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domenica 27 ottobre 2019

TGIF- Book Whispers#76: I libri consigliati di questa settimana



Buona domenica bookspediani.
Io e Sandy de La stamberga d'inchiostro siamo pronte a condividere con voi le letture che più ci sono piaciute questa settimana!





Titolo: Petrademone 3 - Il destino dei due mondi
Autore: Manlio Castagna
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy


Data di uscita: 22 Ottobre 2019

TRAMA:

La missione di Frida, Miriam e dei gemelli Oberdan è arrivata alla prova estrema. L’armata del Male capeggiata dalla Signora degli Urde sta devastando i regni ultraterreni di Amalantrah e sconfina nel nostro. Tempeste, cataclismi e creature mostruose portano morte e distruzione in entrambi i mondi. Per fortuna Miriam e Frida scoprono di possedere doni straordinari, anche se devono imparare a padroneggiarli. Al fianco dei quattro amici ci sono anche gli affetti mai veramente persi, nonché entità molteplici e millenarie.
Intanto le urla si levano dalle città annientate, e gli animali sacrificati per ridare vita all’Ombra che Divora non bastano più: l’infernale Hundo mira a Valdrada, alle anime dei bambini che dovranno dare consistenza a Shulu. La Luce e l’Oscurità si fanno carne e sangue, gli specchi ingannatori si infrangono, l’amore si spinge oltre la morte: in una corsa contro il tempo nella terra senza tempo, quale sarà il destino ultimo dei due mondi?



Petrademone - Il destino dei due mondi è il culmine di un viaggio iniziato l'anno scorso che mi ha tenuto compagnia in questi due anni e non solo mi ha regalato una storia che porterò sempre nel cuore, ma mi ha fatto tifare e amare dei personaggi che ormai considero degli amici e di cui sentirò terribilmente la mancanza, visto che è passata qualche ora e già mi mancano terribimente. Ma è stata anche un'avventura che non solo mi ha fatto sorridere e divertire, mi ha fatto soffrire insieme ai suoi protagonisti e mi ha fatto crescere insieme a loro perchè quello che hanno dovuto affrontare è stato talmente vivido e talmente evocativo che mi è sembrato di viverlo in prima persona.
Come ogni finale, avevo paura di leggere la vera e propria conclusione, invece ancora una volta Manlio Castagna ha saputo trovare l'epilogo perfetto, che rispecchia appieno il suo romanzo, certamente un fantasy, ma anche una storia realistica che mostra anche le imperfezioni dei suoi personaggi, così come le loro fragilità e i loro punti di forza.
Manlio Castagna ha dimostrato che non serve cercare troppo lontano una storia indimenticabile, anche in Italia abbiamo autori che sanno il fatto loro e lui con questa storia l'ha ampiamente dimostrato, e infatti Petrademone è diventato a tutti gli effetti uno dei miei romanzi preferiti di questi ultimi tempi e se ancora non lo avete letto, dovete assolutamente rimediare, perchè questa storia è un'avventura unica, un viaggio che ci permette di crescere insieme ai protagonisti e di portarli sempre nel cuore.

Tempo di lettura: un weekend di pioggia
Bevanda perfetta per la lettura: latte caldo
Snack da gustare durante la storia: barretta di orociock







C’era una volta un fiume

Titolo: C'era una volta un fiume
Autore: Diane Setterfield
Editore: Mondadori
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 15 Ottobre 2019

TRAMA:

In una notte buia nel pieno dell’inverno, in un’antica locanda sul Tamigi succede qualcosa di straordinario. Mentre i clienti abituali si raccontano storie per passare insieme le ore più buie, la porta si apre ed entra uno sconosciuto gravemente ferito. Tra le sue braccia c’è il corpo esanime di una bambina. Qualche ora dopo, la piccola si muove, fa un respiro e torna in vita. Si tratta di un miracolo? È successo qualcosa di magico? O la scienza può fornire una spiegazione? Le persone che abitano sulle rive del fiume applicano tutta la loro ingegnosità per risolvere l’enigma, ma col passare dei giorni il mistero non fa che approfondirsi. La piccola è muta e incapace di rispondere alle domande essenziali: chi è? Da dove viene? Il problema è che ben tre famiglie la reclamano come loro. Una giovane madre benestante è certa che si tratti della figlia scomparsa due anni prima. Una famiglia di contadini che ha appena scoperto la relazione segreta di uno dei figli è pronta ad accogliere la nipotina. La domestica del pastore locale, umile e solitaria, vede nella bimba la sorella minore. Ma per quanto siano strazianti le perdite passate, questa bambina non può essere di tutti. Ogni famiglia ha i propri misteri e molti segreti dovranno essere svelati prima che la sua identità possa essere conosciuta

