mercoledì 18 settembre 2019

Recensione "La città delle ragazze" di Elizabeth Gilbert

Buona sera bookspediani.
In super, mega, iper, tarda serata, eccomi qui per parlarvi di una nuova uscita Rizzoli, arrivata proprio ieri in libreria, ossia La città delle ragazze" di Elizabeth Gilbert.

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Titolo: La città delle ragazze
Autore: Elizabeth Gilbert
Editore: Rizzoli
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 17 Settembre 2019



Feste strepitose, attori seducenti, dive egocentriche e poi musica, risate, luci che si accendono. Vivian Morris ha novantacinque anni, ma se chiude gli occhi torna a essere la diciannovenne che dopo un fallimentare tentativo al college si è ritrovata a sbirciare dietro le quinte del vivace e sgangherato teatro gestito da sua zia Peg. L'anno è il 1940, la città new york, gli ambienti sono quelli del lily playhouse, un odeon pazzo dove le ragazze in cerca di fortuna si offrono al mondo, all'arte, agli uomini. Vivian inciampa in questo fiume in piena e ne è trascinata via, complice il fascino di celia, soubrette dal corpo meraviglioso e con la voce cupa da gatta randagia. Mentre la ragazza scopre di avere un talento come costumista, zia Peg la accoglie nel suo regno esploso, al centro della città più sognata e ai margini della sua ricchezza. Dove bisogna scrollarsi di dosso la provincia impressa nel passo e negli occhi. La città delle ragazze è la storia di un'educazione sentimentale gioiosa, la rappresentazione di un universo che non teme di mostrarsi famelico, rumoroso, fragile e mosso da un'inquietudine costante.



IL MIO VOTO


Cari lettori, che storia quella che ho appena terminato di leggere! Era il mio primo approccio ad Elizabeth Gilbert, un'autrice che so essere molto amata e conosciuta, ma che non avevo ancora avuto occasione di scoprire e, ora che l'ho fatto posso dire di essere assolutamente rapita dal suo stile e dalle sue capacità narrative. Infatti La città delle ragazze può,a prima vista, spaventare per la sua mole di quasi cinquecento pagine, eppure non so come sono volate. Ho iniziato la lettura senza sapere bene cosa avrei trovato e dire di tutto è tremendamente riduttivo, eppure in questo caso il troppo non stroppia, perchè per come la Gilbert l'ha raccontato, l'ha reso estremamente perfetto. Il romanzo è una sorta di storia nella storia, ossia inizia con l'invio di una lettera di un personaggio misterioso, Angela, che chiede alla nostra protagonista Vivian Morris di spiegarle la vera natura della sua relazione con suo padre, e Vivian non può che partire dall'inizio della sua storia, la quale ha origine nel 1940 a New York, un'epoca in cui l'Europa si affaccia alla seconda guerra mondiale, ma in cui l'America è ancora lontana dal pericolo e che quindi si presenta come una città trasgressiva, libera, dove si può sperimentare e dove si può fingere che tutto vada bene, purchè ci si senta in pace con se stessi. Vivian arriva a New York dopo un anno disastroso al college, comprende che gli studi non fanno per lei, e sebbene abbia solo diciannove anni sa decisamente il fatto suo, perchè grazie alla zia Peg e al suo gruppo di amiche abbandona presto l'età di ragazzina per diventare donna.


Vivian Morris è infatti la protagonista indiscussa del libro, una donna che nel presente ha più di novant'anni ma che per raccontare la sua storia torna alla sua età da diciannovenne, quell'anno in cui tutto per lei è cambiato e che ha dato una vera e propria svolta alla sua vita. Vivian infatti ha capito in fretta di non essere portata per gli studi, si è allontanata da casa per andare a trovare la zia Peg a New York e in questa città ha scoperto un mondo completamente nuovo, un mondo che offriva la possibilità di divertirsi, soprattutto con gli uomini e lei ha approfittato parecchio di questa situazione, un mondo che non si scandalizzava se una donna beveva, cosa che ha fatto quasi ogni sera in compagnia della sua amica Celia, un mondo che si stava aprendo alle prime relazioni omosessuali e soprattutto un mondo che le offriva un lavoro come creatrice di costumi, abilità che è servita molto per il teatro della zia e per la sua possibilità di mettere in scena una delle rappresentazioni teatrali più famose di sempre, chiamata non a caso "La città delle ragazze". La storia di Vivian tuttavia copre un arco narrativo molto ampio ed è quindi facile vederla crescere e cambiare, così come è altrettanto semplice vederla sbagliare, del resto si tratta di una persona umana e di un personaggio davvero complesso ma ben caratterizzato dall'autrice, un personaggio che sa come farsi odiare ma anche come farsi amare, che si evolve sotto gli occhi del lettore, per diventare una donna davvero eccezionale, decisamente troppo avanti per il suo tempo.


