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lunedì 15 maggio 2023

Recensione "Il canto di Medusa" di Claire Heywood


    


Titolo: Il canto di Medusa
Autore Claire Heywood
Editore: Newton Compton
Genere: Retelling
 Data di uscita:  2 Maggio 2023


Danae è fuggita a causa di una profezia: il figlio che porta in grembo provocherà un giorno la morte del padre, il re di Argo. Sola, incinta e lontana da casa, la principessa dovrà imparare a vivere in un modesto villaggio di pescatori, costruendo una nuova vita per il figlio che porta in grembo, Perseo. Medusa, reclusa nelle profondità dei boschi insieme a un gruppo di donne note come Gorgoni, da sempre evita ogni contatto con il mondo esterno. Ma la sua solitudine è destinata a terminare il giorno in cui incontra nella foresta un uomo ferito: Perseo. Quando una tempesta di sabbia minaccia di distruggere il suo popolo, una tribù nomade del deserto, Andromeda sa che gli dèi esigono un sacrificio per placare la loro ira. È pronta a tutto, ma a scombinare i suoi piani arriva il giovane Perseo. La leggenda del grande eroe è una stella in ascesa nel firmamento, ma ci sono ombre che si nascondono dietro la sua abbagliante fama. Ossessionato dalla conquista della gloria, il viaggio di Perseo porterà violenza e distruzione nella vita di tre donne.


IL MIO VOTO


Danae, Medusa e Andromeda sono tre donne completamente diverse tra loro eppure unite per via di un solo uomo, Perseo.
Danae è la madre di Perseo, una principessa la cui vita cambia quando gli oracoli hanno una visione che riguarda in modo particolare il figlio che avrà, un pericolo per il re e il padre della ragazza ed è per questo che l’uomo fa di tutto per non permetterle di avere un figlio, ma quando l’inevitabile accade, Danae viene abbandonata al suo destino e incredibilmente lei e quel figlio sopravvivono, lei che cresce Perseo con amore e senza mai stare troppo lontano da lui e che è costretta ad allontanarlo da lei per farlo diventare uomo.
Perseo soffrirà tantissimo per questa scelta, la sua spasmodica ricerca per diventare uomo lo porterà da Medusa, una donna senza colpa se non quella di voler aiutare Perseo per cui ne pagherà le conseguenze perchè dirà la cosa sbagliata che segnerà il suo destino e permetterà a Perseo di innalzarsi ancora di più, cercando di essere a tutti i costi quell'eroe che pensa di essere, di dimostrare di essere uomo in qualche modo. 
E poi nel cammino del ragazzo ci sarà Andromeda, anche la sua vita dopo Perseo non sarà più la stessa, una ragazza che ha scelto di offrirsi per rimediare all'offesa subita dagli dei che viene vista da Perseo e convinto che sia in pericolo la salva, cambiandole la vita perchè la sradica da quella che è sempre stata la sua casa.
Tre donne quindi legate da Perseo, un ragazzo che voleva essere un uomo e ha finito per essere non un eroe, ma un mostro.




La storia è chiaramente divisa in quattro parti e nella prima abbiamo Danae e la sua vicenda, il suo essere rinchiusa dal padre e il suo inevitabile destino che si compie, dando alla luce Perseo e riuscendo a farsi una vita lontano dal suo regno, anche se Perseo soffrirà a stare sempre attaccato a lei perchè deriso da tutti per non essere abbastanza uomo, per poi arrabbiarsi ancora di più quando viene a sapere delle sue origini e vuole a tutti i costi avere la gloria.
La seconda parte è quella più breve e riguarda Medua, la terza ci racconta di Andromeda, una ragazza che aveva una vita che amava e che viene completamente sconvolta a causa di Perseo e la sua voglia di dimostrare di essere un eroe,anche se in realtà dimostra solo con le sue azioni di essere un mostro della peggior specie.
E il tutto è un cerchio che si chiude perché la storia inizia con Danae e termina proprio con lei, lei che ha dato vita ad un figlio con tanto amore e che questo ragazzo è si diventato un uomo, ma un uomo che per raggiungere la gloria che tanto brama ha segnato per sempre il destino di tre donne.
Avevo già letto un romanzo di questa autrice ed è stato un piacere ritrovarla, soprattutto ho amato come si parli tanto di Perseo ma come in questo caso la Heywood abbia voluto dare voce a quelle donne la cui vita è cambiata totalmente per mano sua.
Gli amanti dei retelling mitologici non possono assolutamente farsi sfuggire questa storia!

giovedì 27 ottobre 2022

Recensione "Dorothy deve morire" di Danielle Paige

  


Titolo: Dorothy deve morire
Autore:  Danielle Paige
Editore: Harper Collins Italia
Genere: Retelling
Data di uscita: 18 Ottobre 2022


"Non ho chiesto nulla di tutto ciò. Non ho mai voluto diventare un'eroina. Ma quando la tua vita viene spazzata via da un tornado – che porta via anche te – non hai altra scelta che adattarti, giusto? Certo, ho letto i libri, ho visto i film, conosco la canzone sull'arcobaleno. Ma non mi sarei mai aspettata che il paese di Oz fosse così: un posto in cui non ci si può fidare delle streghe buone e dove quelle cattive potrebbero rivelarsi buone. Un posto dove persino la strada di mattoni gialli si sta sgretolando. Cos'è successo?".

IL MIO VOTO


Amy Gumm è una ragazza che vive in Kansas con la madre, una donna che non bada troppo a lei e nella sua vita non c’è un padre, per cui il suo futuro è tutt’altro che roseo. Anche a scuola la sua vita non è il massimo, spesso viene presa in giro e le poche volte che si ribella finsice nei guai. Quando viene annunciato l’arrivo di un tornado la ragazza non si preoccupa troppo, nulla può andare peggio di così. E invece tutto è possibile: un tornado la investe in pieno ma non la uccide, la porta ad Oz ma non è certamente il mondo che tutti ricordano, è un mondo per diverso è molto più pericoloso, un mondo dove i cattivi potrebbero essere buoni e dei buoni c’è assolutamente da diffidare. E la colpa di chi è? Di Dorothy, quella ragazza tanto carina e buona che ha avuto del potere e quel potere l’ha cambiata, cambiando lo stesso Oz con lei perché ora lei ha il potere e solo Amy può salvare la situazione, qualcosa che non aveva chiesto perché è ben lontana dall’essere un’eroina ma che dovrà fare per il bene di tutti. Amy è un personaggio che è impossibile non amare: quella ragazza dai capelli rosa che voleva solo avere una vita diversa, magari una madre che tenesse più a lei e degni amici, e che si ritrova in un mondo che ha bisogno di lei ma riportare Oz al suo passato occorre tanti sacrifici, non solo fidarsi delle persone giuste, che non è affatto semplice e non solo cambiare perchè Amy dovrà allenarsi duramente per essere all'altezza della situazione, ma anche essere in grado di togliere una vita che all'apparenza sembra semplice perchè Dorothy ora è pericolosa, ma di fatto si tratta sempre di uccidere qualcuno.


