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domenica 13 ottobre 2019

#Intervista a Jay Kristoff

Buon salve bookspediani.
Sono un po' in ritardo, lo so, ma oggi vi voglio parlare un po' di come è andato l'incontro a Milano con Jay Kristoff e riportarvi un paio di domande fatte all'autore, che è una persona davvero super disponibile, paziente e gentile!



Come ben sapete, il tre settembre è uscita in Italia l'intera trilogia di Nevernight, una serie di cui ancora si parla e che si è certamente rivelata all'altezza delle aspettative. In occasione della sua pubblicazione e del tour promozionale relativo al terzo libro, Jay Kristoff è venuto anche in Italia e io ho avuto la fortuna di partecipare all'incontro organizzato da Mondadori a Milano. La tensione era davvero alle stelle, capita sempre quando ti trovi davanti un autore che stimi e a cui sei affezionato e che è alto più di due metri, ma fortunatamente lui si è rivelato una persona davvero fantastica, che ci ha dedicato davvero tantissimo tempo e ha risposto a tutte le nostre venticinque domande, facendo foto e autografi con tutti, regalandoci una giornata indimenticabile. Per quanto riguarda l'intervista ho deciso di non riportarvi tutte le domande, ma quelle che ho trovato più interessanti, per cui eccomi pronta a portarvi le sue risposte!



1. Partendo dall’inizio, come è nato l’idea del mondo di Nevernight e come si è sviluppata nei tre volumi?
Tutto è iniziato con il personaggio di Mia, sicuramente i lettori si innamorano dei personaggi e non delle parole e quindi ho iniziato a esplorare questo nuovo personaggio. L'ispirazione è venuta una sera, la vigilia di Capodanno, quando due mie amiche (non fidanzate, sono sposato) hanno iniziato a litigare su una parolaccia che in inglese inizia per "C", se fosse offensiva o meno. Rimasi volutamente fuori dalla discussione, ma ero interessato alle reazioni e ai punti di vista delle mie amiche. Ho iniziato poi subito dopo a scrivere la scena che c'è alla fine del capitolo 5 del primo libro dove appunto Mia e Tric discutono su questa parola. A quel punto ancora non sapevo chi fosse Mia, però sapevo che volevo saperne di più e scoprire chi fosse. Io sono molto appassionato di Storia Romana, mi sento addirittura un nerd su questa materia, in particolare della dinastia Giulia. Sapevo che potevo prendere in prestito molto da questa Storia e in particolare dalla storia e dalla figura di Giulio Cesare, un generale che si è ribellato contro il senato. 
La sua ribellione ha avuto successo ma mi sono sempre chiesto cosa sarebbe potuto accadere se questa ribellione non fosse andata a buon fine, cosa sarebbe accaduto alla sua famiglia ed è nata la storia di Mia.


2. Quando hai finito di scrivere la trilogia cosa hai provato, ma soprattutto avevi idea del grande successo che avrebbe avuto?
Mi sono sentito triste, quando l'ho finita. Questa è la terza trilogia che concludo, ma non ricordo di essermi sentito così triste con le altre, ero sempre emozionato per la prossima storia (e lo sono anche adesso), però immagino che ci fosse più "me" in questa serie e in questi personaggi rispetto alle altre. Quando ho detto addio a questa serie è come se avessi detto addio a una parte di me. Sapevo che anche Mia significa molto per i lettori e quindi mi dispiaceva anche per loro. L'ultimo capitolo della serie è stato molto difficile da scrivere: il narratore parla della fine di questo viaggio ed è come se parlassi io ai miei lettori, come se io stessi dicendo addio alla serie. È stato difficile da scrivere, è come quando i genitori salutano i figli che vanno al college, iniziano il loro percorso nel mondo reale. Comunque sono molto soddisfatto dei libri, del finale e mi sono sentito triste, cosa insolita per me perché di solito ho il cuore di ghiaccio.
E no, non sapevo che sarebbe stato un così grande successo, anche perché quando la trilogia è uscita in inglese non c'è stato un lancio così grande come c'è stato qui in Italia, è stato più circoscritto e poi in due/tre anni il libro ha avuto un successo esponenziale ed è tutto grande a voi ragazzi che siete i miei lettori e che grazie a Instagram, Youtube e i blog avete fatto un grande passaparola, molto più grande rispetto alle altre mie serie. Anche solo consigliando la serie a un amico, avete permesso che avesse così tanto successo, quindi devo tutto a voi, grazie mille!