Diane Setterfield torna in Italia con un romanzo che a mio avviso è uscito un po' in sordina, passando in secondo piano per via delle troppe uscite dell'ultimo periodo e proprio perchè secondo me è sfuggito a molti, cerco di trovare le parole giuste per farvi capire che merita un'occasione. Certamente non è una lettura facile da affrontare, viene quasi raccontata come una favola e come tale ha una morale e contiene preziosi insegnamenti, tuttavia bisogna avere pazienza per trovarli e scoprirli uno ad uno, per cui non è sicuramente adatto a chi ha fretta di sapere tutto subito. Proprio per questo per me è stata una bellissima sfida leggere questo romanzo, perchè io sono abituata a leggere i libri in poche ore e questo mi ha costretto a prendermi il mio tempo per gustarmelo, mettendoci un paio di giorni per terminarlo. L'autrice ha un modo di scriver molto particolare, in linea con questa storia e quindi molto calmo e pacato, non lo definirei lento perchè è proprio in questo modo che lo stile e la narrazione sono stati pensati, per cu i grandi scombussolamenti avvengono solo nella mente dei nostri personaggi e ovviamente in quella del lettore, che si trova invischiata in questa storia e non vede l'ora di saperne di più. La Setterfield culla il lettore con i suoi personaggi e con le mille sfumature che questo romanzo contiene, rendendolo molto difficile da descrivere e classificare, ma allo stesso tempo un vero gioiellino della letteratura. A dicembre, che ci sono poche uscite e che si spera faccia più freddo, vi consiglio di prendere in mano una bella cioccolata calda e ovviamente questo romanzo, sono certa che, se avete una mente aperta e soprattutto  pazienza, saprà ricompensarvi come ha fatto con me.

Tempo di lettura: serve il suo tempo, non bisogna affrettare certamente questa lettura
Bevanda perfetta per la lettura: caffè, caffè e caffè.
Snack da gustare durante la storia: patatine alla paprika





Invisibile
Titolo: Invisibile
Autore: Eloy Moreno
Editore: Mondadori
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 8 Ottobre 2019

TRAMA: 

Questa storia comincia con un ragazzo che prende il suo zaino, scende le scale e si incammina verso scuola. Sarebbe potuto essere un venerdì come tanti, se non ci fosse stato il compito di matematica all'ultima ora. E se, in quell'occasione, il ragazzo avesse dato un'altra risposta forse le cose sarebbero andate diversamente. Ma quella risposta gli cambia la vita.
Da un giorno all'altro, il suo mondo si popola di mostri: mostri che se ne vanno per poi tornare, mostri che feriscono, umiliano, sbeffeggiano. Mostri che guardano, che girano la testa dall'altra parte. Il ragazzo sente crescere dentro di sé la rabbia e l'odio, ma non sa come buttare fuori il fuoco che gli brucia dentro. Vorrebbe trasformarsi in un supereroe: come loro, vorrebbe avere un potere, un potere molto grande, capace di impedire che gli si faccia di nuovo del male.
E alla fine quel potere lo trova.
L'invisibilità.

Invisibile di Eloy Moreno non è semplicemente un libro sul bullismo, è il libro su questa tematica così delicata, una storia toccante che viene raccontata in maniera così semplice, eppure così efficace da penetrare fin dentro l'anima. Dopo essermi ripresa da questa lettura, e quindi dopo aver pianto tutte le mie lacrime per quanto bella ma dolorosa questa storia, non ho potuto fare a meno di consigliarla a quante più persone possibili, perché sono dell'opinioni che libri del genere debbano essere letti davvero da tutti, per far comprendere ancora meglio cosa è il bullismo e cosa significa venire bullizzati, non è semplicemente qualcosa di passeggero, come tanti lo bollano, che potrebbe passare col tempo. E' un fenomeno sempre più diffuso che spesso rende anche impossibile continuare a vivere, tanto si è arrivati allo stremo di quella determinata situazione, e non è mai da sottovalutare.
Eloy Moreno ha una dote incredibile di entrare sotto pelle con la sua storia, una volta superate le prime pagine che possono risultare confusionarie, ma poi sanno diventare anche fin troppo chiare, e io mi sono innamorata perdutamente sia della sua prosa che del suo libro, uno dei migliori che io abbia letto quest'anno, e quindi non posso che spingervi a leggerlo, credetemi ne vale davvero la pena e può aiutare non solo chi viene bullizzato, ma anche chi non lo subisce in prima persona perché può spingerlo a smettere di fare finta di nulla e ad agire, aiutando così chi non riesce ad aiutarsi da solo. Non ho altro da dire, se non che mi porterò per sempre questa lettura nel cuore.