Ho segnato questo libro da leggere dal 2015 e durante la lettura ho tenuto assolutamente conto della cosa: del fatto che sia un libro uscito nel 2014 e quindi ci possano essefre degli elementi non perfetti, ma è una storia che veramente è impossibiel da non leggere tutta d'un fiato. Ho amato Amy come protagonista, è una ragazza che arriva ad Oz forse spinta dalla voglia di essere indispensabile per qualcuno e il suo arrivo ovviamente sconvolge Dorothy così come tanti altri personaggi, che forse hanno bisogno della sua visione di buono e cattivo per cambiare le cose perchè ormai questa linea è più confusa che mai. Proprio l'idea di far passare chi è sempre stato buono dalla parte dei cattivi e quindi Dorothy, così come tutti i suoi amici e la stessa Glinda, non può che trasformare quindi i cattivi in buoni, personaggi che vogliono uccidere Dorothy ma per aiutare Oz ed Amy si ritrova proprio legata a queste persone che non le rivelano in toto i loro piani, semplicemente l'addestrano per essere pronta alla sua missione. Ho amato questa Oz così diversa, questi personaggi così ambigui tanto da non capire davvero di chi fidarsi effettivamente, ho amato anche la storia in chiave dark perchè l'autrice non risparmia davvero nulla e a fine libro odiare Dorothy è facilissimo, così come riconoscere molto presto che anche Amy è pronta a fare determinate cose, per salvare quel mondo che ora le sta a cuore.
Dorothy deve morire è una lettura super originale che a volte fa male, a volte confonde il lettore ma si lascia legger in un attimo e soprattutto chiede a grand voce ora il suo continuo per sapere come procederà la missione di Amy,che è ancora molto lunga.

martedì 12 luglio 2022

Review "La sirena di Black Conch" di Monique Roffey

 



 Titolo: La sirena di Black Conch

Autore: Monique Roffey
Editore: Marsilio
Genere: Retelling
Data di uscita: 14 Giugno 2022



Sono secoli che Aycayia nuota nelle acque dei Caraibi, al largo dell’isola immaginaria di Black Conch. Tantissimi anni fa era una donna giovane, la più bella del suo villaggio, che la maledizione delle mogli gelose aveva trasformato in una creatura marina, intrappolandola nel corpo di un pesce. Perché Aycayia non era solo bella, era anche sensuale, sprigionava un’energia erotica che risvegliava inquietudine e faceva paura. Per questo era stata punita. Da qualche tempo, alba dopo alba, il suo corpo di sirena emerge dal mare, attratto dalla melodia intonata da un pescatore solitario. Un giorno, mentre crede di avvicinarsi alla barca che conosce, Aycayia si ritrova preda di uomini senza scrupoli, che la catturano e la trascinano a terra come un trofeo. Sarà David, il pescatore dalla bella voce, a liberarla, e le sue cure e il suo amore la spoglieranno di pinne e squame, rimutandola in donna. Tra i loro due mondi, così infinitamente distanti, comincerà a vibrare un sentimento di fiducia, che diventerà indifeso abbandono, fino all’esplosione della passione, delicata e primitiva insieme. Ma non tutte le trasformazioni sono per sempre e, si sa, la gelosia – come l’amore – può avere la forza di un uragano. Un racconto che si snoda con la purezza delle favole, una fiaba moderna e dolceamara che intreccia con ironia gli ingredienti del mito al pungente realismo del quotidiano.



IL MIO VOTO

La storia si svolge a Black Conch, un'isola in cui tutti pensano ai propri interessi e ai propri scopi, in particolare un gruppo di marinai in barca che solca il mare nella speranza di trovare qualcosa da pescare. Nelle acque di questa isola c'è Aycayia, una donna che è stata maledetta tanto tempo fa e che ora è una sirena, mezza donna e mezzo pesce che nuota in queste acque senza però mai avvicinarsi troppo alle persone, coloro che di fatto sono state la sua rovina. Un giorno però viene attirata dal canto di una delle persone a bordo della barca e avvicinandosi troppo, diventa preda di uomini che come si accorgono di avere una sirena tra le mani, non possono fare altro che prenderla in giro o pensare a come venderla per ricavarci qualcosa, insomma ancora una volta Aycayia deve pagare per l'imperfezione degli uomini. Sarà proprio David, quell'uomo il cui canto l'ha attirata troppo vicino, a liberarla e a prendersi cura di lei, portandola a casa sua per curarla e per farle capire che non c'è niente di male in lei, non è un fenomeno da baraccone ma una donna che a poco a poco, grazie alle cure di David, inizia ad avere nuovamente sembianze umane. David dal canto suo si era innamorato di Aycayia molto prima della sua trasformazione in donna, ha semplicemente visto qualcuno in difficoltà e l'ha aiutata, curandola senza mai pretendere nulla da lei. Ma David e Aycayia appartengono a due mondi completamente diversi, il loro amore è forte, ma sarà così forte da sconfiggere tutto e tutti? Ovviamente non sta a me dirlo, io posso dirvi che ho provato solo tanta compassione per Aycayia, una donna che ha pagato tanto per l'invidia degli altri e tanta stima per David che non ha visto nella sirena qualcosa da sfruttara, ma una semplice donna in difficoltà e bisognosa di un aiuto che non ha esitato a darle.


Quando nella trama appare una sirena, io non so assolutamente resistere a quel tipo di storia e devo dirvi che questa lettura non è stata affatto come mi aspettavo, ma mi ha sorpresa in positivo e questo significa tanto per una che legge molto e che quindi si fa una certa idea della storia dalla trama. L'autrice ci vuole parlare certamente di una storia quasi impossibile tra una sirena e un essere umano, a mo di richiamo della favola che tutti conosciamo, ma questa storia è molto molto altro. In primis veniamo a conoscenza a poco a poco della storia di Aycayia ma sappiamo che è diventata una sirena a causa della gelosia di tante altre donne e a pagare lo scotto di uomini che non sapevano resisterle è stata lei, non gli uomini in grado di non controllarsi ovviamente, così come la vediamo come sirena essere presa per qualcosa di valore e anche un esperimento quasi da analizzare toccandole la coda e quanto altro, mostrando zero rispetto. Ma ci mostra anche come, in questo mondo, sia ancora possibile trovare un pizzico di bontà e lo vediamo in David che è un personaggio impossibile da non amare perchè fin dal primo momento aiuta Aycayia e non la tratta mai male, è paziente con lei e la vede come un essere umano, si innamora di lei per quello che rappresenta e per come lo fa sentire, non per quella che è. Insomma l'autrice cerca di farci vedere sia la parte più brutta del mondo che quella più bella, creando una storia originale e per nulla scontata. David del resto è il narratore di questa storia e quindi è attraverso la sua voce che conosciamo Aycayia, ma è attraverso una penna molto scorrevole e molto malinconica dell'autrice che veniamo trasportati in questa storia e non riusciamo a separarcene fino alla fine, una conclusione che decisamente dolce amara ma in perfetta linea con la lettura.
La sirena di Black Conch è quindi una lettura diversa dalle solite, estremamente originale, malinconica e piena di tanti insegnamenti e tematiche ancora fin troppo attuali che sono certa amerete.

domenica 7 marzo 2021

Bookish Corner "Romanov" di Nadine Brandes

 

Buon salve bookspediani.
Io e Sabry siamo pronte a presentarvi una nuova recensione di un nuovo titolo in inglese che abbiamo letto, ossia "Romanov" di Nadine Brandes!

