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domenica 24 marzo 2019

TGIF- Book Whispers#61: I libri consigliati di questa settimana



Buon salve bookspediani.
Eccomi pronta a condividere con voi, ovviamente sempre in compagnia della mia parte in crime ossia Sandy de La stamberga d'inchiostro, le letture più belle della settimana e quindi che vi consiglio assolutamente.





Titolo: Il paese degli addii
Autore: Atia Abawi
Editore: Giunti
Genere: Young Adult
Data di uscita: 20 Marzo 2019


TRAMA:


È il Destino in persona a narrare la storia di Tareq, un normale quindicenne siriano con una famiglia numerosa. Un giorno il suo palazzo viene colpito da una bomba e il ragazzo si ritrova solo con gli unici due superstiti, suo padre e sua sorella, a dover cercare di scappare dal paese. Passando per Raqqa e la Turchia, e incontrando vari compagni di viaggio tra cui Jalima, una ragazza afghana di cui Tareq si innamora, i fratelli lasciano indietro il padre e si imbarcano sul gommone per Lesbo. Da lì, e aiutati da Alexia, una volontaria americana che li prenderà a cuore, cercheranno di arrivare in Germania.



Il paese degli addii è una lettura composta da poco meno di duecentocinquanta pagine, eppure sembrano molte di più a causa della sofferenza che ci investe prepotente ad ogni pagina, a causa della costante paura di dire addio, perchè ogni saluto potrebbe essere l'ultimo. Atia Abawi scrive una storia con una penna semplice ma che si insinua sempre di più dentro il nostro cuore, perchè fa decisamente male leggere quanto Tareq, che è un bambino di soli quindici anni, ha dovuto sopportare. A causa di tutto quello che è successo gli è stata privata la sua adolescenza, è ormai un uomo che deve lottare per sopravvivere e deve tenere duro per portare alla salvezza la sua famiglia. Purtroppo però questa storia, per quanto sia stata creata dall'autrice, può essere tranquillamente la realtà per tanti ragazzi ed è questo che distrugge completamente il lettore, il solo pensiero che per paesi come la Siria questo potrebbe essere una storia di nonfiction. Anche se è scritto in modo semplice, Il paese degli addii non è una lettura facile perchè ci fa riflettere su quanta crudeltà esiste nel mondo e su quanto, a volte, scappare al destino sia impossibile.
La storia di Atia Abawi mi ha lasciata senza parole per la sua crudeltà e allo stesso tempo per la sua bellezza e si piazza senza ombra di dubbio tra le mie letture preferite.






Titolo: Sotto i tuoi occhi
Autore: Heidi Perks
Editore: SEM
Genere: Thriller
Data di uscita: 21 Febbraio 2019


TRAMA: 


Dorset, Inghilterra. Harriet è una donna sposata e piuttosto sola, al centro della sua esistenza c’è soltanto Alice, la figlia di 4 anni. In occasione di una festa scolastica, decide di lasciarla per la prima volta all’amica Charlotte, che si distrae un attimo e la bambina scompare. Le due donne, dopo un primo momento di gelo, finiscono entrambe interrogate dalla polizia. Qualcuno sta nascondendo la verità su ciò che è accaduto alla piccola Alice.





I due personaggi scelti dall'autrice per narrarci questa storia sono senza dubbio la carta vincente di questo romanzo, non solo per la loro ottima caratterizzazione ma per il loro essere opposti eppure in qualche modo legate per sempre da uno degli incubi più diffusi tra i genitori. Il fatto che l'autrice facesse rimbalzare la palla tra loro due e che ci fornisse a poco a poco più informazioni sulla storia non fa che creare sempre più curiosità al lettore, anche quando tutto sembra già scritto, la Perks riesce a stupire nuovamente, ribaltando le carte in tavola.
Così come il titolo, l'autrice ci mostra tutto sotto i nostri stessi occhi e sta a noi comprendere la verità, anche se spesso è davvero difficile da vedere o da accettare.
Il romanzo non è corposo, conta poco più di trecento pagine, eppure grazie alla penna fluida e senza troppi fronzoli dell'autrice la lettura scorre molto velocemente, senza mai annoiare o far calare l'attenzione.
Amo quando un romanzo di genere thriller riesce ad intrattenere il lettore, regalandogli una storia che attinge alla realtà per giocare sulle paure più diffuse, e allo stesso tempo usa la sua storia come denuncia su tematiche che non possono e non devono più continuare, spingendo a riflettere sulla realtà di tutti i giorni. Sotto i tuoi occhi è una storia che non lascia indifferenti e che ci fa capire cosa come spesso troppe cose vengono date per scontate.






