieme ai protagonisti e di portarli sempre nel cuore.



si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio.



giovedì 19 settembre 2019

Anteprima "Petrademone 3 - Il destino dei due mondi" di Manlio Castagna

Ad ottobre ci aspetta il capitolo finale di Petrademone!


Titolo: Petrademone 3 - Il destino dei due mondi
Autore: Manlio Castagna
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 22 Ottobre 2019


La missione di Frida, Miriam e dei gemelli Oberdan è arrivata alla prova estrema. L’armata del Male capeggiata dalla Signora degli Urde sta devastando i regni ultraterreni di Amalantrah e sconfina nel nostro. Tempeste, cataclismi e creature mostruose portano morte e distruzione in entrambi i mondi. Per fortuna Miriam e Frida scoprono di possedere doni straordinari, anche se devono imparare a padroneggiarli. Al fianco dei quattro amici ci sono anche gli affetti mai veramente persi, nonché entità molteplici e millenarie.
Intanto le urla si levano dalle città annientate, e gli animali sacrificati per ridare vita all’Ombra che Divora non bastano più: l’infernale Hundo mira a Valdrada, alle anime dei bambini che dovranno dare consistenza a Shulu. La Luce e l’Oscurità si fanno carne e sangue, gli specchi ingannatori si infrangono, l’amore si spinge oltre la morte: in una corsa contro il tempo nella terra senza tempo, quale sarà il destino ultimo dei due mondi?