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Titolo: Romanov
Autore: Nadine Brandes 
Editore: Thomas Nelson
Genere: Fantasy
Data di uscita: 7 Maggio 2019



I libri di storia dicono che sono morta.
Ma loro non sanno la metà della storia.

Anastasia "Nastya" Romanov ha una sola missione: mettere al sicuro un antico incantesimo mentre andrà in esilio in Siberia. Potrebbe essere l'unica possibilità di salvare la sua famiglia.
Ma il capo dell'esercito dei Bolscevichi gli da la caccia e non è la prima volta che insegue un Romanov.

Le uniche possibilità di sopravvivenza di Nastya sono o di liberare l'incantesimo e pagarne poi le conseguenze, o chiedere aiuto a Zash, l'unico soldato che non sembra simpatizzare per i bolscevichi.
Nastya non ha mai usato la magia ma non la spaventa così tanto quanto i sentimenti per Zash. Lui le piace e pensa che anche lei possa piacergli, almeno fino a quando non lo vede nella squadra del nemico.



IL MIO VOTO


Nastya è la protagonista di questa storia, la famosa Anastasia Romanov, quella ragazza che da Gran Duchessa e da persona abituata a vivere in un palazzo con tutti i possibili agi, si è ritrovata ad essere un nemico del suo stesso popolo. Allontanata da palazzo e successivamente dalla sua stessa casa, ben presto lei e la sua famiglia sono stati trasferiti a Ekaterinburg, il luogo che sappiamo essere l'ultimo che vedranno prima della loro morte. In questo luogo Nastya viene trattata non certamente come una duchessa, ma ben lontano anche da essere una persona, come se fosse un nemico da distruggere il prima possibile. A differenza di tanti altri membri della sua famiglia, Nastya è l'unica che non si perde mai d'animo, una delle poche che cerca in tutti i modi di restare positiva in particolare grazie alle parole del padre, che le affidano un compito davvero importante perchè con la sua magia potrebbe riuscire a ribaltare il loro destino, anche se sarà qualcosa che dovrà usare solo in caso di estrema necessità. Nastya quindi è una duchessa e anche qualcuno in grado di praticare la magia, ma è anche una ragazza il cui cuore inizia ben presto a battere per Zash, un soldato che al principio la tratta con indifferenza ma che poi riesce a vedere la sua vera natura. Abbiamo quindi modo, attraverso questo romanzo, di vedere Anastasia con nuovi occhi, come una ragazza spaventata ma sempre pronta a trovare il lato positivo, pronta a non inchinarsi davanti agli altri non perchè viziata ma perchè pretende di essere ancora una persona, una Nastya coraggiosa sotto ogni punto di vista, pronta a proteggere la sua famiglia ma anche in grado di perdonare chi non dovrebbe, una protagonista che spesso passa il tempo in mezzo ai suoi tanti, troppi pensieri, ma che si rivela una vera forza della natura.


Fin da quando ho visto per la prima volta il film di animazione dedicato ad Anastasia Romanov mi sono innamorata di questo personaggio e da quel momento ho sempre cercato di leggere qualsiasi cosa riguardante la sua storia e quando mi sono trovata tra le mani la storia di Nastya in chiave fantasy, non ho saputo assolutamente resistere. L'autrice infatti in questo romanzo unisce la storia con la magia, presentandoci una Nastya in grado di poterla usare sotto la guida del padre, solo nel momento giusto. 
L'autrice quindi ci fa capire che la presenza di Rasputin a corte è sempre stata dettata dal desiderio di far imparare a Nastya ad usare la magia, qualcosa che potrebbe salvare il fratello minore gravemente malato ma allo stesso tempo potrebbe salvare la sua famiglia che è tenuta prigioniera a Ekaterinburg, dove è in attesa di sapere se riuscirà ad essere salvata da chi gli è ancora leale oppure se questa per loro sarà la fine. Buona parte quindi del romanzo si focalizza proprio su questi momenti, sulla prigionia dei Romanov e sui loro vari tentativi di restare una famiglia, di restare umani anche se continuamente trattati come traditori, come delle nullità, senza che nessuno quindi consideri che sono di fatto persone. 
E' stato davvero straziante ripercorrere quei momenti con Nastya, la vera protagonista, che mentre è determinata a proteggere la sua famiglia e a salvarla, deve continuamente guardarsi le spalle e approfittare di ogni occasione per ritrovare quello che la farà accedere alla magia, così come non può che iniziare a provare dei sentimenti per un soldato che al principio la tratta come tutti gli altri, ma che poi inizia ad accordarle il beneficio del dubbio e quindi a considerarla finalmente una persona. 


In mezzo quindi alla storia e alla magia c'è anche una piccola componente romance, forse sviluppata un po' troppo veloce, ma che devo dire di avere apprezzato. E proprio a proposito di questo tantissimi sono i temi trattati, come il concedere la fiducia ad una persona di cui è impossibile fidarsi, l'unione di una famiglia che cerca in tutti i modi di salvarsi o quanto meno di restare forte, insieme, ma soprattutto quello che emerge più forte di tutti è il tema del perdono, che capirete leggendo il romanzo, ma che a mio avviso è stata una tematica non faciel da affrontare e sviluppare e devo dire che permette anche di riflettere perchè non so come io mi sarei comportata, ma questa storia è caratterizzata da momenti oscuri, da azioni imperdonabili, e questo tema non è così da sottovalutare. Ho apprezzato anche la componente magica, che non viene spiegata davvero in modo approfondito, ma che permette in qualche modo di avere un minimo lieto fine a questa storia che sappiamo già non ne ha, è un modo per riscrivere la storia e per questo mi è piaciuto, anche se mi sarebbe piaciuto che avesse un ruolo un poco più ampio e una maggiore spiegazione su come effettivamente funziona, visto che Nastya non sempre può ricorrere a questo potere perchè le servono dei giusti strumenti.