E se una delle caratteristiche più interessanti del romanzo è la sua protagonista, un altro elemento che la rende una lettura decisamente da leggere è la scelta di ambientare questa storia a New York e ovviamente il suo periodo storico. New York è sempre stata la città delle grandi possibilità, una delle città più avanti di sempre e infatti l'autrice lo dimostra in questo libro, non dicendolo tanto per dire, ma sicuramente perchè si è documentata. Non è un caso che in questo luogo Vivian si sia sentita finalmente libera di esplorare la sua vita, esagerando certamente con l'alcol ma senza avere nessuno che le dicesse qualcosa. Non è un caso se l'autrice ha scelto di presentarci una coppia omossesuale che certamente ancora si nasconde, ma che allo stesso tempo non ha paura di osare. In questa lettura l'autrice distrugge ogni tabù, facendo vivere a Vivian una vita certamente piena, caratterizzata da tanti, troppi uomini, che le hanno fatto conoscere l'amore ma che non sempre lei ha saputo custodirlo. New York è una città che offre tante occasioni, soprattutto alle donne, come la possibilità di recitare o comunque di fare il lavoro che vuole. Ma allo stesso tempo si sta avvicinando anche il pericolo di andare in guerra con il Giappone e quindi ci sono tanti ragazzi chiamati alle armi, ragazzi importanti nella vita di Vivian, che finiranno per cambiarla per sempre, rendendo la sua vita spensierata un pelo più malinconica.


Sono tantissime le tematiche che l'autrice va ad affrontare con questa lettura, una storia che non credo sia adatta a tutti, perchè penso si debba avere una certa elasticità mentale per poterla leggere, alcuni potrebbero trovarla esagerata e odiare la protagonista, ma per chi ha voglia di provare, sono certa si troverebbe davanti una bella sorpresa. Vivian infatti è una ragazza che a poco a poco diventa una donna indipendente e questo è certamente un argomento delicato, specie per quel periodo, perchè una donna che se la spassa a destra e sinistra e che spesso è ubriaca non offre una bella immagine di sè, ma è anche giusto sperimentare e godersi la vita, come di fatto lei fa.
Si parla appunto di vivere liberi, soprattutto il proprio amore, anche se non sempre è facile. Ma si parla di amore in tantissime forme, che può essere familiare, rivolto alle proprie amiche oppure un amore platonico, quell'amore sacro che si ha paura di distruggere in qualsiasi momento, anche solo attraverso un tocco. Si parla di sbagli e quindi di seconde possibilità, si parla di guerra e quindi di perdita e di sofferenza, perchè purtroppo non sempre ci sono storie a lieto fine quando si tocca un argomento del genere. Ma prima di tutto si parla di trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo, che è esattamente quello che fa Vivian in questa sua vita tremendamente movimentata.


Quello che da inizio alla storia è certamente il mistero dietro all'identità di Angela, si vuole capire come lei e Vivian siano collegate, e l'autrice certamente la prende molto alla lontana per arrivare a raccontare come le due si conoscono, tuttavia la storia scorre che è una meraviglia, lo stile dell'autrice è fluido, la sua penna incantevole, e il lettore non può che perdersi tra le pagine di questa storia e restarne folgorato, ammaliato da queste luci della città e dai racconti quasi fantasiosi di Vivian, come se stesse parlando di una persona fittizia e non di quello che ha fatto lei durante la sua vita. Non ci si dimentica certamente di Angela, Vivian continua a rivolgersi a lei spesse volte durante la storia e questo non fa che accrescere la voglia di arrivare alla fine e scoprire finalmente la verità.
La città delle ragazze è quindi un viaggio davvero impegnativo, è una storia che cambia la protagonista ma alla fine anche il lettore stesso, una storia che richiede il giusto stato d'animo per essere letta, ma se a questa lettura viene offerta un'occasione, allora saprà come non deludervi. Elizabeth Gilbert è un'autrice semplicemente magica, non ha bisogno di troppe presentazioni, ma per chi come me la scopre per la prima volta, rimanerne incantati è dire poco e io ancora lo sono, questa è una sensazione che penso resterà con me per qualche tempo, perchè una storia di tale portata non si rimuove tanto facilmente.






si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio



2 commenti:

  1. Mi ha incuriosita sin dal primo momento ho saputo della sua pubblicazione... Forse lo leggerò dopo aver smaltito qualche lettura 🤗

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