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giovedì 26 settembre 2019

Anteprima "Una scala fino al cielo" di John Boyne

Nuova uscita per John Boyne



Titolo: Una scala fino al cielo
Autore: John Boyne
Editore: Rizzoli
Genere: Fiction
Data di uscita: 1 Ottobre 2019


Maurice Swift vuole fare lo scrittore nonostante sia incapace di immaginare storie. Non ha fantasia, ma un diverso talento, che coltiva fin dall'adolescenza, fin da quando ha capito che gli altri, uomini e donne, lo trovano irresistibile: usa la sua spiazzante bellezza, che si esprime attraverso una sensualità incoercibile, come strumento per ottenere quello che da solo non sa creare, grandi storie. Alla fine degli anni Ottanta, incontro con il noto romanziere Erich Ackermann all'Hotel Savoy di Berlino, dove Maurice lavora come cameriere, gli offre la prima, grande occasione: Ackermann ha avuto successo, ma oggi è un anziano terribilmente solo e inerme di fronte agli assalti della giovinezza, ai suoi furori. Gravato da un passato ingombrante, l'uomo ha vissuto una storia dolorosa ed effettivamente potente che a Maurice fa gola. Swift riesce a insinuarsi nella sua vita, a diventarne amico, e l'esito di questa sua calcolata mossa è un incendiario debutto narrativo che lo porta là dove intendeva arrivare.Ma la caccia vera inizia adesso: il Mr Ripley della letteratura ha bisogno di altre storie e per farlo deve trovare nuove prede, consumare e schiacciare altre esistenze. 




sabato 14 settembre 2019

Recensione "Mio fratello si chiama Jessica" di John Boyne

Buona sera bookspediani.
Eccomi di nuovo con voi per parlarvi di "Mio fratello si chiama Jessica" di John Boyne!



Titolo: Mio fratello si chiama Jessica
Autore: John Boyne
Editore: Rizzoli
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 10 Settembre 2019


Cosa faresti se un giorno tuo fratello maggiore, il tuo idolo, la tua roccia, annunciasse di non chiamarsi più Jason ma Jessica? di essere una ragazza e di essersi sempre sentita tale? È quello che succede a Sam, tredici anni, proprio quando l'adolescenza comincia a bussare alla porta, tra nuove amicizie e possibili amori. Il mondo per Sam si capovolge di colpo: non solo il fratello non è più lo stesso, quel fratello così popolare con le ragazze e così bravo a calcio, ma neanche i suoi genitori sono le persone aperte e tolleranti che lui ha sempre creduto di conoscere. Un romanzo di grande forza, che con empatia ma anche leggerezza e ironia racconta la difficoltà e l'importanza di accettare l'altro, sempre.



IL MIO VOTO


Sam è un ragazzo di tredici anni come tanti, anche se si differenzia dalla massa a causa dei continui atti di bullismo che subisce a scuola e di cui non può parlare con nessuno a casa poichè i suoi genitori sono troppo occupati a pensare al lavoro che pensare a lui. L'unico che potrebbe aiutarlo è Jason, suo fratello maggiore e anche la persona che gli è sempre stata accanto e che quasi l'ha cresciuto, anche se non comprenderebbe davvero come si sente perchè lui è quello famoso, quello che gioca a calcio e che viene festeggiato ovunque vada. Eppure Sam non può immaginare certamente che Jason nasconda un segreto: in realtà non si riesce a riconoscere come maschio, per tutta la vita si è sempre sentito parte del genere femminile e gli sembra arrivato il momento di rivelare la verità anche alla sua famiglia, perchè vuole essere se stesso alla luce del sole, senza nascondersi. Questo ovviamente sconvolge i genitori dei due ragazzi, che vogliono tenere la notizia segreta e si prodigano subito per trovare una possibile cura, mentre invece a Sam vengono in mente mille domande, come se anche lui potrebbe voler diventare una femmina, ma quello che ha la meglio è il fatto che teme di perdere suo fratello e quindi non riesce ad accettare questa sua scelta.
Con queste premesse, l'autore ci regala una storia che ci insegna a non temere i cambiamenti e a dare una possibilità all'ignoto, del resto solo perchè non si conosce l'argomento non significa che sia qualcosa di sbagliato, ma soprattutto ad accettare sempre l'altra persona per quello che è.