Quando ho letto la trama di Romanov, devo dire che mi aspettavo una storia completamente diversa da quella che mi sono trovata davanti, una storia che desse già per spacciata la famiglia Romanov e in cui fosse solo Nastya ad essere sopravvissuta e successivamente in fuga per la sua salvezza, mentre invece mi sono ritrovata a ripercorrere insieme ai Romanov i loro ultimi mesi di vita e sebbene devo dire di aver già letto altri testi a riguardo, così come documenti proprio storici perchè ne sono una grande appassionata, ha fatto male lo stesso tornare a quei momenti. 
E' Nastya stessa quindi la narratrice della storia, l'unica della famiglia ad essere dotata di magia e quindi sotto consiglio del padre l'unica che, all'occorrenza, potrebbe cambiare il loro destino. La ragazza per cui sente un grande peso addosso, così come una forte rabbia verso quegli uomini che sono i suoi carcerieri di fatto, anche se in mezzo a queste persone riesce a trovare anche l'amore.
La maggior parte della storia quindi si basa proprio su quello che è accaduto (anche se non totalmente in modo fedele) ai Romanov ad Ekaterinburg, mentre invece sono le ultime cento pagine ad essere puramente frutto della fantasia dell'autrice e anche quello che più mi hanno sorpreso, sebbene abbia amato anche la prima parte della storia perchè sono una grande appassionata dei Romanov.
Nadine Brandes riesce quindi a dare vita ad una storia che intreccia fatti realmente accaduti con elementi fantasy, dando vita ad un retelling davvero semplice da leggere sia perchè chi ama questa famiglia non può lasciarselo scappare sia perchè lo stile dell'autrice è molto semplice e scorrevole, per cui anche il lessico usato è molto facile da comprendere e la storia si divora in un solo pomeriggio. Personalmente sono un po' di parte quando si parla dei Romanov, per cui non posso che consigliarvi questa lettura se siete interessati a questa famiglia, ovviamente non è una storia perfetta, ci sono degli elementi che mi hanno fatto storcere il naso, ma resta comunque una lettura che io consiglio assolutamente.


LA RECENSIONE DI SABRINA

La storia dei Romanov mi ha sempre affascinata e sono stata molto contenta della scelta di Sara del primo libro per questa nuova edizione della challenge, che unisce stralci di quello che storicamente è successo alla famosa famiglia reale con un possibile finale alternativo colorato dall'amore e da un arcobaleno di magie.
La protagonista è Nastya, la famosa Anastasia, che dopo le sommosse da parte dei bolscevichi si ritrova a viaggiare in esilio verso Ekaterinburg con suo fratello Alexei e sua sorella Olga per raggiungere il padre, la madre e la sorella Maria in una casa costantemente sorvegliata in Siberia, la zona più aspra e selvaggia della Russia. In questo libro la realtà viene arricchita da una nota magica, infatti Nastya vorrebbe diventare una Maestra di incantesimi ma per ora è solo capace di lanciare semplici incantesimi di guarigione per la malattia del fratello Alexei, il prossimo discendente di una stirpe di Tsar che ha sempre regnato su quel vasto territorio e che ora sembra solo un debole ricordo. Il padre le ha lasciato una Matryoshka che contiene degli incantesimi che potrebbero metterli tutti in salvo, ma lei non sa come aprirla e non ha la preparazione sufficiente per lanciare magie così potenti.
Durante il loro esilio in Siberia, la famiglia felice di essere riunita deve resistere ad una quotidianità simile a quella della vita in carcere e anche se Nastya impara a capire che non tutti i loro carnefici sono spietati e guidati dalla rabbia, primo su tutti Zash, scopre quanto sia difficile il perdono e accettare la verità. Il suo è un personaggio che non riesce a sottostare alle ingiustizie ma che apre gli occhi su una realtà al di fuori del conforto di quei palazzi lussuosi e comodi nei quali è nata e cresciuta. Anche se rimugina troppo sui suoi pensieri ho amato il suo attaccamento alla famiglia forse perchè lo condivido, nessun legame è più forte e se viene agevolato da un pizzico di magia diventa davvero indistruttibile, il suo attaccamento con Zash invece l'ho trovato un po' troppo veloce e un pelino scontato però devo ammettere che mi ha sorpreso proprio durante l'inaspettata esecuzione.
Seppure la trama mi ha colpito per quanto riguarda la storia dei Romanov, la parte romantica non mi ha lasciato molto, le nuove possibilità che vengono offerte a Nastya dalla magia e dalla sua propensione a praticare incantesimi invece sono affascinanti e mi hanno dato nuova speranza e spinta per andare avanti con la lettura. Molto rimarcato è il tema del perdono e devo dire che mi ha fatto riflettere e ancora adesso non so cosa farei se fossi nei panni della protagonista, ho pensato a come perdonare possa essere immensamente difficile anche se nella nostra mente lo consideriamo un gesto molto normale e giustamente etico da compiere, quando in gioco ci sono gli affetti non è sempre facile rimanere razionali e giusti. Quest'ultimo è forse l'aspetto che ho gradito di piu del libro insieme al fattore storico, il libro è per chi ama i fantasy ed è affascinato dalla storia dei Romanov, per chi ha voglia di una lettura leggera che nella sua semplicità offre spunti interessanti sui quali soffermarsi, particolare raro in storie di questo tipo.


Che ne pensate?


venerdì 5 febbraio 2021

Review "Il canto di Calliope" di Natalie Haynes

 Bookspediani eccomi pronta a parlarvi di  "Il canto di Calliope" di Natalie Haynes.



Titolo: Il canto di Calliope
Autore: Natalie Haynes
Editore: Sonzogno
Genere: Retelling
Data di uscita: 21 Gennaio 2021



Una donna sola corre nella notte, intorno a lei la sua città che brucia. Fuori dalle mura, la regina e altre sventurate attendono un destino che verrà deciso dai vincitori. È la caduta di Troia. Dieci interminabili anni di guerra sono giunti alla tragica conclusione, mentre le avventure dei protagonisti andranno a ispirare, nei secoli a venire, le opere di artisti e scrittori. «Cantami o Musa» invoca il sommo poeta Omero, che ha raccontato le gesta degli eroi. Ma Calliope, musa della poesia epica, questa volta è meno accomodante: è convinta che non tutto sia stato narrato, che qualcosa di fondamentale, legato alle figure femminili, manchi ancora per completare l’affresco. Se il bardo vuole che lei canti, allora lei canterà insieme a tutte le donne coinvolte nella grande tragedia. Dando voce a ciascuna di loro, Calliope prende in mano la storia e ce la racconta da una nuova prospettiva. Ecco Andromaca, Cassandra, Pentesilea, Clitennestra, che vengono alla ribalta, con i loro pensieri, con i complicati risvolti psicologici delle loro scelte, con la sete di vendetta, la solitudine, la dignità di fronte alla morte. E poi tutte le altre, da Penelope a Briseide, da Creusa a Ifigenia, dalle troiane che, vinte, saranno rese schiave, alle greche che attendono il rientro dei loro uomini, senza dimenticare le capricciose divinità che governano le sorti dei mortali. Attingendo alle fonti antiche, anche le meno note, Natalie Haynes rivisita una delle più grandi narrazioni di tutti i tempi, facendoci palpitare di commozione accanto alle leggendarie eroine, e trasmettendoci il sentimento vivo di come la guerra di Troia e la sua epopea appartengano alle donne non meno che agli uomini.