Tempo di lettura: poche ore, non si può abbandonare questa lettura.
Bevanda perfetta per la lettura: thè caldo alla vaniglia
Snack da gustare durante la storia: una macedonia


Cosa ne pensate di questi consigli?




mercoledì 23 ottobre 2019

Recensione "C'era una volta un fiume" di Diane Setterfield

Buon salve bookspediani.
Eccomi pronta a parlarvi di "C'era una volta un fiume" di Diane Setterfield.

C’era una volta un fiume

Titolo: C'era una volta un fiume
Autore: Diane Setterfield
Editore: Mondadori
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 15 Ottobre 2019



In una notte buia nel pieno dell’inverno, in un’antica locanda sul Tamigi succede qualcosa di straordinario. Mentre i clienti abituali si raccontano storie per passare insieme le ore più buie, la porta si apre ed entra uno sconosciuto gravemente ferito. Tra le sue braccia c’è il corpo esanime di una bambina. Qualche ora dopo, la piccola si muove, fa un respiro e torna in vita. Si tratta di un miracolo? È successo qualcosa di magico? O la scienza può fornire una spiegazione? Le persone che abitano sulle rive del fiume applicano tutta la loro ingegnosità per risolvere l’enigma, ma col passare dei giorni il mistero non fa che approfondirsi. La piccola è muta e incapace di rispondere alle domande essenziali: chi è? Da dove viene? Il problema è che ben tre famiglie la reclamano come loro. Una giovane madre benestante è certa che si tratti della figlia scomparsa due anni prima. Una famiglia di contadini che ha appena scoperto la relazione segreta di uno dei figli è pronta ad accogliere la nipotina. La domestica del pastore locale, umile e solitaria, vede nella bimba la sorella minore. Ma per quanto siano strazianti le perdite passate, questa bambina non può essere di tutti. Ogni famiglia ha i propri misteri e molti segreti dovranno essere svelati prima che la sua identità possa essere conosciuta.

IL MIO VOTO


Come ultimamente accade, questo romanzo aveva attirato la mia attenzione tramite il web, mentre cercavo nuove cover da inserire nella rubrica, e questa in qualche modo mi era saltata all'occhio, spingendomi a leggere la trama e ad incuriosirmi, ma senza proseguire oltre perchè troppo sommersa dalle letture. Per caso, mentre cercavo le nuove uscite, mi sono imbattuta in questa copertina che richiamava quella originale e una volta guardato il nome dell'autrice non ho più avuto dubbi, era davvero come se qualcuno avesse preso la mia wishlist per pubblicare tutto il suo contenuto e, anche questa volta, il mio istinto non sbagliava. Il romanzo della Setterfield appare fin da subito una storia corposa, adatta a chi sa assaporarla e non a chi la vuole divorare subito in primis perchè l'autrice ha impostato un'andatura della storia proprio come quella del fiume raffigurato in copertina: lenta e calma, ma che non si ferma alla superficie, esplora territori ben importanti e lo fa in modo magistrale, ma in secondo luogo perchè se si perde un passaggio, si rischia di non comprendere più nulla, soprattutto per la mole dei personaggi e per i vari intrecci che la Setterfield va a creare. Ma perchè è così interessante questa storia? Perchè inizia col botto, con una bambina che in qualche modo torna alla vita e che, non potendo parlare, non può rivelare la sua identità e ci sono ben tre famiglie che la reclamano come propria, quindi chi dice il vero?