3. Qual è stato il momento più difficile da scrivere nell’intera trilogia?
Le scene di sesso! È stato molto strano pensare che mia madre, mia moglie, i miei amici leggessero queste scene nei miei libri. Sicuramente mia moglie è una delle critiche letterarie che stimo di più ed è la prima delle cinque persone a cui faccio leggere i miei libri prima di mandarli all'editore. Quindi scrivere queste scene sapendo che le persone vicino a me le avrebbero lette è un'esperienza che non avevo mai fatto: mia moglie con un gruppo di amiche legge molti romanzi erotici e quindi era come chiederle di fare un "best of" delle scene di sesso e per qualche tempo in casa era come leggere della pornografia. Di solito sono da solo nel processo di scrittura, invece per quanto riguarda le scene di sesso sentivo la gente sulla spalla che mi giudicava. 

4. Ci hai mostrato in ogni volume una Mia diversa, ma secondo te quale tra i tre volti è quello che le si addice di più?
Ottima domanda, anche se è difficile rispondere! Non so se ci sia un vero volto di Mia, un suo vero volto. Sicuramente è diventata una persona migliore alla fine del terzo volume. Ha una migliore comprensione di chi è come persona e di cosa sia l'amore, perché in effetti nel primo libro c'è sì l'esperienza con Tric, ma non so se lei alla fine fosse davvero innamorata di lui. Nel primo libro Mia è concentrata sul suo obiettivo, non sa quale sarà l'impatto delle sue scelte, ma sa che ha una montagna da scalare, e non le importa cosa succederà dopo, sa solo che deve raggiungere il suo obiettivo. Nel libro tre invece ha una visione più ampia della vita e del suo stare nel mondo; è una persona più equilibrata e sana rispetto al primo libro, ma non so se quello sia effettivamente il volto giusto di Mia. In ogni libro Mia deve possedere quel determinato volto e diciamo che la cosa che apprezzo di lei è che non è mai scesa a compromessi, dal primo libro è sempre stata motivata dalla vendetta, dalla rabbia, dall'ingiustizia subita e continua ad esserlo fino alla fine.


5. Qual è il tuo personaggio preferito della serie, a parte Mia? E qual pensi che ti rappresenti di più?
Il mio personaggio preferito tra i secondari è senza alcun dubbio Mercurio, perché c'è tanto di me in lui. Alla fine i due personaggi in cui ho messo parte di me sono appunto Mia e Mercurio: Mia è il mio passato, è la versione di me teenager al femminile, mentre Mercurio è il me del futuro. 
Nel terzo libro le linee iniziano ad intrecciarsi e cambia qualcosa, in quel momento subentra l'autore, molto più di prima e il narratore diventa molto più consapevole di star raccontando una storia, e il lettore diventa più consapevole che la sta leggendo. Diciamo che, in generale, nel terzo volume c'è molto di me, rispetto ai precedenti. Ci ritrovo molto la relazione che ho con il mondo, per quanto riguarda la mia esperienza personale. Se volete sapere come sarò tra venti anni allora correte a scoprire Mercurio.


6. L'ambientazione in un romanzo fantasy/scifi è molto importante e quella di Nevernight non fa eccezione. Quanto tempo ci è voluto e quali difficoltà hai incontrato per creare questa struttura così particolare?
Sicuramente l'ambientazione è fondamentale. Io però sono un tipo di scrittore che costruisce la storia e l'ambientazione strada facendo, quindi non avevo inizialmente una visione completa del mondo che stavo andando a creare. Sapevo che c'erano luoghi di cui volevo parlare, ma non avevo visitato nella mia mente tutta l'estensione dell'ambientazione. È un processo che segue il flusso della scrittura, sia per la trama che per l'ambientazione. Per quanto riguarda la struttura politico-religiosa che regola il mondo, di questo aspetto avevo una visione ben precisa, perché mi ero ispirato alla storia romana e alla sua repubblica, alla dinastia Giulia, quindi lì avevo un'idea ben precisa. Sono invidioso di quegli scrittori che sin da subito hanno chiaro quello che andranno a scrivere, io non sono così diligente, anzi a volte mi è persino capitato di cambiare strada: avevo intrapreso dei percorsi e poi alla fine cambiavo idea e mi toccava tornare indietro, dopo essermi reso conto di aver sbagliato. 
Nel primo libro ho cancellato 80.000 parole, su 160.000, quindi in realtà avevo scritto un libro e mezzo, relativamente alla descrizione del mondo. Poi ho deciso di cancellarla perché non mi sembrava utile, ma non è stato un lavoro sprecato perché mi ha aiutato a informarmi sulla costruzione di questo mondo. 


