mercoledì 23 giugno 2021

Recensione "Il peccato capitale" di Maria Grund

 Bookspediani oggi vi parlo di "Il peccato capitale" di Maria Grund




Titolo:
 Il peccato capitale
Autore: Maria Grund
Editore: Nord
Genere: Thriller
Data di uscita: 3 Giugno 2021


Due morti sconvolgono la quiete di una piccola isola al largo della costa svedese. Prima il cadavere di una ragazzina riemerge dalle gelide acque del lago di una cava, poi una ricca collezionista di libri antichi viene trovata riversa in una pozza di sangue in casa sua. Se dai tagli sui polsi sembrerebbe che la ragazzina si sia suicidata, la donna invece è stata uccisa con numerose pugnalate al petto, e presenta anche una strana ferita alla gola: due linee nette che s’intersecano a formare una croce. A indagare sui casi è Sanna Berling, una donna in bilico sull’orlo dell’abisso. Tornata in servizio dopo che un incendio doloso le ha strappato via la famiglia, tiene sempre in tasca l’indirizzo del piromane, assolto per un cavillo legale, e spera che il lavoro la distolga dalla sete di vendetta che le avvelena l’anima. Nello studio della collezionista, l’attenzione di Sanna viene subito catturata da un quadro che rappresenta un gruppo di giovani col volto coperto da maschere di animali. Un dettaglio, quello, che potrebbe collegare la vittima alla ragazzina della cava. E quando un secondo cadavere, e poi un terzo, vengono rinvenuti con la stessa croce segnata sul collo, Sanna si convince che quella catena di morte affonda le radici nel passato e che è solo all’inizio. Per spezzarla, ha un unico testimone: Jack, il figlio tredicenne di una delle vittime, che potrebbe aver visto l’assassino. Ma il ragazzoè sotto shock e non parla con nessuno. Eppure, se è nella stessa stanza con Sanna, i suoi occhi si accendono di una luce diversa. Solo lei può convincerlo ad aprirsi, riportando alla luce una verità che in molti, sull’isola, preferirebbero restasse sepolta…



IL MIO VOTO

Sanna è la protagonista di questa storia, la sua prima indagine ma certamente non l'ultima, come si può capire dalle ultime pagine della storia, un personaggio decisamente complesso e imperfetto che conosciamo sia in ambito lavorativo che in ambito privato. Sanna è una donna che ha avuto un'esperienza orribile, purtroppo ha perso il marito e il figlio a causa di un piromane il cui caso è stato trattato troppo superficialmente, finendo per costarle la famiglia e l'unica cosa che le è rimasta è il lavoro da poliziotta, in cui è molto brava anche perchè si affida spesso al suo intuito e questo raramente sbaglia. E in un contesto delicato, quando viene chiamata per quello che sembra essere un suicidio, inizia a conoscere quella che sarà la sua nuova collega, una ragazza molto giovane trasferita sull'isola non per scelta ma per punizione, che non riesce ad andare subito d'accordo con Sanna proprio perchè è in un periodo delicato della sua vita e perchè è abituata  a fare tutto da sola, ma quando la pila di cadaveri diventa sempre di più, è chiaro che qualcosa sta accadendo e l'unico ad avere informazioni sui casi sembra essere Jack, un bambino che si affeziona subito a Sanna e che vuole parlare solo con lei di quello che potrebbe sapere o meno e Sanna, che ormai è talmente immersa in questo caso da non pensare più ad altro, non può che prestarsi al gioco per arrivare alla verità, perchè è l'unica cosa che può aiutarla a non diventare pazza o a cercare vendetta per le vite che sono andate distrutte. Una donna quindi complessa e complicata, che non sempre segue le regole ma che è determinata ad arrivare alla verità, a qualunque costo.


La prima cosa che colpisce di questa storia non può che essere l'ambientazione: infatti ci troviamo in una piccola isola al largo della costa svedese, un'isola fittizia ma che funge da perfetto scenario di molteplici morti che stanno avvenendo e come tale significa che in un ambiente così piccolo, il colpevole non può essere andato lontano e si trova ancora nell'isola, così come tutti gli aiuti della polizia sono circoscritti e questo significa che si può contare solo sulle proprie forze, senza poter fare altro. Questo senso di claustrofobia, ma anche di impotenza e soprattutto del fatto che non si sa bene chi potrebbe essere il prossimo, spinge il lettore a continuare la lettura per arrivare alla verità insieme a Sanna. E' proprio la verità che spinge la poliziotta ad indagare sempre di più, anche disturbando l'apparente quiete, anche perchè sempre più casi di omicidio iniziano ad emergere ed è chiaro che qualcosa li lega e l'unico modo per Sanna per non pensare alla vendetta, è focalizzarsi su questo. Ho amato la complessità del caso, il fatto che non fosse mai nulla scontato e soprattutto mi è piaciuta Sanna così come la sua voglia di trovare la verità e il rapporto complicato che con la sua nuova collega, una ragazza che vuole solo fare carriera e vede l'isola come una punizione, non come un luogo in cui poter imparare e soprattutto dalla migliore, perchè per quanti problemi Sanna possa avere, è sempre una donna davvero pronta a tutto pur di avere risposte.


Maria Grund con questo romanzo apre le porte ad una serie che ha tutte le carte in regola per diventare indimenticabile, a partire dalla sua protagonista ossia una donna che cerca vendetta ma che non cede alla tentazione e si focalizza sul suo lavoro per non lasciarsi incantare dai demoni che la spingono in un'altra direzione, eppure anche per lei è difficile resistere ed è difficile comportarsi sempre secondo le regole perchè ogni caso è diverso, non vengono con i libretti delle istruzioni e bisogna sempre improvvisare per arrivare alla verità. Ecco perchè questa storia è così bella, non solo per i casi complessi che ci descrive l'autrice e che non ci risparmia nulla, ma perchè sono imprevedibili, per quanto collegati sono tutti diversi l'uno dall'altro e l'unica a poter sistemare le cose è Sanna, anche se a suo modo e questo implica anche avere una simpatia particolare per un ragazzino interessato al caso, che potrebbe avere informazioni preziose e che si affeziona a lei tanto quanto lei stessa perchè le ricorda quel bambino che ha perso e che non potrà mai riavere tra le braccia. Maria Grund scava nell'animo umano con questo romanzo, ci mostra le sue complessità e le sue debolezze e non è un caso il titolo, tutto ha a che fare con qualche peccato il problema è che c'è chi è disposto a tutto pur di non farlo sapere ed è per questo che c'è sempre un nuovo cadavere.
Lo stile della Grund è molto diretto e incisivo, le quattrocento pagine di cui è composto il romanzo si vorrebbero leggere tutte d'un fiato ma a volte è necessario fermarsi per poter prendere un respiro e riflettere quindi su quanto si legge, è insomma una storia che sa come mettere i brividi e sa come restare nella mente del lettore e, per come si è conclusa, è una storia che ha ancora tanto da dire ed è per questo che non vedo l'ora di ritrovare Sanna e tutta la sua squadra, perchè l'autrice promette scintille.





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