lunedì 27 luglio 2020

Recensione "Le parole che non posso dirti" di Tommy Wallach

Bookspediani cari, dopo avervi tenuto compagnia per una settimana con il blogtour, oggi è arrivato il momento di parlarvi di Le parole che non posso dirti di Tommy Wallach.



Titolo
: Le parole che non posso dirti
AutoreTommy Wallach
Editore: Piemme
Genere: Young Adult
Data di uscita: 26 Maggio 2020 


Parker Santé non spiccica una parola da cinque anni, per l'esattezza da quando suo padre è morto. Così, mentre i suoi compagni di classe programmano il proprio futuro, lui bazzica le hall degli hotel osservando gli ospiti. Ed è proprio al Palace Hotel che Parker incontra una ragazza dai capelli color argento che si fa chiamare Zelda, che sostiene di essere un po' più vecchia di quanto sembri e che vuole uccidersi. In sua compagnia, Parker scoprirà che, per quanti guai la vita ti riservi, esistono sempre ottime ragioni per buttare i piedi giù dal letto ogni mattina.

IL MIO VOTO



Parker è il protagonista di questa storia, un ragazzo che da quando è morto il padre non solo si è chiuso in se stesso, ma semplicemente ha smesso di parlare. Inizialmente quindi tutti hanno pensato che fosse un periodo dovuto al lutto che stava vivendo, ma più il tempo passava, più Parker continuava a non parlare e anche le varie visite dal medico erano inutili, avrebbe ripreso con i suoi tempi.
Ormai sono cinque anni che Parker non dice più una parola, anche se non gli mancano certamente i mezzi per comunicare, tuttavia è come se non vivesse appieno, ma semplicemente sopravvivesse alla sua vita, lasciandosela sfuggire. Parker infatti non è interessato agli studi, non pensa di andare al college e di fatto non sa cosa vuole fare della sua vita, se non scrivere storie sul suo diario e soprattutto girare per hotel durante l'orario di scuola ad osservare le persone e la loro vita. E' proprio in un hotel che conosce Zelda, una ragazza che sembra molto più grande di quanto dice e a cui stava per rubare dei soldi, che finisce per influenzare la sua vita e stringere un patto con lui per dargli modo di capire quanto ancora c'è da imparare e soprattutto da fare, una ragazza che con il suo modo di agire e di comportarsi, cercherà di farlo uscire dalla sua bolla di sicurezza e di fargli capire l'importanza della vita, proprio lei che invece sembra determinata a non vivere più.
Ho trovato quindi in Parker un personaggio davvero speciale e particolare, a cui mi sono subito affezionata e soprattutto per il suo cambiamento grazie alla presenza di Zelda.


Zelda è il vero mistero del romanzo. E' impossibile che il suo aspetto e i suoi modi di fare non attirino l'attenzione ovunque vada e soprattutto straspare la sua infinità bontà: non è da tutti infatti prendersi a cuore il destino di una persona che ha tentato di derubarti. Ma sappiamo fin dalle prime pagine che Zelda non è come gli altri, infatti lei palesa fin da subito a Parker che non ha più intenzione di vivere. Eppure a vederla non sembra una persona che si vuole uccidere, ci sono tanti motivi ancora per vivere e insieme i due ne avranno un piccolo assaggio, eppure Zelda sembra avere quell'aria così stanca, da non ammettere repliche. Io mi sono innamorata di lei e della sua caratterizzazione: pagina dopo pagina l'ho vista cambiare Parker, ma allo stesso tempo l'ho vista rassegnata sul suo destino, come se volesse far capire agli altri quanto è bella la vita, senza però avere le forze per operare questa magia anche su se stessa.
Zelda è un personaggio sicuramente bizzarro e unico che una volta nella vita tutti dovremmo incontrare, specie nei momenti più brutti, proprio perchè serve una persona pazza ed estroversa come lei che ci aiuti ad uscire dalla nostra bolla e a vivere di nuovo, finalmente. Zelda è quella persona che si incontra per caso infatti, grazie a qualche piano del destino, e infatti è proprio questo incontro che rivoluzionerà tutto, sia Parker sia il lettore stesso, perchè il personaggio di Zelda è assolutamente incredibile.



La prima cosa che viene trattata nel romanzo è l'elaborazione del lutto: Parker infatti da cinque anni non parla, ossia dalla morte di suo padre e questo ci fa capire che non è ancora pronto ad accettare la sua scomparsa, ma ha anche una madre che non lo sprona a farlo perchè anche lei non sembra pronta ad accettare la sua scomparsa. Il fatto che Parker si rifiuti di parlare e che questo, dopo cinque anni, lo abbia portato a non esserne più in grado lo trovo ancora più interessante come tema, specie perchè l'autore inserisce nel testo quindi anche il linguaggio dei segni, imparato da Parker per poter comunicare, oltre ai soliti fogli scritti che fa. Parker quindi sembra pronto a buttare la sua vita, per cui il destino si mette in mezzo facendogli incontrare una ragazza determinata a togliersi la vita. Una ragazza che prende a cuore la sua storia e fa capire a Parker quanto sia giusto vivere e non dare nulla per scontato. Sembra strano, detto da una persona pronta a togliersi la vita, venire a sapere di quanto di bello c'è ancora da fare, una bellissima contrapposizione che ci fa riflettere sulla sottile linea che separa la vita e la morte, ma soprattutto su cosa significa davvero sopravvivere e non vivere appieno, come invece bisognerebbe fare.
Tommy Wallach affida al destino una parte importantissima di questa storia: è infatti grazie ad esso che Parker incontra Zelda e questo incontro gli permette di cambiare il suo punto di vista, facendolo crescere e spingendolo ad osare, a tornare in qualche modo alla vita, cosa che non sarebbe mai successa se una persona così particolare come Zelda non fosse entrata nella sua vita, come se tutto fosse già stato deciso, un destino quindi che a volte si diverte a giocare con noi, altre volte invece ci mostra un lato della vita che spesso si da per scontato, quando non lo è mai.


Quando ho visto che sarebbe uscito il nuovo romanzo di Tommy Wallach non potevo che saltellare di gioia, anche perchè questa lettura sembrava essere davvero speciale e infatti così è stata. Le parole che non posso dirti ha una trama davvero particolare perchè il suo protagonista principale non parla per cui assistiamo a dialoghi tra lui e gli altri personaggi, ma di fatto Parker comunica tramite il linguaggio dei segni, tramite parole scritte nei fogli o semplicemente tramite il suo diario, dove annota tutto quello che succede e dove scrive storie fatte per essere private, ma a volte anche condivise. E' quindi tramite Parker, un protagonista molto loquace con il lettore, che assistiamo alla sua storia e se questo da una parte mi è piaciuto molto, proprio perchè non comunica a voce ma può farlo solo per iscritto, da una parte mi è spiaciuto non avere un punto di vista su Zelda, la sua coprotagonista femminile misteriosa, che arriva nella sua vita in un momento perfetto. Tommy Wallach con estrema semplicità e con grande originalità ci regala un romanzo che lascia il segno, che resta nel cuore per la sua profondità e che ci fa capire che è giusto andare avanti con la nostra vita, è giusto uscire fuori dalla nostra zona di sicurezza e rischiare, perchè altrimenti non si può chiamare vita ma semplice sopravvivenza. Le parole che non posso dirti grida il suo messaggio forte e chiaro al lettore che si prende la briga di soffermarsi su questa lettura e ci appare una storia per nulla scontata, che riesce a sorprendere, a far sorridere ma anche a far emozionare il lettore, una storia quindi che non posso che consigliarvi di recuperare al più presto.







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