7. Quali influenze hanno contribuito a rendere il tuo stile di scrittura così originale e innovativo?
Per quanto riguarda gli scrittori sicuramente William Gibson, uno scrittore che usa frasi molto frammentate e a cui mi sono ispirato per il mio stile. Inoltre usa il ritmo della scrittura in modo molto intelligente, perché abbina il ritmo di scrittura al tipo di scena: se c'è una scena con molta azione allora usa frasi più brevi, mentre nelle scene drammatiche si sofferma sulle descrizioni e sui dettagli. È stato un'influenza grandissima per il mio lavoro e il primo scrittore che ho studiato a fondo per formarmi in quanto autore.  Un'altra influenza per me è la musica: quando scrivo ascolto sempre la musica, non con le parole perché mi distraggono, ma uso musiche che evochino quello che scrivo. Adoro Ludovico Einaudi e abbino anche qui i ritmi che la sua musica ha a quello che sto scrivendo. 
Anche le colonne sonore dei film, quelle orchestrali: ad esempio quando ascolto la colonna sonora di Avengers so che starò scrivendo una scena movimentata, piena d'azione. Le band che ascolto sono un'altra influenza che mi serve, perché le parole di queste canzoni evocano idee che possono essermi utili per la scrittura. 


8. Come ti è approcciato alla scrittura? Come ha capito di voler diventare uno scrittore?
Il processo della scrittura è un processo a cui mi sono approcciato quando avevo circa 12 anni, iniziando a giocare a Dangeons & Dragons. Ho poi iniziato a lavorare nelle pubblicità, scrivendo i copioni per gli spot televisivi: in un certo senso raccontavo delle storie, anche se di 30 secondi, quindi storie molto brevi, però la struttura è la stessa del romanzo, con un inizio, un corpo e una fine, come se fosse un romanzo in miniatura. È stato un grande esercizio per me come scrittore, perché ho imparato a raccontare una storia in 30 secondi. Se si riesce a fare questo si è sicuramente in grado di farlo anche in 160.000 parole. 
Quando tornavo a casa, però, ero stanco di scrivere per altri e a circa 35 anni ho iniziato a provare un'insoddisfazione nei confronti del mio lavoro perché stavo sprecando la mia energia creativa cercando di convincere i consumatori a comprare carta igienica o cereali per la colazione, quindi non ero molto soddisfatto, volevo qualcosa che fosse totalmente mio, un ruolo più importante di cui avere anche il controllo al cento per cento.






sabato 7 settembre 2019

Recensione "Nevernight - Mai dimenticare" di Jay Kristoff

Buon salve bookspediani!
E' arrivato anche il mio momento di parlarvi di "Nevernight - Mai dimenticare" di Jay Kristoff.
Siete pronti?

Nevernight. Mai dimenticare: Libro primo degli accadimenti di Luminotte di [Kristoff, Jay]

Titolo: Nevernight
AutoreJay Kristoff
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 3 Settembre 2019




Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

IL MIO VOTO





Collection of my Nevernight fanarts and WIPs.  I never do fanarts of something I don't like, even most of my fellow booklovers are…In questi anni resistere a Nevernight è sempre stato molto difficile perchè ho sempre sentito commenti positivi al riguardo e perchè, conoscendo almeno un poco Jay Kristoff dalla sua collaborazione con Amie Kaufmann in Illuminae, ero già a conoscenza delle sue doti di narratore, eppure c'è sempre stato qualcosa che mi ha frenato, in primis la voglia di comprendere appieno il mondo da lui creato in questo fantasy e di conseguenza temevo che, leggendo in inglese, avrei perso qualche passaggio importante. Quando però è stato annunciato l'arrivo dell'intera trilogia in Italia non c'erano più scuse, e infatti non appena ho avuto tra le mani questo libro, non ho potuto fare a meno di immergermi in questa storia incredibile, una lettura che in principio mi ha destabilizzato poichè ci è voluto un po' di tempo per abituarmi sia alla narrazione di Jay Kristoff, sia ad interrompere molto spesso la storia per leggere le note a piè di pagina, spiegazioni ancora più dettagliate di questo mondo consegnate con una grande ironia, ma che poi mi ha catturata e non mi ha più lasciata andare, fino alla fine e fortunatamente i seguiti della storia di Mia sono già nelle mie mani, altrimenti temo che sarei impazzita. Ma di cosa parla Nevernight? Questa è la storia di Mia Corvere, una ragazza che da piccolissima si vede strappata alla propria famiglia, prima vedendo morire il padre e poi venendo separata a forza dalla madre e dal fratello. Questo per lei significa solo una cosa: vendetta verso coloro che hanno distrutto la sua famiglia e per compierla deve diventare un'assassina, superando tutte le prove che la Chiesa Rossa deciderà di farle affrontare, per provare la sua forza.