IL MIO VOTO


Il canto di Calliope non è un romanzo che racchiude una sola protagonista, come si potrebbe pensare dal titolo, è infatti la musa della poesia epica a metterlo subito in chiaro che, sebbene Omero voglia che lei canti le gesta della Guerra di Troia, lei sarà pronta a farlo ma darà voce a tutte quelle protagoniste di questi dieci anni di guerra che sono rimaste nell'ombra, quelle donne che non sono scese in prima linea per lottare e quindi non sono delle guerriere, ma meritano di essere nominate perchè anche loro sono delle eroine che hanno sopportato tanto come la lontananza dei loro mariti da casa, senza sapere se mai questi avrebbero fatto ritorno, e ancora la morte di una persona cara o di un figlio, tutte in qualche modo sono state segnate da questa guerra e non ricordarle equivale a toglier loro quella gloria che meritano e che è giusto che abbiano per tutto quello che hanno sopportato. 
Per esempio Penelope, la moglie di Odisseo, la quale ancora attende suo marito senza sapere se e quando tornerà e continuare a sperare in qualche notizia, a sperare che le profezie si sbaglino.
Ma anche la stessa Elena, quella da tutti designata come la colpevole di questa guerra, la quale per una volta ci viene presentata come una persona completamente diversa, una ragazza che ha lasciato il marito e la figlia senza voltarsi indietro incapace di resistere a Paride, quella donna che viene additata da tutti come una poco di buono, quando in verità lo stesso Patroclo era sposato, ma nessuno ne ha mai fatto parola perchè lui ha provato a prendere quello che voleva ed è stata Elena a cedere. Tantissime sono le storie non dette che si trovano in questo libro, alcune colpiscono al cuore più di altre, ma è innegabile che sono tutte storie che devono essere ascoltate e tenute bene a mente. Non è quindi Calliope la protagoniste, è il suo canto per tutte le donne che hanno combattuto, a modo loro, questa guerra e meritano di essere ricordate perchè anche loro, come gli uomini, sono eroine.


Qual è la definizione esatta di eroe? Quali caratteristiche bisogna avere per essere definito tale? Quando si parla di grandi gesta, di aver vinto una guerra o di aver conquistato che sia un luogo o che sia il potere, si pensa istantaneamente all'uomo. Durante i dieci anni della Guerra di Troia abbiamo visto tantissimi uomini essere suoi protagonisti a partire da Achille, colui che pensava di essere quasi immortale, passando per Ettore fino ad arrivare ad Omero, tutti hanno giocato una parte importante in questa guerra e forse solo una donna viene nominata, Elena di Troia, non per attribuirle qualche merito ma semplicemente per essere additata come colpevole di tutto. Nessuno tuttavia si ferma a pensare che, sebbene le donne non abbiano combattuto in prima linea, sebbene non avessero armi per sconfiggere il nemico, anche solo restare a casa per loro ha significato vivere una guerra perchè hanno perso uomini, figli, genitori, amici, soffrendo senza mai però piegarsi. Anche questo significa essere un eroe, combattere per dare forza agli altri, non crollare sotto il peso del dolore e attraverso questo romanzo l'autrice lo mette finalmente in mostra. Per troppo tempo si sono celebrate le gesta degli uomini, ora è venuto il momento di rendere giustizia anche alle donne e questo non riflette solo il passato ma anche la società di oggi, dove sembra che ci sia uguaglianza, quando in verità non troppo è cambiato, è sempre la voce dell'uomo ad essere più forte di quella della donna e dunque il romanzo di Natalie Haynes funge anche da speranza perchè se è possibile rendere giustizia al passato, forse si può fare qualcosa anche per il nostro presente.


Personalmente a scuola ho sempre odiato studiare i componimenti epici, era più un lavoro di retorica e parafrasi piuttosto che uno scoprire davvero quello che accadde e quindi mi sono spesso allontanata da questo mondo, almeno fino a quando grazie alla lettura ho scoperto Circe e il bellissimo lavoro fatto dall'autrice, la quale ha reso un personaggio mitologico una persona di fatto umana e con cui ci si poteva riconoscere in quanto lettore. Quando ho visto l'uscita di questo nuovo romanzo non ho esitato ad accettare di leggerlo perchè ero troppo curiosa e devo dire di essere rimasta sorpresa, in positivo, da quello che ho trovato al suo interno. Natalie Haynes infatti attraverso Calliope cerca di dare voce a tutte le donne che non hanno avuto modo di dire la loro perchè non considerate all'altezza delle gesta degli uomini. La Haynes ovviamente cerca di restare il più fedele possibile alla storia ed è infatti tramite più e più ricerche che riesce a scoprire più dettagli di loro per poterli poi riferire al lettore. Una cosa che mi è rimasta molto impressa alla fine del romanzo è proprio una considerazione dell'autrice, ossia che le donne non sono state inserite perchè non hanno combattuto la guerra ( o meglio non l'hanno fatto direttamente, ma anche stare a casa e affrontare dolori e perdite era sempre una guerra) eppure ci ricorda che Achille si è tenuto lontano dalla guerra per parechio tempo, solo alla fine si è unito ad essa e viene comunque dipinto come un eroe, per cui la Haynes con uno stile semplice ma allo stesso tempo poetico ed evocativo, fa quello che è giusto: restituisce a tantissime grandi protagoniste la propria voce ed è questo ad incantare di più il lettore. Il canto di Calliope è una bellissima lettura adatta agli amanti dell'epica, ma anche a chi la vuole scoprire per la prima volta sotto una veste completamente diversa, quella giusta poichè mette a parimerito uomini e donne, tutti gli eroi che hanno contribuito a caratterizzare la famosa Guerra di Troia.



Non perdetevi le altre recensioni




sabato 2 gennaio 2021

Bookish Corner "To Kill a Kingdom" di Alexandra Christo

Buon salve bookspediani.
Io e Sabry siamo pronte ad iniziare l'anno con la recesione di un nuovo inedito che abbiamo letto insieme ossia "To Kill a Kingdom" di Alexandra Christo.


Titolo: To Kill A Kingdom
Autore: Alexandra Christo
Editore: Feiwell & Friends
Genere: Fantasy
Data di uscita: 6 Marzo 2018


La principessa Lira è una sirena reale, la più letale tra tutte. Con una collezione di diciassette cuori di principi, è la più temuta in tutti i mari. Fino a che un imprevisto non la costringe a uccidere qualcuno della sua specie.
Per punire la figlia, la Regina del Mare la trasforma in una delle cose che detesta di più: un umana.
Privata del suo canto, Lira ha tempo fino al solstizio d'inverno per consegnare il cuore del Principe Elian alla Regina del mare, altrimenti rimarrà per sempre umana.

