lunedì 27 maggio 2019

Recensione "La quinta stagione" di N.K. Jemisin

Buona sera bookspediani.
Finalmente è arrivato anche il mio turno di parlarvi di uno dei romanzi più in rilievo degli ultimi tempi, ossia "La quinta stagione" di N.K. Jemisin edito da Oscar Vault.

La Terra Spezzata - Libro Uno. La Quinta Stagione di [Jemisin, N.K.]

Titolo: La quinta stagione
Autore: N.K. Jemisin
Editore: Oscar Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 30 Aprile 2019


È iniziata la stagione della fine. Con un'enorme frattura che percorre l'Immoto, l'unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

IL MIO VOTO


Quest'anno il panorama letterario è decisamente ricco di uscite e tra queste è arrivata in Italia anche la famosissima serie di N.K. Jemisin, che inizia con La quinta stagione, una lettura che non è affatto semplice come può sembrare e che inizialmente occorre prestare attenzione a ciò che succede, per essere in grado di capire quanto è meravigliosa, brutale, magica ma allo stesso tempo attuale, questa storia. E' infatti la prima parte del romanzo ad essere la più ostica per il lettore, il quale si ritrova in un mondo a tratti molto distante da quello che conosce, mentre per altri elementi non troppo diverso dal nostro: ci troviamo nell'Immoto, quella che è la Terra, e siamo sull'orlo della fine del mondo. A causa infatti del clima e della presenza dell'uomo, la Terra, che in questo romanzo è una vera e propria entità, una figura ben definita, si sta riprendendo ciò che ha dato e questo significa che dopo tante stagioni è arrivata alla sua fine. L'immoto è abitato da una ragazza nuova, una specie umana dotata di poteri e per utilizzarli può attingere alla terra stessa, causando anche gravi danni. Tra questi ci sono gli orogeni, degli umani in grado di controllare l'energia termale e per questo considerati pericolosi, così tanto da dover essere addestrati per imparare a controllare i loro poteri.


Vista la pericolosità degli orogeni, questi, non appena individuati, devono essere portati al Fulcro dove vengono addestrati e tenuti sotto costante controllo dai Custodi, dei soggetti incaricati di seguire fino alla fine il percorso degli orogeni. Praticare la orogenia è infatti illegale e l'unico modo sicuro per farlo è stando al Fulcro dove, più passi avanti si fanno e quindi più prove si superano, più viene guadagnato un certo rango, che attesta il valore e la potenza dell'orogeno stesso e questo rango viene tradotto in Anelli, quindi ogni anello simboleggia il livello dell'orogeno stesso e quello massimo, quello a cui tutti aspirano sebbene sia difficilissimo arrivarci, è quello a dieci anelli.
E' facile comprendere quindi che agli orogeni è proibito avere una vita normale, è proprio impossibile perchè non si può sfuggire ai Custodi e di conseguenza al Fulcro stesso.
Esiste però qualcuno che è riuscito a farlo e quel qualcuno è una delle nostre tre protagoniste: Essun, una donna orogena che è riuscita a sfuggire ai custodi e al fulcro e che è riuscita a costruirsi una vita e una famiglia con Jija. La loro vita, in apparenza tranquilla, inizia a cambiare quando il loro figlio minore manifesta i primi poteri di orogeno e, poichè senza controllo, Jija lo uccide.


E' proprio così che conosciamo Essun, una madre che non è più una madre perchè non ha nessun figlio di cui prendersi cura: il piccolo è ormai morto e a lei non resta che osservare il suo corpo senza vita. Essun tuttavia ha avuto un'altra figlia da Jija e ora nella sua mente ci sono solo pensieri negativi, Jija potrebbe averla portata lontano da lei oppure potrebbe aver tolto di mezzo anche lei e l'unica cosa che sa è che deve trovarla e scoprire cosa le è successo. Oltre ad Essun conosciamo Damaya, anch'essa una ragazza orogena, tuttavia molto piccola e non in grado di controllarsi. Damaya appare fin da subito come una bambina non amata dai genitori, per questo decidono di lasciarla al suo custode, non sapendo bene quale sarà il suo destino. Ci sono infatti tantissime credenze e leggende sugli orogeni come il fatto che non soffrono il freddo e questo dimostra che i genitori di Damaya sono più inclini a dare credito alle voci degli altri piuttosto che alla propria figlia, facendole spesso patire freddo per privilegiare il fratello minore, il quale ha tutte le attenzione e proprio per lui i genitori decidono di allontanare la figlia, per proteggersi da lei, senza sapere nemmeno il suo destino ossia se il custode è venuto a prenderla per ucciderla o per istruirla.