”Nevernight” by Jay Kristoff little (bloody) MiaMia Corvere è un personaggio che non si può non amare fin da subito. All'inizio del romanzo la conosciamo come una bambina che vive tranquilla a Godsgrave, senza sapere che la sua vita sta per cambiare per sempre.
 A soli dieci anni infatti assiste in prima persona alla morte del madre ed è proprio sua madre a costringera a vedere l'uomo morire, come sorta di monito affichè la ragazza non dimentichi mai quello che è successo. Poco dopo anche la madre e il fratello le vengono strappati e il suo destino sembra già segnato dalla morte, salvo poi salvarsi in extremis per poi passare sotto l'ala di Mercurio, un uomo che le insegna i principi base per passare le prove che la decreteranno a tutti gli effetti un'assassina. Mia è una ragazza determinata ad ottenere la sua vendetta e per questo non guarda in faccia nessuno, non si cura di chi ferisce e di chi mettere in pericolo, perchè portare a termine la sua missione è troppo importante. Sembra molto più spavalda e incurante del pericolo di quello che è grazie ad una compagnia molto importante che la accompagna in ogni momento del giorno, ossia un gatto ombra che chiama Messer Cortese, un' ombra a tutti gli effetti che si nutre di paura e molto spesso si nutre di quella di Mia, per aiutarla nel suo scopo.
Ma se il desiderio di Mia è di restare concentrata nella sua vendetta, ben presto questo cambia a causa dell'incontro con Tric, un ragazzo che come lei vuole diventare un assassino e che finisce per diventare un suo ottimo amico e alleato. Nella Chiesa Rossa infatti ognuno dovrebbe pensare per sè, non c'è spazio per i sentimentalismi, eppure i due non possono fare a meno di aiutarsi, mettendo in pericolo non solo la loro missione finale, ma anche la loro vita.


Never Flinch PosterMia è certamente la protagonista principale di questa storia, è lei quella che vogliamo conoscere e che vogliamo seguire più da vicino, tuttavia non si può non parlare di Messer Cortese e di Tric, altri due personaggi che ruotano attorno a Mia e che sono estremamenti importanti per il suo percorso alla Chiesa Rossa. Messer Cortese è un'ombra che la segue ovunque e che ha la forma di gatto, un'ombra che si nutre della sua paura e quindi che l'aiuta ad essere più coraggiossa, ma è anche l'unica persona che le è sempre stata accanto senza mai abbandonarla, quella persona che l'ha sempre sostenuta e spronata a dare il meglio, anche quando la situazione era più estrema. Non deve stupire che Mia, una ragazza in grado di controllare le ombre, sia amica proprio di un gatto ombra e Messer Cortese del resto sa decisamente come farsi amare. Così come è facile per Tric entrare nelle grazie sia di Mia che del lettore, un ragazzo che in passato ha sofferto molto per via della sua discendenza e che è determinato a vendicarsi proprio di tutta quella sofferenza, ma che allo stesso tempo mantiene un animo buono e altruista, elemento che va in netto constrasto con il suo destino ed elemento che conquista anche Mia, anche se sa che tra di loro non ci può essere futuro. Ma bisogna nominare anche Mercurio, colui che ha dato una parvenza di famiglia a Mia e che l'ha preparata a diventare l'assassina che vuole essere, senza però darle tutte le soluzioni, perchè sarà compito di Mia venire messa alla prova costantemente.