L'Oceano è l'unico posto che il Principe Elian chiama casa, anche se è erede del più potente regno al Mondo. Cacciare le sirene per lui è molto più che un hobby: è la sua vocazione.
Quando soccorre una donna che sta affogando nell'oceano, capisce subito che lei è più di quello che sembra. Lei le promette di aiutarlo a trovare la chiave per distruggere tutto il genere delle Sirene. Può fidarsi di lei? Quanti patti dovrà fare Elian per distruggere il più grande nemico dell'umanità?

IL MIO VOTO

Lira è la protagonista femminile di questa storia, una principessa del mare e soprattutto una delle sirene più letali mai viste. Ogni anno infatti, in occasione del suo compleanno, la principessa con il suo canto attira un principe della Terra e gli strappa il cuore, usandolo come fonte di potere perchè vuole essere pronta ad essere la degna erede di sua madre, come Regina del Mare. Eppure ha ancora tanta strada da fare, è disobbediente e infatti ogni imposizione per lei risulta una sfida, almeno fino a quando questo non le costa l'uccisione di una sirena della sua specie e costringe la madre a renderla umana per farle trascorrere del tempo sulla Terra, senza ovviamente il suo canto e quindi la possibilità di incantare gli altri. Lira si ritrova quindi in un mondo che inizialmene non capisce, determinata ovviamente a dimostrare a sua madre di essere all'altezza della punizione e quindi pronta a strappare l'ennesimo cuore ad un principe per accrescere il suo potere, senza tuttavia prevedere che stare nel mondo degli umani in qualche modo inizia a cambiarla. Ovviamente non può dire a nessuno la verità sulla sua storia, per la Terra sono le sirene i nemici, così come per le sirene lo sono gli umani e forse questa punizione potrebbe farle capire non solo chi è davvero Lira, ma che tipo di regina potrebbe essere per il suo popolo. E' sicuramente lei il personaggio più interessante, quella più enigmatica e in continua lotta con la sua voglia di dimostrarsi all'altezza del compito affidatole dalla madre, ma allo stesso tempo con la sua natura umana che inizia a prendere il sopravvento e a farle capire molto di più su questo mondo.


Elian è invece il protagonista maschile della storia, un principe ben diverso da quelli che siamo abituati a vedere nelle favole. Non ha assolutamente nulla di azzurro, non è un ragazzo che se ne sta fermo a palazzo e attende che gli eventi facciano il loro corso, è un ragazzo pronto a mettere in gioco la sua stessa vita pur di salvare il suo regno e pur di sconfiggere quante più sirene possibili. Tanti principi prima di lui hanno fallito e sono morti per colpa di questi esseri, per cui Elian è assolutamente determinato a cambiare le cose non solo per se stesso, ma anche per tutti gli amici che ha perso. Ovviamente anche lui è un personaggio testardo che non ascolta i consigli degli altri, nè dei suoi genitori nè tantomeno dei suoi amici, ha una missione da compiere ed è determinato a portarla a termine. E' forse lui la parte più debole della storia: sicuramente è un bel cambiamento rispetto ai principi che siamo abituati a vedere e rispetto alla favola originale, tuttavia mi aspettavo qualcosa di più da lui, anche se devo dire che in qualche modo è riuscito a convincermi, tuttavia non spicca quanto Lira.
Sicuramente il suo essere quasi un pirata, pronto anche a rubare pur di ottenere la sconfitta delle sirene e della Regina del Mare, lo rende più interessante, insieme al suo gruppo di amici pronto a seguirlo e a proteggerlo attraverso mari e isole, ma è solo dopo l'arrivo di Lira che lo vediamo cambiare leggermente ed evolversi, diventando ancora più interessante e un degno principe.


Il mondo creato da Alexandra Christo è davvero molto interessante e innovativo: abbiamo una Regina del Mare che governa nel suo regno, una donna che sembra voler spingere sempre di più sua figlia a dare il massimo, ad essere una degna erede per il suo popolo ma allo stesso tempo non vuole rivali e quindi si diverte quasi a sfidarla e a punirla per i suoi errori, una donna ben lontana quindi da una possibile amorevole madre. Le sue fattezze sembrano richiamare la strega del mare della Sirenetta, un po' quindi come se questo personaggio ci facesse capire fin da subito di essere un nemico per la nostra protagonista. Questo mondo funziona in modo molto particolare poichè abbiamo due tipi di sirena: alcune sono di fatto dei mostri, pronti a divorare chi vogliono senza troppe domande, altre invece, come Lira, sono delle incantatrici: con il loro canto infatti catturano l'attenzione degli umani e possono quindi strappare loro il cuore e questo processo dà loro un grandissimo potere. Lira infatti ogni anno, per il suo compleanno, va a caccia di principi da incantare per poi strappare loro il cuore, in modo tale da avere un enorme potere. Il principe Eilan è a conoscenza della pericolosità delle sirene e infatti ha fatto della sua personale missione quella di distruggerle, in modo tale da portare al suo regno un po' di pace. E' ben lontano dall'essere un principe azzurro, è un vero e proprio pirata che non si fa problemi a rubare e a trovare scappatoie se questo significa aiutare il proprio regno. Abbiamo quindi due mondi completamente opposti, mostri come le sirene che uccidono gli umani e gli umani che per tentare di ribellarsi, uccidono le sirene, dando vita quindi ad una continua ruota che gira e che si potrà fermare solo quando questi nemici capiranno la verità e diventeranno alleati, qualcosa di possibile solo comprendendo il punto di vista dell'altro ed è proprio quello che Lira andrà a sperimentare per colpa di una punizione della madre, che nel tentativo di punirla finirà per aprirle gli occhi.


Da amante della Sirenetta ovviamente questo romanzo non poteva mancare nella mia libreria, anche se ci ho messo più tempo del previsto per leggerlo perchè non ne ho mai trovato il tempo fino a qualche giorno fa, quando finalmente mi sono immersa in questa storia. Posso sembrare forse un po' cieca, questa non è una storia priva di difetti, eppure a me è piaciuta da impazzire, forse perchè appunto è una delle poche che si trova sulla Sirenetta e quindi me la fa amare ancora di più, ma la parte sicuramente che più colpisce è il suo worlbuilding, la distinzione che l'autrice fa tra sirene, che in inglese avviene attraverso due vocaboli ben distinti mentre invece in italiano perde nella traduzione perchè di fatto entrambi significano la stessa cosa. L'atmosfera che si respira durante le pagine è sicuramente cupa, molto più vicina alla storia originale di Handersen piuttosto che al cartone disneyano e questo contribuisce a dargli una grossa marcia in più perchè anche se bene o male si intuisce dove andrà a parare la storia, si lascia leggere che è una bellezza. Lo stile dell'autrice è molto semplice, il lessico forse per chi fatica con l'inglese non troppo facile, ma è una lettura autoconclusiva che non lascia nulla in sospeso e che passa velocemente perchè si ha sempre più voglia di continuare la lettura. Le mie aspettative quindi sul libro erano molto alte, proprio perchè un retelling della mia favola preferita, e devo dire di non essere stata delusa, c'erano elementi e situazioni che potevano essere gestiti meglio ma io ho solo avuto gli occhi a cuoricino perchè avevo tra le mani una storia ambientata in fondo al mar, qualcosa di davvero raro, e quindi non posso che sperare che venga tradotto presto in Italia.