John Boyne, autore che si è fatto conoscere in tutto il mondo per il suo romanzo "Il bambino con il pigiama a righe", torna in libreria con una sfida, ossia parlando di un argomento molto sensibile e delicato quale è l'identità sessuale e cosa significa non solo capire chi si è davvero e accettarsi, ma soprattutto avere il supporto delle persone che amiamo. Per Jason questo è terribilmente difficile: egli è un ragazzo che ama giocare a calcio, una delle persone più popolari della scuola, al contrario del suo fratellino Sam, il quale viene costantemente bullizzato, eppure non è la persona più felice del mondo perchè da tempo lotta per accettare di sentirsi una femmine e questo lo vuole affermare anche nel suo aspetto, andando orgoglioso del suo riflesso. Ma quando finalmente trova il coraggio di rivelare il suo segreto alla famiglia, quello che sperava fosse appoggio o comunque accettazione solo per il semplice fatto di far parte della famiglia, non arriva. I genitori di Jason, i quali sono attivamente impegnati in politica e quindi non solo hanno più a cuore il paese dei loro stessi figli, ma tengono di più anche alle apparenze, pensano subito ad una possibile cura per il figlio, come se di fatto fosse malato, avesse una malattia che qualche pillola miracolosa può curare. Anche Sam rimane sconvolto dalla notizia, colui che ha sempre visto il fratello maggiore come un eroe ora lo vede per quello che è umano, imperfetto, e non è pronto a questa visuale, soprattutto perchè ancora una volta a scuola i suoi compagni non perdono tempo a bullizzarlo per via di questa notizia.


Quello che ho trovato interessante è stata la scelta di affidare la narrazione di questa storia a Sam, al fratello minore di Jason, e quindi vedere tutto attraverso i suoi occhi, restando quindi un poco esterni a quello che sta passando Jason, ma avendo un filo diretto con i pensieri di Sam. Sam è un protagonista assolutamente imperfetto: è un ragazzino che viene costantemente bullizzato per qualsiasi cosa, che sia il fatto che non riesce a leggere con grande facilità oppure che in fronte gli sia spuntato un nuovo brufolo, poco importa il motivo, di fatto è sempre al centro dell'attenzione, cosa che non vorrebbe assolutamente.
A casa invece è totalmente invisibile, i suoi genitori sono molto più occupati a preoccuparsi delle rispettive carriere piuttosto che di lui, per cui Sam non può che passare del tempo con il fratello maggiore Jason e rivolgersi a lui per ogni problema. Del resto si può dire che Jason sia sempre stato quasi un genitore per lui, perchè fin da piccolissimo si è sempre preso cura di lui e Sam lo vede come un vero supereroe. Quando però Jason gli rivela di voler diventare una sorella per lui, Sam non fa che allontanarlo, quasi temendo di diventare come lui, ma è solo una scusa perchè è troppo piccolo per sapere queste cose e soprattutto il timore più grande di Sam è che tutto cambierà tra loro.
Questo non scusa alcuni comportamenti orribili che ha Sam verso suo fratello, tuttavia fa capire che davanti a ciò che non si conosce la gente ha le reazioni più impensabili.


In un mondo come quello di oggi, dove il bullismo e la ricerca continua della propria identità sono le tematiche che più saltano all'occhio, trovo davvero azzeccato proporre un testo del genere e indirizzarlo ai ragazzi, un testo che viene narrato con toni leggeri e mai pesanti, ma che non si prende gioco di quello di cui sta parlando e anzi in alcune parti fa davvero male al cuore per come i genitori si comportino nei confronti di Jason. John Boyne sicuramente in alcuni punti attinge alla sua esperienza personale e si vede, infatti come per lui non è stato facile ammettere a voce di essere gay, per Jason non è facile confessare ai genitori il suo desiderio di riconoscersi come femmina.
Quello che è peggio però è vedere come i genitori, e anche il fratellino Sam, reagiscono alla notizia, ossia pensando subito che sia uno scherzo o che il figlio sia pazzo, malato quasi e quindi con urgente bisogno di cure. Quello che spezza il cuore è che purtroppo ci sono tantissime famiglie che reagiscono allo stesso modo, che solo perchè il proprio figlio è diverso, esso sia in qualche modo malato. Alla base quindi manca certamente non solo un'apertura mentale, ma un'istruzione che faccia capire a tutti che non c'è nulla di male ad essere se stessi e che anche se diversi, si continua ad essere normali, non si ha alcun tipo di malattia. Fa male vedere che ancora nel 2019 esistono questi trattamenti da parte dei genitori, e soprattutto questo si ricollega al tema del bullismo, sia per quanto riguarda Sam che per quanto riguarda Jason, il quale ha perso tanti amici per questa sua scelta, ma almeno sa di potersi specchiare e riconoscere.