 Il mondo creato da Jay Kristoff è semplicemente incredibile, un mondo fatto di rabbia, di segreti e tradimenti ma anche di un pizzico di magia.
Ci troviamo nella Repubblica di Itreya, più precisamente a Godsgrave, dove Mia si vede strappare la vita che conosce a causa dell'accusa di tradimento del padre. Proprio questo evento è quello che la porta a intraprendere l'arte dell'Assassino benedetto sotto gli insegnamenti attenti di Mercurio. Il passo successivo per lei, così per tanti altri che vogliono diventare a tutti gli effetti degli assassini, sarà dirigersi alla Chiesa Rossa, un'accademia di assassini che produrrà Lame, ossia assassini liberi di agire come vogliono, oppure Mani, dei semplici strumenti a servizio degli altri.
Le prove da affrontare sono tutte decisamente toste e Jay Kristoff non ci risparmia certamente la violenza, così come non si fa problemi ad essere diretto su quello che succede, elemento per cui non si può assolutamente considerare questa lettura un young adult o un semplice fantasy, è una lettura nuda e cruda piena di rabbia e di violenza su un personaggio che ha tanta furia dentro di lei e soprattutto sul suo percorso verso il futuro che ha scelto.
Jay Kristoff non ha creato solo un altro mondo da zero, ha creato anche personaggi e una lingua a parte, tradizioni e usi e costumi che lui spiega al meglio che può, ma che in alcune occasioni non può che utilizzare note per essere il più esaustivo possibile, e questo non solo conferma la sua bravura e la sua ironia, ma anche il lavoro che c'è stato dietro questo romanzo.


Mia Corvere fanartNevernight è solo il primo libro dedicato al personaggio di Mia, ci aspettano altri due romanzi a lei dedicati, ma già da questo volume si può capire che dobbiamo aspettarci l'inaspettato. Jay Kristoff non solo ha creato una storia estremamente originale, ma è anche molto bravo a rendere ogni pagina più interessante poichè nessuno mai si aspetterebbe la piega che prendono gli eventi da lui narrati. Solitamente nel primo volume ci si aspetta una storia più introduttiva, in queste quasi cinqucento pagine invece succede veramente di tutto e assistere a tutto quello che caratterizza Mia è assolutamente un piacere, soprattutto grazie alla penna brutale ma spesso ironica di Jay Kristoff, il quale non ci regala una storia piena di luce e di speranze, ma una storia che già parte con un'atroce crudeltà e che può solo che essere più brutale mano mano che procede. L'atmosfera che si respira è quindi da brividi, sia Mia che l'intera storia sono circondati da ombre che la caratterizzano e sembrano inseguire il lettore. Devo ammettere che le mie aspettative erano decisamente alte per questo romanzo, e nonostante un inizio un po' più difficile del previsto, almeno per me, le quasi cinquecento pagine di questo libro sono assolutamente volate, trasmettendomi tantissime emozioni, ma sicuramente quella che più spicca è la rabbia, non solo quella che sente Mia ma anche per tutto quello che succede e che sicuramente succederà, già so infatti di non essere pronta.
Nevernight - Mai dimenticare è un primo volume assolutamente sconvolgente, onestamente non adatto a tutti, ma che merita di essere così decantato perchè non è solo estetica, dentro c'è anche tanta sostanza.







State seguendo le altre recensioni?



si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio




giovedì 14 febbraio 2019

Anteprima "Nevernight" di Jay Kristoff

Rendiamolo ufficiale,che dite?
A settembre arriva tutto Nevernight!
Ma intanto, iniziamo con la trama del primo.

Nevernight. Mai dimenticare: Libro primo degli accadimenti di Luminotte di [Kristoff, Jay]

Titolo: Nevernight
AutoreJay Kristoff
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Data di uscita: 3 Settembre 2019





In una terra dove tre soli non tramontano quasi mai, una giovane assassina si unisce a una scuola di assassini, poichè cerca vendetta verso i potenti che hanno ucciso la sua famiglia.

Figlia di un traditore giustiziato, Mia Corvere riesce a sfuggire viva dalla rivoluzione fallita di suo padre per un pelo. Sola e senza amici, si rifugia in una città costruita con le ossa di un Dio morto, poichè ricercata dal Senato e dai vecchi colleghi di suo padre. Ma il suo dono di essere in grado di parlare con le ombre la conduce alla porta di un assassino in pensione, e verso un futuro che non avrebbe mai immaginato.


Ora Mia è l'apprendista del più pericoloso gruppo di assassini di tutta la Repubblica - la Chiesa Rossa. Se riuscirà a battere gli altri apprendisti in sfide di acciaio, veleno e le arti sottili, sarà accolta tra le Lame della Lady of the Blessed Murder, e sarà un passo più vicina alla vendetta che desidera. Ma un assassino a piede libero si aggira tra le mura della Chiesa, i sanguinosi segreti del passato di Mia tornano a perseguitarla, e una cospirazione per distruggere l'intera congrega inizia a farsi strada tra le ombre che così tanto ama.



Sarà la ragazza in grado di sopravvivere alla sua iniziazione per compiere così la sua vendetta?




trama tradotta 
da me