LA RECENSIONE DI SABRINA

Ho iniziato la lettura di questo libro con aspettative davvero alte, essendo una sorta di retelling della favola della Sirenetta mi aspettavo grandi cose ma purtroppo devo ammettere che forse l'ho idealizzato  un po' troppo.
La storia ha decisamente del potenziale, abbiamo due punti di vista, il primo quello di Lira, figlia della regina dei mari, quindi futura erede al trono che è nota per essere una cacciatrice spietata di cuori umani, in particolare quelli di principi reali. L'altro punto di vista invece è quello di Elian, principe del regno di Mida, che invece di essere interessato alla sua futura vita da regnante ama trascorrere le sue giornate in mare aperto, come un pirata a caccia di sirene. Quando Lira punta le sue mire proprio al cuore di Elian si scontra con una sua simile in una battaglia all'ultimo sangue e nonostante riesca a togliere di mezzo la sua opponente non riesce a mettere le sue mani sul cuore del principe e per punizione la severa regina dei mari decide di assegnargli una sfida. Infatti viene trasformata in umana e privata del suo canto, che è l'arma che tutte le sirene utilizzano per ammaliare gli umani nella loro rete, e entro il sosltizio di inverno deve appropriarsi del cuore di quel principe che ha mancato e per il quale ha sacrificato la vita di un'altra sirena. Lira viene presa in salvo in mezzo al mare proprio dalla nave del principe Elian, che ignaro del suo terribile scopo la salva e la accetta nella sua ciurma siccome ha bisogno di ogni aiuto possibile per la sua prossima missione, andare alla ricerca di un artifatto antico e magico che ha il potere di eliminare la minaccia delle sirene una volta per tutte.
Il rapporto tra questi due personaggi cresce con l'andare avanti della lettura, manca un po' di passione e romanticismo anche se verso la fine li troviamo molto più affiatati come coppia. Lira inizialmente mi ha colpito per la sua forza e determinazione ma da quando invece viene trasformata in umana l'ho trovata scialba e il suo personaggio a confronto con quello di Elian impallidisce. Il principe del regno di Mida è molto più interessante, Elian è un principe ribelle e spensierato, ricerca la sua libertà a bordo della sua nave viaggiando tra un regno all'altra assetato di nuove avventure. Ho torvato facile entrare in sintonia con il suo modo di pensare e fa venir voglia di far parte della sua squadra dove tutti si fidano del loro capitano e sono disposti a tutto pur di difendersi l'un l'altro. Nei loro viaggi visitano diversi regni e ognuno ha la sua particolarità e la sua storia e avrei voluto visitarli tutti per poterne carpire tutti i segreti.
Conoscendo la classica storia della Sirenetta si può facilmente capire l'andamento della trama e a malincuore non ho trovato nulla di originale o particolarmente diverso da catturare a pieno la mia attenzione, a tratti ho faticato ad andare avanti proprio a causa di mancanza di mordente e nonostante mi sia piaciuta l'ambientazione che l'autrice ha costruito attorno ai protagonisti e nonostante sia rimasta affascinata dal principe non è stato abbastanza per farmi appassionare. 
Un libro con diversi difetti e che forse non è stato sviluppato a fondo con accuratezza, d'altronde i retelling sono sempre più complicati da costruire soprattutto se la storia originale ha avuto successo ed è entrata nel cuore di molti proprio come questa.


Che ne pensate?






giovedì 11 luglio 2019

Recensione "Regina di ossa" di Alisa Kwitney

Buona sera bookspediani.
Oggi vi parlo di "Regina di ossa" di Alisa Kwitney, un romanzo edito da Giunti uscito il mese scorso che io ho adorato.



TitoloRegina di ossa
Autore: Alisa Kwitney
Editore: Giunti
Genere: Historical Fiction/ Fantasy
Data di uscita: 12 Giugno 2019




Quando Elizabeth Lavenza si iscrive a Ingold, prima e unica studentessa di Medicina, capisce subito che dimostrare quanto vale a compagni e professori sarà cosa ardua. Così quando s'imbatte in un bio-meccanico difettoso - una delle creature che la scuola sta riportando in vita, usando cadaveri di giovani uomini allo scopo di addestrare un esercito di soldati-automi da spedire in guerra - si offre di ripararlo per farsi notare. Ma questo bio-meccanico sembra aver conservato ricordi, sentimenti... e una coscienza. Elizabeth scopre che si tratta di Victor Frankenstein, brillante studente di Ingold deceduto in circostanze misteriose, e ne è pericolosamente attratta. Si ritrova così invischiata in una rete di segreti, intrighi e oscuri esperimenti che paiono implicare la Regina Vittoria.

IL MIO VOTO


Luglio è senza dubbio il mese dei recuperi ed è arrivato anche il momento di parlare di Regina di Ossa, un retelling al femminile di Frankenstein, ambientato in una Londra vittoriana che mi ha assolutamente conquistato, sia per l'originalità che per le tematiche che affronta. Ci troviamo infatti in una Londra ai tempi della Regina Vittoria, un momento storico in cui a capo di un paese c'è una donna, eppure le donne comuni, le inglesi, non sono ancora arrivate ad essere considerate alla pari degli uomini e questo Elizabeth Lavenza lo prova sulla sua pelle. La nostra protagonista infatti è una giovane americana che sarebbe potuta andare in qualsiasi università avrebbe voluto grazie ai suoi voti, eppure ha deciso di lasciare la sua casa e l'occasione di avere una vita più semplice per andare a Londra e frequentare la famosa Ingold. Certamente grazie alla fama di suo padre è stato possibile ammetterla, tuttavia questo significa che è l'unica donna a studiare medicina nel campus e questo non fa che farle guadagnare continue prese in giro e soprattutto le fa conquistare l'antipatia dei professori, determinati ad insegnare solo agli uomini, perchè il ruolo di Elizabeth dovrebbe essere di infermiera, non di medico. Ma per quanto Ingold è famosa, per quanto è piena di segreti e uno tra questi riguarda Victor Frankenstein, un ragazzo morto proprio all'università l'anno prima...