Sono quindi tantissimi i personaggi che vanno a popolare questa storia: in primo luogo abbiamo Margot e Joe, i proprietari della locanda Swan, il luogo dove principalmente si svolge questa storia e dove avviene il miracolo del ritorno alla vita della bambina. I due sono una coppia ben assodata e unita, con una moltitudine di figlie al seguito e sarà una di loro ad ereditare la locanda poichè questa è sempre stata in famiglia e soprattutto è sempre stata guidata da delle donne. C'è Rita, un'infermiera che potrebbe benissimo essere un dottore per via delle sue abilità ed è proprio sotto il suo sguardo incredulo di donna di scienza che la piccola torna alla vita. Rita è una donna decisamente interessante: il primo pensiero, dopo aver visto viva la bambina è come fare per poterla tenere, se nessuno dovesse reclamarla, dimostrando di avere un istinto materno che pensava di non possedere. L'uomo che dà vita a tutto, a questa sorta di leggenda, è Daunt, un fotografo che si presenta alla locanda gravemente ferito e con in braccio la famosa bambina che farà presto parlare di sè.
Ovviamente quindi la bambina è a tutti gli effetti una grande protagonista della storia, la cui identità è impossibile da determinare senza rivelare troppo, sappiate solo che il suo essere muta non aiuta certamente la causa. E poi ci sono ovviamente le tre famiglie che reclamano la bambina, di cui conosciamo a poco a poco non solo il presente, ma anche il passato. Un personaggio silenzioso, ma che è giusto nominare, è il Tamigi stesso, un fiume che sceglie se dare la vita o prenderla, ma se questo è vero o semplice superstizione, lo lascio decidere a voi.


C'era una volta un fiume è certamente un romanzo corposo, che conta cinquecento pagine e che quindi non si può divorare in un attimo, ma serve del tempo per assaporarlo e soprattutto per essere in grado di cogliere tutte le sfumature che lo caratterizzano e lo rendono una lettura così unica quanto speciale e soprattutto incantevole. In primo luogo è proprio l'ambientazione uno degli elementi che salta di più all'occhio: il romanzo è infatti ambientato nel 1887, più precisamente la storia ruota attorno ad una famosa locanda situata dalle parti del Tamigi e questo ci dà modo di capire che in quel periodo leggende e superstizioni erano all'ordine del giorno, dettaglio che viene riportato con grande attenzione nel romanzo dall'autrice, che si basa sul passato per creare una storia quanto più realistica possibile.  Un'altra grande particolarità della storia è come viene raccontata, come se fosse una vera e propria favola della buona notte, dove al suo interno tutto è possibile e tutto può cambiare in un attimo, facendoci capire che sicuramente ci andrà ad insegnare una morale ma che servirà del tempo per comprenderla. Ad aggiungersi a questi elementi c'è la metafora del Tamigi, una presenza silenziosa ma costante che sembra quasi disporre della vita degli altri, che a seconda di come si sviluppa il suo corso d'acqua, sembra decidere se donare la vita o se toglierla. Allo stesso modo questa metafora dell'andatura del corso d'acqua viene riflessa anche dallo stile dell'autrice, che spesso appare calma e riflessiva mentre altre volte molto più trascinante e impetuosa, come se volesse in qualche modo cullare e trascinare il lettore in questa storia fino in fondo. E per finire l'autrice gioca con il lettore sul mistero da lei creato riguardo all'identità della bambina e, ovviamente, al suo ritorno alla vita, che potrebbe essere spiegato tramite la scienza oppure potrebbe essere semplicemente un vero e proprio miracolo.


Devo ammettere di essere leggermente in difficoltà per quanto riguarda questa recensione perchè, per quanto il romanzo mi sia piaciuto, è davvero difficile argomentarlo senza svelare troppe informazioni che finirebbero per rovinare la storia. Quello che è certo è che è un romanzo decisamente diverso dai soliti, non ricordo di aver mai letto nulla del genere e potrebbe non essere nelle corde di tutti, sia per quanto riguarda lo stile dell'autrice sia per quanto riguarda l'andamento lento e tranquillo della narrazione.
Proprio per questo il romanzo appare più introspettivo che mai: l'azione si svolge prettamente nei dissidi interiori dei personaggi e, per chi è abituato a colpi di scena, è certamente un bel cambiamento, tuttavia sono del parere che valga la pena dargli una possibilità e portare avanti la lettura con la calma di cui anch'essa è formata. Ci sono veramente tantissime tematiche che l'autrice tocca con questa storia, in primo luogo nonostante ci troviamo nel 1800 si nota già come siano cambiati i tempi sul ruolo della donna: Margot infatti amministra tranquillamente la locanda come hanno sempre fatto le donne della sua famiglia, e allo stesso tempo Rita potrebbe essere un medico, anche se non lo è. A guidare la storia sono certamente le parole non dette e di conseguenza i segreti, che sembrano riguardare un po' tutti i personaggi e questo discorso si ricollega al mentire all'occorrenza, se è per una buona causa come non distruggere una famiglia oppure risparmiare del dolore. E' proprio il concetto di famiglia che viene esplorato, soprattutto quando tutti cercano di riveder nella bambina misteriosa una parte di loro, un qualcosa che può aiutarli a sentirsi finalmente parte di qualcosa, a sentirsi finalmente completi perchè si è una famiglia. Così come si parla di pregiudizi riguardo a chi è diverso e, per essere ambientato nel passato, ho trovato il romanzo molto all'avanguardia e tremendamente istruttivo a riguardo.