Titolo: Giorni meravigliosi
Autore: Keith Stuart
Editore: Corbaccio
Genere: Narrativa
Data di uscita: 21 Febbraio 2019


TRAMA: 


Tom, padre single di Hannah, è il direttore del piccolo teatro di una cittadina inglese dove, tutti gli anni nello stesso giorno, viene messo in scena uno spettacolo dedicato proprio ad Hannah: è un momento attesissimo che, anno dopo anno, rende la sua infanzia indimenticabile. La prima rappresentazione aveva avuto luogo quando Tom aveva scoperto che la piccola Hannah era affetta da una grave patologia cardiaca che molto probabilmente non le avrebbe consentito di vivere a lungo. E aveva chiesto ai suoi amici attori di far vivere alla figlia un’esperienza straordinaria. Adesso Hannah è diventata una splendida ragazza di quindici anni e le sue condizioni di salute stanno lentamente ma inesorabilmente peggiorando, ma quando scopre che il «suo» teatro rischia di chiudere definitivamente per ragioni finanziarie, combatterà con tutte le sue forze a fianco del padre perché, anche grazie a un piccolo teatro, la vita possa mantenere un pizzico di magia.


Giorni meravigliosi è la storia di un padre e una figlia che, nonostante la situazione, cercano di trarre sempre il meglio da ogni giornata. A volte è difficile, soprattutto a causa delle condizioni di salute sempre meno stabili di Hannah e della possibilità di Tom di perdere il lavoro della sua vita, ossia il suo teatro, ma quello che conta per loro è vivere al massimo e lasciare un lascito di quello che ha significato per loro vivere. Il romanzo di Keith Stuart trova un ritmo perfetto tra la commedia, divertendo il lettore grazie a tante piccole disavventure dei due protagonisti, e la drammaticità, poichè non solo parla di Hannah e della sua malattia ma affronta anche altre tematiche come la depressione oppure la capacità di crescere una figlia da padre single e il sapere che la si potrebbe perdere in qualsiasi momento, e mette in scena uno spettacolo difficile da dimenticare che, quando cala il sipario lascia con l'amaro in bocca, ma basta poco per capire che così doveva essere perchè è la rappresentazione perfetta della vita stessa.




Cosa ne pensate di questi consigli?
Vi ispira qualche lettura?




mercoledì 20 marzo 2019

Recensione "Il paese degli addii" di Atia Abawi

Buon salve bookspediani.
Esce oggi per Giunti una piccola perla ossia  "Il paese degli addii" di Atia Abawi, una lettura che mi ha semplicemente rubato il cuore.



Titolo: Il paese degli addii
Autore: Atia Abawi
Editore: Giunti
Genere: Young Adult
Data di uscita: 20 Marzo 2019


È il Destino in persona a narrare la storia di Tareq, un normale quindicenne siriano con una famiglia numerosa. Un giorno il suo palazzo viene colpito da una bomba e il ragazzo si ritrova solo con gli unici due superstiti, suo padre e sua sorella, a dover cercare di scappare dal paese. Passando per Raqqa e la Turchia, e incontrando vari compagni di viaggio tra cui Jalima, una ragazza afghana di cui Tareq si innamora, i fratelli lasciano indietro il padre e si imbarcano sul gommone per Lesbo. Da lì, e aiutati da Alexia, una volontaria americana che li prenderà a cuore, cercheranno di arrivare in Germania.