Mio fratello si chiama Jessica so essere un romanzo molto chiaccherato e posso dirvi che o lo si odia oppure lo si ama, certamente non è perfetto, infatti a mio avviso l'aggiunta del punto di vista di Jason e quindi l'accesso diretto ai suoi pensieri avrebbe dato un grande valore aggiunto a questo libro, ma John Boyne non vuole mirare alla perfezione con questo romanzo, vuole semplicemente farci capire che a volte la lotta per trovare se stessi e soprattutto per farsi accettare dagli altri è molto dura, non sempre chi pensavamo fosse dalla nostra parte è disposto a seguirci nell'ignoto, perchè di fatto questo si parla, di qualcosa che non si conosce e che quindi spaventa, vendendo bollata solo come malattia o anormalità. Attraverso gli occhi di un bambino di tredici anni, che non conosce bene ancora il mondo e che ha dei genitori che non gli stanno accanto a conoscerlo, vediamo quindi la sua paura di perdere il fratello e quindi il suo tentativo di allontanarlo o di provare a farlo restare quello che è, solo perchè ha paura dei cambiamenti. Questo ci fa capire che il cambiamento fa sempre paura, ma per la persona che amiamo bisogna essere disposti a fare un salto nel buio, perchè così facendo la si fa sentire amata, qualcosa che non dovrebbe mai essere messo in dubbio, sia che questa decida di cambiare genere o che decida di amare persone dello stesso sesso.
Mio fratello si chiama Jessica è quindi un romanzo davvero interessante, che poteva dare ancora di più e che durante la narrazione l'autore si è un po' perso in alcuni punti, ma che consegna un bellissimo messaggio di accettazione.









si ringrazia la casa editrice

per la copia omaggio

sabato 15 settembre 2018

Anteprima "Le invisibili furie del cuore" di John Boyne

Torna con un nuovo titolo John Boyne, l'autore de Il bambino con il pigiama a righe



Titolo: Le invisibili furie del cuore
Autore: John Boyne
EditoreRizzoli
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 2 Ottobre 2018


Mi venne in mente la frase che aveva detto una volta Hannah Arendt a proposito di Auden, il poeta: “La vita ha reso palesi sul suo viso le invisibili furie del cuore”.Questa è la storia di Cyril Avery, anima bella venuta al mondo nella profonda Irlanda cattolica del 1945 e fin da subito alla ricerca di un posto nel quale potersi sentire a casa. Dopo la nascita, la madre sedicenne lo aveva consegnato a una monaca redentorista perché si occupasse della sua adozione, e Cyril era finito a vivere in una casa ricca, sotto la tutela di due genitori eccentrici, non esattamente affettuosi: cresceva così un bambino alla deriva, ancorato al mondo solo grazie all’amicizia con Julian Woodbead, passione infantile, primo e decisivo innesco che gli avrebbe fatto intuire l’uomo che era destinato a essere. Diventato adulto, in una ricerca ininterrotta della propria identità, Cyril viaggerà tra l’America e l’Europa incrociando le grandi paure collettive che hanno contrassegnato il Novecento, la cupa violenza dell’Ira, il dolore inaffrontabile dell’Aids. Boyne sceglie di raccontare questa piccola odissea usando la forza consolante e corrosiva dell’ironia, consegnandoci il ritratto commovente di un uomo in lotta. E suggerendoci che, se c’è una guerra da combattere, l’arma vincente è sempre il disincanto.






domenica 11 marzo 2018

Recensione "Il bambino con il pigiama a righe" di John Boyne e Oliver Jeffers

Hello bookspediani, oggi vi parlo de "Il bambino con il pigiama a righe" di John Boyne e Oliver Jeffers



Titolo: Il bambino con il pigiama a righe
AutoreJohn Boyne e Oliver Jeffers
Editore: Rizzoli
Genere: Narrativa
Data di uscita: 30 Novembre 2017


Berlino, 1942. Il piccolo Bruno, di ritorno da scuola, trova un giorno ad accoglierlo un'inaspettata notizia: il papà ha ricevuto una promozione, e presto lui e il resto della famiglia dovranno trasferirsi molto, molto lontano. La nuova casa si rivela un luogo desolato, dove non c'è niente da fare, e nessuno con cui giocare. Solo un'alta recinzione, lunga fin dove lo sguardo si spinge, a separare Bruno dalle strane persone che lui intravede in lontananza. Ma è proprio esplorando questo confine che Bruno incontra Shmuel, un ragazzino più o meno della sua età, la cui vita è però molto diversa dalla sua... Il romanzo di John Boyne torna in una nuova, struggente edizione grazie alle illustrazioni di Oliver Jeflfers.