Victor è la controparte maschile della storia, un personaggio che conosciamo fin dall'inizio e notiamo essere il classico arrogante che pensa di sapere ogni cosa, una persona tuttavia non malvagia, ma che ha la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato e questo purtroppo ha a che fare con la sua morte misteriosa. Ma Victor non è semplicemente morto, è diventato un bio-meccanico, ossia un cadavere vivente creato con l'intenzione di essere un'arma utile per vincere la guerra, visto la situazione in cui verte Londra in quegli anni, eppure Victor manifesta fin da subito una grande diversità rispetto agli altri bio-meccanici perchè si ricorda della sua vita, anche se non comprende appieno come l'ha persa. Il suo incontro con Elizabeth avviene per caso, eppure la ragazza non può fare a meno di aiutarlo e di fargli fare progressi, facendolo sentire a suo agio nella sua nuova pelle e accettandolo come se fosse un essere umano, non una sorta di mostro. Sia Elizabeth che Victor iniziano a manifestare dei sentimenti l'uno per l'altra, ma la loro improvvisa vicinanza potrebbe metterli in pericolo, perchè i segreti che nasconde Ingold sono collegati alla stessa Regina Vittoria e nessuno vuole che la verità venga allo scoperto.


Le mie aspettative su questo romanzo erano assolutamente alle stelle, perchè esso contiene tutti gli elementi che adoro ossia l'ambientazione a Londra, più precisamente durante l'epoca vittoriana, si professa un retelling di Frankenstein, altro elemento che amo, e per finire intreccia ad essi un'ottima dose di suspense, sfruttando anche atmosfere cupe, un pizzico di fantasy e romance, dando vita ad una storia che è impossibile non amare e ovviamente io me ne sono innamorata perdutamente, tanto che mi dispiaceva concluderlo perchè volevo far durare la lettura il più a lungo possibile. I due protagonisti della storia sono Victor ed Elizabeth, due personaggi ben diversi l'uno dall'altra ma che compiono insieme un viaggio meraviglioso. Elizabeth Lavenza è una ragazza americana che sfida apertamente la società inglese, volendo frequentare come prima donna l'università di medicina e quindi diventare un medico, e sebbene sappia che questa scelta non le renderà la vita facile, non si rassegna certamente perchè si aspetta il meglio da se stessa. Oltre a dover combattere continuamente con i professori per avere le stesse opportunità di studio e apprendimento, Lizzie non ha vita facile nemmeno con i compagni, troverà un amico soltanto in Will e Byram, due bravi ragazzi disposti ad aiutarla e difenderla, anche se non ne ha bisogno.


Il personaggio di Elizabeth è un esempio perfetto di critica alla società inglese, una società che riconosce una donna come Regina ma che invece non consente ad altre donne di trovare il loro posto nel mondo, perchè ritenute non allo stesso livello degli uomini. Lizzie quindi non è solo una ragazza determinata ad essere un medico, è anche una ragazza molto curiosa e un'amante della verità, per cui quando si trova di fronte a Victor non può che voler sapere di più della sua storia e soprattutto avere le risposte su quello che gli è accaduto, ben sapendo di correre pericoli, ma fregandosene perchè è per una buona causa. 
Il personaggio di Victor è invece l'esempio perfetto del cambiamento: il ragazzo è il classico arrogante che pensa di sapere tutto e che è certo di contare qualcosa nel mondo, ma passare da umano a bio-meccanico gli fa perdere fiducia in se stesso perchè ora si vede come un mostro, non più come la persona che era e certamente fingere di non provare sentimenti e di essere diverso dal Victor di sempre non è di aiuto, perchè se si sapesse della sua diversità sicuramente verrebbe studiato e analizzato come una cavia, cosa che di fatto è. Ma ha la fortuna di trovare una persona come Lizzie, una ragazza che non si ferma alle apparenze e che gli da la forza di credere in se stesso e gli fa capire chi è davvero, senza etichettarlo. Il loro è un rapporto che nasce con il tempo, che cresce e si consolida man mano che si vedono, dando vita a qualcosa di davvero unico.


Oltre quindi a due personaggi splendidi, che ho amato e per cui ho tifato per tutto il tempo della lettura, Regina di Ossa ha un contesto storico che ha una grande importanza nella storia: Londra infatti durante il regno della Regina Vittoria è minacciata da più parti e questo significa avere sempre pronto un esercito in grado di difendere il paese, un esercito però che non è formato da soldati umani.
La scuola di Ingold infatti può vantare di avere tra le sue fila grandi scienziati e inventori che sono riusciti a creare dei soldati unici nel loro genere, dei bio-meccanici ossia dei cadaveri praticamente viventi, che non hanno pensieri o sentimenti, che devono solo obbedire agli ordini e compiere il loro dovere. Ma le implicazioni riguardanti la Regina Vittoria vanno molto più a fondo, ci sono infatti segreti e misteri che non possono essere rivelati al mondo intero e che quindi comportano costanti sacrifici, anche di persone innocenti, che servono per proteggere il paese.
L'idea a mio avviso è geniale quanto spaventosa e Alisa Kwitney si è decisamente informata a riguardo poichè molto spesso è entrata nello specifico sia per quanto riguarda la terminologia medica, sia quella biomedica, tuttavia apparte le prime pagine di assestamento, la storia e quindi anche le terminologie risultano molto chiare e al lettore non pesano assolutamente, anzi si ritrova completamente affascinato da ogni elemento, desideroso di saperne di più.


E' difficile raccontarvi quanto questa lettura mi sia piaciuta, perchè a parole non potete percepire il mio entusiasmo, ma credetemi quando vi dico che Alisa Kwitney con questo suo romanzo mi ha completamente incantata. Certo, come tutti, anche questa storia non è perfetta e specialmente sul finale alcuni elementi non mi hanno trovato completamente d'accordo su come si sono svolti, tuttavia non posso negare che ho adorato quasi ogni dettagli, per cui è inutile trovare sempre il pelo nell'uovo. Vi ho parlato dei personaggi principali, ossia Victor ed Elizabeth, che con la loro storia e la loro alchimia mi hanno tenuta incollata alle pagine di questa avventura non solo per la possibilità di una storia d'amore, ma soprattutto per la voglia di sapere di più su entrambi e soprattutto sul mistero riguardante la morte di Victor. L'autrice ha una penna decisamente scorrevole e semplice, il suo asso nella manica sono il saper come mettere curiosità al lettore grazie all'utilizzo della suspense e soprattutto le ambientazioni da brividi, che fanno certamente calare il lettore nella storia. Tuttavia ci sono personaggi secondari che sono assolutamente degni di nota e in primis ci sono gli amici e confidenti di Lizzie, Will e Byram e poi c'è Agatha, la compagna di stanza di Elizabeth che ha un caratterino decisamente niente male e che serve per far comprendere a Lizzie la verità nuda e cruda.
Regina di ossa ha tutti gli elementi per farvi innamorare della stori che racconta: un'ambientazione storica incantevole, un pizzico di fantasia che non guasta, continui misteri da risolvere e un'altissima dose di suspense e la ciliegina sulla torta è una bellissima storia d'amore tra una ragazza e un ragazzo, nulla di più.  Vi ho convinto?
Che aspettate quindi a leggerlo?