IL MIO VOTO





A Syrian Teen, Forced To Flee 'A Land Of Permanent Goodbyes'Tareq è un ragazzino siriano come tanti: ha un padre e una madre che lo adorano e che non perdono occasione di sottolineare quanto sono stati fortunati ad averlo, è stato lui a spingerli ad allargare la famiglia dando vita a Salim, a Susan, a Farrath e ai due gemellini. Non è sempre facile la vita in Siria e Tareq questo lo sa bene: proprio perchè è il fratello più grande spetta a lui proteggere i suoi fratelli e badare a loro. Purtroppo però non può proteggerli dalla guerra, che continua a mietere vittime e che distrugge per sempre non solo la sua casa, ma anche la sua famiglia.
E' un giorno come un altro quando una bomba cade sopra la loro abitazione, lasciando in vita solo Tareq e Susan, insieme al padre, che non riesce nemmeno a piangere la sua famiglia poichè deve pensare a come tenere al sicuro quella che gli è rimasta. La Siria non è più un paese sicuro e deve fare il possibile per allontanare da un paese devastato i suoi due piccoli ed è per questo che prima si dirige dal fratello, per chiedergli quanto più aiuto possibile e poi, dopo tante difficoltà, riescono ad arrivare in Turchia. Anche in questo paese però è difficile avere una vita dignitosa e l'unico modo per ricominciare è andare in Europa, ma a caro prezzo poichè la famiglia di Tareq è costretta a dividersi di nuovo, non sapendo se si rincontreranno un giorno.


 Esce oggi in libreria un libro che onestamente mi ha strappato il cuore, mi ha fatto innamorare di questa storia e mi ha fatto riflettere su come noi italiani ci comportiamo ogni giorno con chi arriva nel nostro paese per ricominciare ad avere una vita, persone come noi, semplicemente nate in parti diverse del mondo, che vogliono solo vivere.
Il primo elemento fuori dai soliti schemi di questo romanzo è che è un narratore esterno a raccontarci la storia di Tareq, ma non un soggetto qualsiasi: il destino stesso, colui che in qualche modo sa già come andrà a finire la storia, ma che non può fare a meno di raccontarci come è andata.
Tareq è un ragazzino siriano di quindici anni che non ha molto, ma quello che non gli manca è essere circondato dall'amore della sua famiglia. Un amore che gli viene strappato via a causa di una guerra nata per motivazioni futili, che si permettere di uccidere persone innocenti, non guardando in faccia nessuno. E' proprio a causa di una bomba che Tareq è costretto a guardare la sua casa crollare e la sua famiglia distruggersi, sotto il peso del dolore.
Ha ancora sua sorella Susan e suo padre, ma infondo sente di aver tradito la sua famiglia, poichè toccava a lui proteggere i suoi fratelli e invece ha fallito.


HomePurtroppo però il tempo per piangere non c'è, perchè bisogna scappare via dalla Siria. Bisogna dire addio alla propria casa, alla propria famiglia e alla propria città per provare ad andare in un paese che può offrire un'occasione. Vano è il tentativo di Tareq di rifugiarsi dal cugino Musa e dalla sua famiglia: la zona in cui si trovano loro è quella più colpita da chi vuole prevalere sugli altri, facendo il lavaggio del cervello a quante più persone possibili per averle dalla sua parte e costringerle a lottare per una religione che in verità non dice di fare la guerra. In poche parole Musa e la sua famiglia vivono dove è maggiormente concentrato l'Isis.
Ancora una volta restare è impossibile, per questo bisogna di nuovo dirsi addio e provare ad andare altrove: questa volta in Turchia, dove accettano siriani ma non li trattano allo stesso modo dei turchi, li sfruttano il più possibile e non li pagano nemmeno per il lavoro che fanno. Solo Musa e Tareq sono riusciti ad andare in Turchia, per cui il ragazzo è lontano da Susan e da suo padre, ancora una volta.
Quando però appare chiaro che così le cose non possono continuare, Tareq e la sua famiglia decidono di provare ad andare in Europa, ma sono costretti a separarsi di nuovo dal padre a causa del poco denaro. Ogni volta la lontananza spezza il cuore di Tareq, ogni volta deve dire addio perchè non sa se ci sarà una prossima occasione di vedersi, ma sa che deve lottare per avere una vita degna di essere vissuta.


 Noi italiani in questi ultimi anni siamo in un momento di crisi, anche noi rischiamo di perdere le nostre case e trovare un lavoro è sempre più difficile, per cui vedere arrivare sempre più stranieri nel nostro paese ci infastidisce, ma ancora di più ci mette paura perchè sono persone che non conosciamo e non sappiamo davvero cosa hanno intenzione di fare nel nostro paese. Pensiamo solo a come ci sentiamo noi, ormai convinti che il loro arrivo significhi solo guai a causa di tutto quello che sentiamo al telegiornale, eppure non ci siamo mai soffermati a pensare cosa significa per queste persone arrivare in un paese straniero, essere quello che tutti guardano e giudicano: ci pensa Tareq in questo libro a farci capire come si sente. Tareq è un ragazzo che è scappato dal suo paese perchè ha perso tutto e perchè poteva rimetterci la vita a restare in Siria, ha cercato rifugio in altri paesi in cui non lo hanno mai visto come una persona ma come una nullità. Ha dovuto salutare più e più volte quello che era rimasto della sua famiglia, ha passato l'inferno per arrivare in Europa, temendo ancora una volta di morire, e al suo arrivo non si è sentito a casa, ha solo provato paura. Di non essere accettato, di non potersi ricostruire una vita, di essere ancora una volta una nullità. E la semplicità con cui l'autrice ci racconta le sensazioni del ragazzo è semplicemente disarmante, colpisce dritto al cuore.


