sabato 26 settembre 2020

Recensione "Nato a Hiroshima" di Vichi De Marchi

Buon salve bookspediani.
Oggi vi parlo di "Nato a Hiroshima" di Vichi De Marchi



Titolo: Nato a Hiroshima
Autore: Vichi De Marchi
Editore: De Agostini
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 15 Settembre 2020



Roma, 2020. Sono passati esattamente 75 anni dal giorno in cui è esplosa la prima bomba atomica a Hiroshima e Riku, che al tempo era poco più che un ragazzo, ricorda ogni cosa. Un rombo di aereo improvviso, un silenzio innaturale, una luce di morte che in un baleno inonda l'intero Paese, senza risparmiare nessuno. Da quell'istante l'umanità non è più stata la stessa. Il mondo di Riku non è più stato lo stesso, una parte del suo cuore e della sua anima sono scomparsi per sempre. Forse è per questo che dopo tanti anni non ha mai avuto il coraggio di riaprire la scatola di legno in cui ha rinchiuso tutto il proprio dolore. Sa che non potrebbe sopportare la vista di ciò che contiene. Riku, tempo dopo l'esplosione, l'aveva sigillata per sfuggire ai ricordi e ora intende gettarla nel fiume nella speranza di cancellare il passato. Ciò che è stato però non può svanire, a ricordarglielo sono i suoi due nipoti, Tommaso e Mina, due gemelli curiosi a cui è difficile dire no. Ma aprire quella scatola insieme a loro è una sfida che Riku deve affrontare, consapevole che il dolore potrebbe trascinarlo in un vortice da cui sarebbe difficile riemergere. Un romanzo che racconta attraverso gli occhi di un sopravvissuto uno dei più grandi eventi che hanno sconvolto l'umanità.

IL MIO VOTO



Sono Tommaso e Alina i due protagonisti di questa storia, anche se di fatto questo romanzo è un libro dentro il libro, poichè qualche capitolo dopo è un altro il protagonista che si distingue dai due ragazzi, ma andiamo con ordine. I due sono gemelli di origine giapponese che tuttavia abitano in Italia con i genitori, anche se sono prossimi a tornare nella città di origine del padre. Prima però nonno Riku decide di andarli a trovare in Italia, in modo tale da vedere la città prima che non ne abbia più occasione ed è il suo arrivo, il suo silenzio e il suo portarsi dietro una piccola scatolina a far incuriosire i nipoti, che prima che il nonno decida di liberarsene vogliono scoprire cosa nasconde, qualche segreto o qualche tesoro da custodire. Quando tuttavia aprono la scatola il contenuto non sembra chissà quanto importante, per loro ovviamente ma per il nonno è qualcosa di essenziale perchè racchiude la sua storia, quello che non può dimenticare. E' in questo momento che la narrazione passa a lui, il quale ci riporta ai tempi di Hiroshima durante la Seconda Guerra Mondiale e quindi ci fa capire come ha vissuto l'esplosione della bomba atomica e quanto è cambiata la sua vita da quel momento. Il lettore, come Tommaso e Alina, non può che ascoltare la sua storia e rimanerne affascinato ma anche sconvolto perchè questi pezzi di storia sono impossibili da dimenticare.


Vichi De Marchi decide di indirizzare ai ragazzi una parte di storia della Seconds Guerra Mondiale di cui raramente si parla, specie ad un pubblico più giovane, anche se è bene ricordarla. Quando si pensa al secondo conflitto mondiale viene automatico pensare alla Germania e alla loro caccia agli ebrei, ma c'è un orrore che spesso passa in secondo piano e parlo della bomba atomica sganciata prima su Hiroshima e poi su Nagasaki, un momento che ha cambiato per sempre il Giappone distruggendo tantissime vite, facendo ammalare tanti altri per via dell'esplosione e di tutto ciò che ne deriva, un momento che non si può dimenticare. Riku attraverso un semplice contenitore ci racconta come è stato per lui non trovare più una casa, avere una sorella di cui prendersi cura e non sapere che fine potessero aver fatto suo fratello o i suoi genitori, ci racconta l'orrore di cosa ha significato vedere quel lampo che ha cambiato tutto e quanto la sua vita sia stata condizionata da quel cambiamento, che ovviamente ha preso una piega totalmente diversa da quello che pensava.
Riku è un uomo che ormai ha vissuto la sua vita e a guardarlo non si direbbe mai quanto abbia sofferto, eppure è bene ricordare quei momenti, per quanto dolorosi ed è bene che sia i ragazzi che i lettori più adulti lo sappiano, per non ripetere mai quello che è accaduto in passato.


Ho già sentito parlare di Vichi De Marchi ma non avevo mai avuto occasione di leggere uno dei suoi romanzi per cui sono estremamente felice di aver visto in prima persona di cosa è capace questa autrice. La De Marchi ci parla di un argomento davvero spinoso che è difficile affrontare per gli adulti, potete quindi immaginare la difficoltà nel riportarlo ai ragazzi e fargli arrivare il giusto messaggio sulla storia, che onestamente penso sia giusto studiarla ma penso sia ancora più semplice conoscerla proprio tramite la lettura.
E' grazie ad uno stile molto semplice e diretto che l'autrice ci fa capire quanto impatto ha avuto la bomba atomica su Hiroshima, quante vite ha cambiato e quanto dolore ha portato, facendoci forse apprezzare ancora di più il tempo in cui viviamo oggi. Sono passati esattamente settantacinque anni da quel momento eppure penso che per chi ha vissuto in prima persona quei momenti, il ricordo sia indelebile e la sua vita in qualche modo sia cambiata senza avere possibilità di ribellione in questo. Nato ad Hiroshima è un romanzo davvero breve, che si legge in un attimo, ma estremamente intenso e significativo ed è per questo che non posso che consigliarvelo.








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