Diane Setterfield torna in Italia con un romanzo che a mio avviso è uscito un po' in sordina, passando in secondo piano per via delle troppe uscite dell'ultimo periodo e proprio perchè secondo me è sfuggito a molti, cerco di trovare le parole giuste per farvi capire che merita un'occasione. Certamente non è una lettura facile da affrontare, viene quasi raccontata come una favola e come tale ha una morale e contiene preziosi insegnamenti, tuttavia bisogna avere pazienza per trovarli e scoprirli uno ad uno, per cui non è sicuramente adatto a chi ha fretta di sapere tutto subito. Proprio per questo per me è stata una bellissima sfida leggere questo romanzo, perchè io sono abituata a leggere i libri in poche ore e questo mi ha costretto a prendermi il mio tempo per gustarmelo, mettendoci un paio di giorni per terminarlo. L'autrice ha un modo di scriver molto particolare, in linea con questa storia e quindi molto calmo e pacato, non lo definirei lento perchè è proprio in questo modo che lo stile e la narrazione sono stati pensati, per cu i grandi scombussolamenti avvengono solo nella mente dei nostri personaggi e ovviamente in quella del lettore, che si trova invischiata in questa storia e non vede l'ora di saperne di più. La Setterfield culla il lettore con i suoi personaggi e con le mille sfumature che questo romanzo contiene, rendendolo molto difficile da descrivere e classificare, ma allo stesso tempo un vero gioiellino della letteratura. A dicembre, che ci sono poche uscite e che si spera faccia più freddo, vi consiglio di prendere in mano una bella cioccolata calda e ovviamente questo romanzo, sono certa che, se avete una mente aperta e soprattutto pazienza, saprà ricompensarvi come ha fatto con me.



si ringrazia la casa editrice
per la copia omaggio.





domenica 20 ottobre 2019

Blogtour:"C'era una volta un fiume" di Diane Setterfield




Buon salve bookspediani.
Oggi è mio compito intrattenervi con una nuova tappa dedicata a "C'era una volta un fiume" e io vi vado a parlare di tutti gli elementi di cui è composto il romanzo e che lo fanno diventare una storia unica e indimenticabile come del resto è. Pronti a scoprirli?





IL ROMANZO


C’era una volta un fiumeTitolo: C'era una volta un fiume
Autore: Diane Setterfield
Editore: Mondadori
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 15 Ottobre 2019

TRAMA:

In una notte buia nel pieno dell’inverno, in un’antica locanda sul Tamigi succede qualcosa di straordinario. Mentre i clienti abituali si raccontano storie per passare insieme le ore più buie, la porta si apre ed entra uno sconosciuto gravemente ferito. Tra le sue braccia c’è il corpo esanime di una bambina. Qualche ora dopo, la piccola si muove, fa un respiro e torna in vita. Si tratta di un miracolo? È successo qualcosa di magico? O la scienza può fornire una spiegazione? Le persone che abitano sulle rive del fiume applicano tutta la loro ingegnosità per risolvere l’enigma, ma col passare dei giorni il mistero non fa che approfondirsi. La piccola è muta e incapace di rispondere alle domande essenziali: chi è? Da dove viene? Il problema è che ben tre famiglie la reclamano come loro. Una giovane madre benestante è certa che si tratti della figlia scomparsa due anni prima. Una famiglia di contadini che ha appena scoperto la relazione segreta di uno dei figli è pronta ad accogliere la nipotina. La domestica del pastore locale, umile e solitaria, vede nella bimba la sorella minore. Ma per quanto siano strazianti le perdite passate, questa bambina non può essere di tutti. Ogni famiglia ha i propri misteri e molti segreti dovranno essere svelati prima che la sua identità possa essere conosciuta.