La storia di Damaya è quella che tocca di più il lettore perchè è solo una bambina che non ha mai ricevuto affetto e che non sa come comportarsi con capacità che non ha chiesto di avere. Paradossalmente dopo pochi attimi con Schaffa riconosce in lui una figura genitoriale più di quanto lo siano mai stati i suoi stessi genitori, eppere il Custode non esita ad esercitare la sua autorità sulla ragazza, facendole capire che per quanto lei abbia capacità strabilianti è lui ad avere il potere e a decidere del suo destino. Ed infine c'è Syenite, un'altra orogena che però ha raggiunto i cinque anelli e ora il Fulcro ha una nuova missione per lei: generare un figlio con Alabaster, l'unico dieci anelli in circolazione, in modo tale da creare orogeni sempre più potenti da addestrare e plasmare. E Syenite non mette certo in dubbio gli ordini del Fulcro, sebbene sia chiaro che non impazzisce per questa missione poichè viene semplicemente considerata come un'oggetto, una persona da usare per uno scopo e niente altro, tuttavia questa missione la porterà a conoscere Baster, un'orogeno che si rivelerà ben presto tremendamente importante per lei.


Queste tre donne non sembrano avere nulla in comune, se non per il fatto che tutte e tre sono orogene, ma più la storia si sviluppa e più il lettore riesce a comprendere cosa è che le lega e onestamente non mi sarei mai aspettata nulla del genere, la Jemisin è veramente un'abile narratrice e non solo lo dimostra la storia originale e incredibile che ha creato, ma anche la sua penna brutale e il suo stile complesso ma scorrevole e soprattutto le sue scelte narrative. E' infatti curioso il fatto che l'autrice abbia scelto di narrare in terza persona singolare le vicende di Damaya e Syenite mentre invece per Essun la narrazione cambia e diventa in seconda persona, per cui la Jemisin parla direttamente al lettore: il dolore di Essun per la perdita di suo figlio diventa il nostro e tutte le azione che questa perdita la porta a compiere è come se avvenissero per mano nostra, tanto è il trasporto con cui viene narrato. E' impossibile non entrare in sintonia con queste tre donne, poichè nessuna di loro ha una vita facile, e soprattutto più si va avanti con la lettura e più ci sembra di conoscerle, tanto sono ben caratterizzate. Onestamente è stata Syenite quella a colpirmi di più, ma gran parte di questa scelta la devo anche alla presenza di Alabaster, un orogeno che sa come farsi amare soprattutto per le sue imperfezioni. Del resto nessuna delle tre protagoniste principali è l'immagine della perfezione e questo le rende umane ai nostri occhi.


La quinta stagione non solo spicca per i suoi personaggi o per il mondo magico e originale creato dalla sua ideatrice, ma anche per le tematiche di cui tratta. In primis non avevo mai avuto a che fare con un libro che parlasse degli effetti dei cambi climatici, un'argomento tremendamente attuale visto quello che sta succendendo alla terra negli ultimi anni e la scelta stessa di considerare la Terra, ossia l'Immoto, come una vera e propria entità ci fa capire la sua potenza e soprattutto la sua importanza, cosa che spesso sottovalutiamo. Gli stessi orogeni sono persone che non vengono considerate tali, anzi definirle persone è già un grande passo avanti: per gli immoti e quindi per le persone che non hanno poteri sono una minaccia che va allontanata dall'Immoto, per i Custodi sono soggetti da osservare e da mettere costantemente alla prova, come se fossero un giochino nuovo da rompere e ricomporre a piacimento e per il Fulcro sono solo soggetti che servono ai loro scopi. Si nota quindi una grande forza di pregiudizio nei loro confronti, al limite del razzismo, come se fosse colpa loro per essere nati così. Del resto l'Immoto non è un un mondo facile in cui vivere: predomina violenza, crudeltà e durezza. Il romanzo di N.K. Jemisin non è quindi una lettura facile da affrontare, ma a mio avviso assolutamente necessaria perchè in grado di far riflettere il lettore su tanti elementi che sono davvero attuali e vicino a noi, una lettura che spiazza e che sa stupire, in particolare per alcuni colpi di scena che non avrei mai visto arrivare, nemmeno da lontano. La quinta stagione è una storia che non vedo l'ora di poter continuare perchè voglio saperne subito di più.












1 commento:

  1. Mamma mia che libro (qui la mia recensione). Mi ha scombussolato, mi ha scioccato, mi ha disgustato, mi ha traumatizzato, mi ha fatto ridere, mi ha fatto arrabbiare a volte contemporaneamente.
    Un mondo terribile che fa emergere il peggio di ogni specie, soprattutto quella umana, così svantaggiata in mezzo a creature misteriose e su una Terra così ostile.
    Veramente oscuro e drammatico, mi ha segnato profondamente tant’è che non sono nemmeno riuscita a dargli un voto preciso..
    Leggerò sicuramente il secondo, ma accidenti che botta!
    Un abbraccio, Rainy

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