giovedì 26 maggio 2022

Recensione "La collana di giada" di Ann Shin



 Titolo: La collana di giada
AutoreAnn Shin
Editore: Tre60
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 26 Maggio 2022



Pyongyang, Corea del Nord. Suja e Jin frequentano l'università: lei fa la giornalista e proviene da una famiglia importante e agiata, lui, invece, sopravvive grazie a una borsa di studio e viene da un villaggio di contadini. L'unica ricchezza che possiede è un'antica collana di giada, che dona a Suja in segno del suo amore. Mentre il Paese è oppresso dalla carestia ed in preda a sconvolgimenti politici, Suja e Jin vivono un rapporto quasi clandestino, consapevoli della distanza sociale che li divide. Ma quando Jin torna a casa per un breve periodo e trova la sua famiglia che soffre la fame, in un impeto di rabbia ruba del cibo e viene arrestato. Intanto Suja comincia a percepire l'ingiustizia dei suoi privilegi. Quando scopre che Jin è riuscito a evadere e fuggire in Cina, primo approdo di tutti i fuggitivi dal regime, decide di mettersi sulle sue tracce, disposta a sfidare la sua famiglia e ad affrontare qualsiasi pericolo pur di trovarlo. Porterà con sé la collana di giada: potrebbe servirle come merce di scambio, nel rischioso viaggio per arrivare sana e salva oltreconfine... In questa storia intensa, basata su testimonianze autentiche, Ann Shin offre uno sguardo raro e commovente sulla vita all'interno dei confini sorvegliati della Corea del Nord e sulle esperienze strazianti di coloro che, con coraggio, hanno tentato la fuga. "La collana di giada" è un esordio narrativo che parla d'amore e di sacrificio, di speranza e di libertà

IL MIO VOTO


Suja e Jin sono i personaggi di questa storia: lei fa la giornalista e proviene da una famiglia agiata che hanno piani già ben definiti per lei, soprattutto sanno che non mettere mai in pericolo le loro convinzioni e quindi in discussione quello che dice lo Stato.
Lui invece può contare solo sulla sua borsa di studio e sulle sue umili origini, proviene da una famiglia povera e soprattutto molto severa, il padre infatti in qualche modo si sente tradito dal figlio e dalla sua borsa di studio, come rinnegasse le sue origini, insomma sono due mondi opposti ma che in qualche modo si completano. La loro è una storia difficile soprattutto per la differenza sociale, tante sono le difficoltà ad affrontare ma hanno il loro amore e questo basta. Suja ha sicuramente tanto da dare al mondo e a Jin stesso infatti anche uno dei regali più piccoli mette il ragazzo in difficoltà, Jin non ha molto altro da offirle se non un vecchio cimelio di famiglia che per la ragazza significa davvero tanto.
La vita dei due quindi scorre come sempre,  Jin però, una volta tornato a casa scopre che la sua famiglia soffre la fame e per un momento smette di pensare a quanto potrebbe costargli e quanto potrebbe perdere e ruba del cibo che causa immediatamente il suo arresto, con tanto del disconoscimento della sua famiglia. Trasferito in un campo di lavoro, Jin non si da pace per quanto successo e non esita, alla prima occasione, ad evadere e a fuggire in Cina. Suja intanto sente sempre di più il peso del suo status sociale e non riesce a stare con le mani in mano, è determinata a trovare Jin e per questo sfida anche la sua famiglia e la società stessa, pur di ricongiungersi a lui ma anche la sua scelta non sarà affatto semplice perchè è una donna che è sempre stata protetta dalla sua bolla ed entra nel mondo reale nel peggiore dei modi, ma è pronta a tutto per ritrovare Jin, ma per amore ne vale sempre la pena.
Tra i due penso di aver amato più Jin perchè è un ragazzo che cerca di ribellarsi al sistema, la sua non è una storia semplice e soprattutto a volte appare come il cattivo ma semplicemente cerca di fare del suo meglio per tirare avanti. La vita di Suja all'inizio sembra perfetta, solo una volta fuori dalla sua bolla scopre quanto sia difficile il mondo e quella parte da leggere non è stata affatto semplice ma è dal quel momento che si apprezza la sua forza.


L’esordio di Ann Shin, che si basa anche su vere testimonianze del periodo, non si limita a raccontare solo una storia d’amore che tocca il cuore per quanto sofferta e ostacolata, ma a mettere in evidenza uno spaccato di vita della Corea del Nord del passato e di quanto la società con le sue regole abbia diviso i suoi abitanti.
In modo particolare si vede bene la differenza di chi ha degli agi e quindi non bada a spese per i vestiti, per le scuole che frequenta e soprattuttto non deve soffrire la fame, mentre invece chi proviene da una famiglia povera non solo vede razionato il cibo ma deve anche convivere con continue perquisizioni che mirano a togliere alle persone povere quel poco cibo che c'è. Al di là di questo la brutalità delle conseguenze di azioni dettate solo dall'amore sono sconvolgenti: l'arresto di Jin è qualcosa di mostruoso così come quello che è costretta a sopportare Suja quando decide di partire per la Cina per cercare Jin, ma non solo lei in particolare tutte le donne che arrivano in Cina che vengono trattate come oggetti da vendere al migliore offerente.
 C’è sempre più bisogno di storie come queste che portano a galla avvenimenti del passato troppo a lungo rimasti nell’ombra, insomma una storia che sa come lasciare il suo segno e che non si dimentica e Ann Shin riesce a farlo molto bene, dando vita ad una lettura che fa male in tante scene ma allo stesso tempo ci regala un pezzo di storia che è bene conoscere. Lo stile tra l'altro è molto semplice e scorrevole per cui la storia non risulta mai pesante, anzi per quanto a volte ci si debba fermare per metabolizzare il tutto, è comunque una lettura che si legge in un'unica sessione.

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