LE MILLE SFUMATURE DI 
C'ERA UNA VOLTA UN FIUME



Un paio di mesi fa ho scoperto questo romanzo in lingua inglese esplorando instagram, venendo immediatamente attratta dalla sua copertina e, successivamente, dalla trama decisamente insolita e accattivante, per cui, quando ho scoperto che sarebbe arrivato anche in Italia (qualcosa che quest'anno sta succedendo molto spesso e dettaglio di cui non posso che esserne felice), sapevo di dover fare qualcosa di speciale a riguardo, perchè sentivo proprio questa storia speciale e particolare, cosa che di fatto lo è. C'era una volta un fiume è certamente un romanzo corposo, che conta cinquecento pagine e che quindi non si può divorare in un attimo, ma serve del tempo per assaporarlo e soprattutto per essere in grado di cogliere tutte le sfumature che lo caratterizzano e lo rendono una lettura così unica quanto speciale e soprattutto incantevole. In primo luogo è proprio l'ambientazione uno degli elementi che salta di più all'occhio: il romanzo è infatti ambientato nel 1887, più precisamente la storia ruota attorno ad una famosa locanda situata dalle parti del Tamigi e questo ci dà modo di capire che in quel periodo leggende e superstizioni erano all'ordine del giorno, dettaglio che viene riportato con grande attenzione nel romanzo dall'autrice, che si basa sul passato per creare una storia quanto più realistica possibile. Questo dettaglio tuttavia cozza, in maniera magistrale, con un altro elemento che va a comporre il romanzo ossia un pizzico di magia: infatti fin da subito sappiamo che qualcosa di strano e indimenticabile sta per accadere, un vero e proprio miracolo ossia la rinascita di una bambina che all'apparenza sembrava morta. Ma la linea che separa la magia dal mondo reale è molto sottile e occorrerà del tempo prima di sapere la verità a riguardo. E' corretto dire che alla magia viene affiancata anche la scienza, infatti uno dei personaggi principali è un'infermiera che conosce molto bene come funziona il corpo umano e ha spiegazioni per tutto, tranne per come possa essere tornata in vita una bambina apparentemente morta. Questo porta dunque a riflettere su quanto si possa ammettere di conoscere davvero la scienza, oppure a volte semplicemente entra in ballo la fede, un miracolo, e non si ha una vera e propria spiegazione, solo un fatto impossibile da descrivere a parole e difficile da credere, ma che resta sempre un fatto vero, tangibile. Un'altra grande particolarità della storia è come viene raccontata, come se fosse una vera e propria favola della buona notte, dove al suo interno tutto è possibile e tutto può cambiare in un attimo, facendoci capire che sicuramente ci andrà ad insegnare una morale ma che servirà del tempo per comprenderla. Ad aggiungersi a questi elementi c'è la metafora del Tamigi, una presenza silenziosa ma costante che sembra quasi disporre della vita degli altri, che a seconda di come si sviluppa il suo corso d'acqua, sembra decidere se donare la vita o se toglierla. Allo stesso modo questa metafora dell'andatura del corso d'acqua viene riflessa anche dallo stile dell'autrice, che spesso appare calma e riflessiva mentre altre volte molto più trascinante e impetuosa, come se volesse in qualche modo cullare e trascinare il lettore in questa storia fino in fondo.
E per finire l'autrice gioca con il lettore sul mistero da lei creato, che si sviluppa attorno non solo alla rinascita miracolosa di una bambina che appariva morta, ma anche sulla sua identità e soprattutto sulla sua reclamazione, poichè ben tre famiglie pensano che potrebbe essere una determinata persona e senza alcuna risposta dalla bambina, che attualmente non può parlare, è impossibile comprendere chi dice il vero e chi no e diventa quindi indispensabile andare avanti con la lettura e farsi trascinare in questa storia ricca di elementi, un romanzo decisamente unico e particolare che non avevo mai incontrato prima di ora e che ha saputo stregarmi come pochi.





Cosa ne pensate?
Mi raccomando, non perdetevi le altre tappe!