 Sebbene sia Tareq quello osservato più da vicino dal Destino, ci sono tantissimi altri personaggi che compiono insieme a lui un viaggio verso la speranza, verso una possibilità per una vita migliore e allo stesso tempo persone disposte ad aiutarlo ad avere questa occasione. Tra le tante c'è i Jalima, una ragazza afghana che viaggia insieme alla sorella alla volta dell'Europa per avere la possibilità di ricominciare. Le piace parlare a Tareq del suo paese di origine e di quanto sia in grado di offrire meraviglie, anche se per una donna offre solo una perenne prigionia. E anche Tareq ama raccontarle di quanto era bella la Siria prima che venisse distrutta dalle bombe e da ideali sbagliati che fanno passare per pericolose tutte le persone di religione musulmana. Ma non si può non nominare Alexia, una volontaria americana che si trova in Grecia per aiutare tutte quelle persone che arrivano dal mare per ricominciare a vivere. Alexia è una delle poche volontarie a tenere veramente a tutti i rifugiati, non guarda il colore della loro pelle o la loro religione, vede solo una persona in difficoltà e la aiuta come può, esattamente come fa con Tareq e sua sorella Susan: sarà infatti grazie a lei che il loro destino prenderà una nuova piega.


They Might Be Giants by Amaia Arenzana  Entry - Monochrome Category, Irish Times Amateur Photographer of the Year 2012Il paese degli addii è una lettura composta da poco meno di duecentocinquanta pagine, eppure sembrano molte di più a causa della sofferenza che ci investe prepotente ad ogni pagina, a causa della costante paura di dire addio, perchè ogni saluto potrebbe essere l'ultimo. Atia Abawi scrive una storia con una penna semplice ma che si insinua sempre di più dentro il nostro cuore, perchè fa decisamente male leggere quanto Tareq, che è un bambino di soli quindici anni, ha dovuto sopportare. A causa di tutto quello che è successo gli è stata privata la sua adolescenza, è ormai un uomo che deve lottare per sopravvivere e deve tenere duro per portare alla salvezza la sua famiglia. Purtroppo però questa storia, per quanto sia stata creata dall'autrice, può essere tranquillamente la realtà per tanti ragazzi ed è questo che distrugge completamente il lettore, il solo pensiero che per paesi come la Siria questo potrebbe essere una storia di nonfiction. Anche se è scritto in modo semplice, Il paese degli addii non è una lettura facile perchè ci fa riflettere su quanta crudeltà esiste nel mondo e su quanto, a volte, scappare al destino sia impossibile.
La storia di Atia Abawi mi ha lasciata senza parole per la sua crudeltà e allo stesso tempo per la sua bellezza e si piazza senza ombra di dubbio tra le mie letture preferite.







si ringrazia la casa editrice 
per la copia omaggio







giovedì 28 febbraio 2019

Anteprima "Il paese degli addii" di Atia Abawi

Nuovo arrivo per Giunti che si preannuncia incantevole



Titolo: Il paese degli addii
Autore: Atia Abawi
Editore: Giunti
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 20 Marzo 2019


È il Destino in persona a narrare la storia di Tareq, un normale quindicenne siriano con una famiglia numerosa. Un giorno il suo palazzo viene colpito da una bomba e il ragazzo si ritrova solo con gli unici due superstiti, suo padre e sua sorella, a dover cercare di scappare dal paese. Passando per Raqqa e la Turchia, e incontrando vari compagni di viaggio tra cui Jalima, una ragazza afghana di cui Tareq si innamora, i fratelli lasciano indietro il padre e si imbarcano sul gommone per Lesbo. Da lì, e aiutati da Alexia, una volontaria americana che li prenderà a cuore, cercheranno di arrivare in Germania.