IL MIO VOTO





Bruno è un bambino di otto anni che vive con la madre, la sorella e il padre, un ufficiale dell'esercito fedele a Hitler, a Berlino, durante il periodo della seconda guerra mondiale.
Bruno non va troppo d'accordo con la sorella Gretel ma per fortuna ha i suoi amici con cui giocare e trascorrere le giornate dopo la scuola.
Un giorno però trova Maria, la loro domestica, ad accoglierlo con una brutta notizia: la famiglia infatti si trasferirà lontano da Berlino poichè il padre è stato promosso e ha avuto un incarico più importante.
Vani sono i tentativi di Bruno di chiedere ai genitori di restare, la decisione ormai è presa e quindi non gli resta che accettare la decisione dei genitori e trasferirsi.


La nuova casa si trova molto più lontano dalla città, quasi completamente isolata se non per un campo lì accanto che Bruno vede dalla sua finestra e che pensa sia una fattoria.
Il nuovo incarico del padre comporta molta più responsabilità, per questo ci sono molti militari presenti in casa e non avendo nessun amico con cui giocare, Bruno si sente molto solo e per questo inizia ad esplorare i dintorni della sua nuova abitazione.
Durante una delle sue perlustrazioni Bruno trova un passaggio che lo conduce in questa fattoria misteriosa, che altri non è che un campo di concentramento, di cui il bambino ignora il significato.
Sa solo che stanno sempre in pigiama.
In questo campo tuttavia fa la conoscenza di Shmuel, un bambino ebreo che si trova nel campo a lavorare.
Felice di aver trovato finalmente un amico, Bruno torna spesso a trovarlo, incurante della verità e del pericolo che corre.


In un modo o nell'altro penso tutti noi abbiamo sentito parlare de "Il bambino con il pigiama a righe" sia nella sua versione su carta, sia sul grande schermo e in qualche modo ne siamo stati tutti toccati.
Ora, a dieci anni dopo dalla sua prima pubblicazione, l'autore ha collaborato con l'illustratore Oliver Jeffers in modo da offrire anche disegni in grado di arrivare anche ai lettori più giovani, poichè sono convinta che questa lettura sia destinata veramente a tutti.
Nonostante l'autore abbia romanzato la verità e quindi aggiunto fatti non del tutto reali alla sua storia, questo non toglie che Il bambino con il pigiama a righe sia l'ennesima testimonianza delle atrocità che i tedeschi hanno fatto subire a tutti gli ebrei durante la seconda guerra mondiale e dimostra che nemmeno i bambini hanno avuto scampo da questa crudeltà.



Con uno stile semplice e pulito John Boyne racconta la storia di due bambini che si sentono soli e che, nella loro ingenuità, sanno essere superiori agli adulti e sanno andare oltre le apparenze.
Bruno e Shmuel sono diversi solo perchè è la società a dirlo, ma quello che davvero gli distanzia è il destino che ha scelto per loro in quale famiglia farli nascere.
Bruno ha avuto la fortuna di nascere in una famiglia benestante, in grado di dargli cibo in abbondanza e di renderlo libero e protetto dal terrore di Hitler.
Shmuel invece non è stato altrettanto baciato dalla fortuna e per questo è stato portato in un campo di concentramento, dove è costretto a lavorare ogni giorno e dove viene a malapena nutrito.
Bruno, così desideroso di avere un amico, si avvicina al bambino e cerca di aiutarlo come può, portandogli del cibo e giocando con lui, addirittura vestendosi come lui.


Ed ecco che Bruno è un testimone di coraggio, l'unico che sia con i domestici di casa sua, sia con quelli che incontra, riesce ad andare oltre le apparenze e ad accettare la diversità di queste persone, anche se a caro prezzo.
Sebbene sia solo una storia romanzata, l'autore riesce a toccare tutte le corde del lettore e ancora una volta mette in evidenza uno dei periodi storici più terribili che il nostro mondo abbia mai conosciuto, per farcelo ricordare e mai dimenticare, affinchè si possa essere in grado di non ripetere mai più azioni così crudeli.